martedì 13 novembre 2018

VIOLENZA AI CITTADINI DI CEFALà DIANA !


LO STUPRO DI CEFALà DIANA
L'ABUSO DI NON è L'ARENA
Una ventina di cefalioti (o dianisi) sono venuti in contatto grazie alle indagini dei Carabinieri di Villafrati con l’autorità giudiziaria che li ha obbligati a presentarsi “giornalmente” alla caserma dei carabinieri .(Dettagli su Marineoweb).
Ora la “fraterna vicinanza”  con  Marineo ci consente qualche riflessione. Di istinto ti viene in mente che un piccolo comune come Cefalà ( 800 abitanti)se vengono trovati 20 dipendenti fra comunali e di aziende collaterali forse stiamo parlando del 50 per cento del personale… comunale ? (fra cui la Coinres …)
Ora questa mi sembra la risposta da dare a quelli di “non è l’Arena” che hanno teso la trappola al Sindaco di Casteldaccia per la tragedia della Milicia ! Senza nulla togliere alle responsabilità non vorrei essere  nei panni dei Giudici nel circoscrivere l’abusivismo alla sola Casteldaccia.
Le grida di Giletti a noi non scandalizzano perché appena trova un paese “non abusivo” sarà meglio che ci si trasferisca subito ! Alla fine hanno documentato una "faida" politica ... Noi marinesi sappiamo cosa significhi l’abusivismo, i torrenti deviati, le frane, le costruzioni sotto la Rocca, e qui mi fermo…
Vorrei vedere da domani mattina il nostro Sindaco guidare le ruspe , badili e picconi alle mani e iniziare a demolire ! E subito dopo a Misilmeri Bolognetta Belmonte ecc.ecc. Per non parlare del lungo mare da Palermo all’aereoporto dove ancora oggi le compravendite immobiliari si fanno tramite la bolletta della luce.
L’unica possibilità di fermare questo scempio è partendo dal futuro ! Perché ancora oggi dalle maglie dei controlli sfugge sempre qualcuno  ! Per ieri non siamo attrezzati ! Aspettiamo la terza guerra mondiale sperando che ci si metta d’accordo di bombardare solo gli abusivi !
E non mi stupisce, anche se non la capisco, la battaglia del Monumento ! Bravo chi riesca a spiegarci a cosa serve questo falso scopo. Questa idea (forse che il monumento è abusivo) nasconde qualche altro obiettivo e sarebbe bello che ce lo spiegassero altrimenti non ci spieghiamo la nomina di Sparafucile a Marineo che con la scusa di essere “anargiro” ci prendono in giro.
Noi continuiamo a non capire l’avallo che danno coloro che si sentono “puliti” a chi ha bisogno di “manovalanza amministrativa”.
Forse siamo noi che non riusciamo a cogliere il “grande affetto” che tutti questi “consulenti comunali” hanno gratuitamente per Marineo !
In un paese dove almeno il trenta per cento delle case sono più o meno abusive con quale “genialità” si possa proporre di spostare il monumento.
Ma a chi si vuole prendere per il culo ?  



 

sabato 10 novembre 2018

ODE AI TEMPI FUTURI

Negli autunni a venire
contempleremo le cateratte
dei torrenti sepolti
il tartaro sotterraneo
erutterà un liquame di vendetta
l'acqua si sposerà al fango
e noi per dissetarci
invocheremo l'acqua di polipo
davanti i silos della Nestlè

I nostri figli
si nutriranno di false farine
spacciate per kilometro zero
il grano ammuffirà nelle
valli alluvionate
ci faremo il caffè con le capsule
taroccate della defunta Bialetti
arriverà il messia del biologico
che moltiplicherà il falso made in Italy
le nostre campagne
diventeranno discariche
e le pioggie cadranno su di esse
a gocce differenziate

Ci saranno fiumi e torrenti nuovi
figli di un edilizia minore
i preti d'avanguardia usciranno i santi
per far piovere cemento disarmato
ci saranno donne di una moderna devozione
degne spose di Rossana Rossanda
e prima che il fango inghiottisca ogni cosa
ci saranno le false rivoluzioni
si liberà redbull e negroni sbagliato
alla faccia dei giusti e dei loro giardini

Dopo la morte della cubaita
toccherà ai torroncini
andremo all'outlet dolciario
a comprare coccodrilli al gusto di cola
e negli imperi del business
non ci accorgeremo del silente fotti fotti
immemori della qualità dei prodotti
immemori della Perugina e della Pernigotti.


(Ezio Spataro)   www.cavadeipoeti.blogspot.com


venerdì 9 novembre 2018

SAMETOVà REVOLUCE V MILàNè



L’incontro con la signora Hana Hubáčková, ambasciatrice della Repubblica Ceca di Roma.

     Per i cechi in Lombardia, il consolato onorario di Milano è stato un grande riferimento. In passato dall’anno 1990 c’è stato un Consolato Generale ma ad un certo punto non funzionava  e l’hanno chiuso. Il  Dott. Giorgio F. Aletti si è assunto il servizio, come l’ha chiamato lui stesso, del consolato onorario e la sua segreteria ha svolto moltissimi compiti consolari. Da un po’ di tempo le voci di corridoio ‘ci informavano’ che il consolato onorario verrà sostituito di nuovo dal consolato generale. Ma nessuno sapeva qualcosa di preciso.
    Il giorno 8 novembre è giunta da Roma a Milano l’ambasciatrice della Repubblica Ceca, la sirgora Hana Hubáčková insieme alla console di Roma, la signora Karfiková. Ci ha informato ufficialmente che hanno già ottenuto i permessi dalla parte italiana e quella ceca per riaprire il consolato generale poiché i rapporto commerciali fra l’Italia e la Repubblica Ceca si sono moltiplicati e il secondo motivo fu l’aumento del numeri dei turisti e  i loro problemi che dovevano essere risolti appunto da un  Consolato Generale. Ha ringraziato il dott. Aletti per il suo prezioso lavoro e ci ha informato che stanno studiato come continuare la sua collaborazione con loro. Anche da parte dell’Associazione dei Connazionali e degli Amici della Repubblica Ceca e della Scuola Ceca si moltiplicavano le parole di stima e di ringraziamento rivolti a dott. Giorgio F. Aletti.
   In seguito è stato presentato il futuro del Centro Ceco che finora ha lavorato tantissimo in stretta collaborazione con L’Associazione e il Consolato onorario. Ora ci si augura di continuare questo buon lavoro anche se il vero Centro si sposta a Roma e da lì sarà guidata la segreteria di Milano. Molto costruttivo era il confronto dell’insegnamento della lingua ceca ai bambini ed agli adulti. La scuola ceca ha ca. 40 bambini dall’età prescolare alle classi della scuola media, di cui alcune sono accreditate dal Ministero dell’Istruzione della Repubblica Ceca. Invece i corsi della lingua ceca per gli adulti sono organizzati dal Centro Ceco ed hanno già una lunga tradizione. La collaborazione fra queste due “scuole” potrebbe nascere dall’esigenza dei papà italiani che accompagnano i figlio nella scuola ceca e nell’attenderli vorrebbe studiare la lingua ceca anche loro. 
   L’incontro si è concluso con un cordiale ringraziamento da tutte e due le parti: la comunità ceca a Milano e l’ambasciatrice della Repubblica Ceca.

Milano, 8 novembre 2018                                                        Růžena Růžičková-Sanicola

SAMETOVà  REVOLUCE V MILàNè
Da almeno un anno il Consolato Ceco di Milano barcolla in un limbo che da un lato è stato coperto dal diritto di non dare spiegazioni e dall’altro la crisi che ha colpito tutti i consolati travolti non solo dalle crisi economiche ma anche dalla difficoltà di prendere decisioni della parte politica.
In questo ultimo periodo abbiamo assistito dal punto di vista “burocratico” all’assenza di un vero Consolato Generale (venendo a mancare cosi i riferimenti propri di un Consolato Generale) ma dall’altro una forte presenza di attività culturali grazie al Console (seppur onorario  ) e alla signora Radka Neumannova, ultimo addetto culturale. Ora il vento cambia nuovamente e , se abbiamo ben capito, l’Ambasciatore ci ha spiegato che in questo momento è la sola “scuola” ceca a emergere e quindi è meglio allontanare i “vecchi” costruendo un nuovo mondo sulla scuola ceca e le loro famiglie. Infatti si è tornati agli incontri “al buio” dove erano presenti i soli  “addetti”alla scuola  dove gli unici estranei presenti eravamo noi per constatare che della vecchia guardia non c’era nessuno.
Allora ci è venuto in mente il ’68 poi ci siamo ricordati di quando è stato eletto Havel (chi c’era al Castello a gridare con noi Havel na Rad !) poi quando a Roma all’Ambasciata Ceca si è festeggiato l’80 compleanno di quel Alexander Dubcek e cosi via per non dimenticare quando iniziammo la scuola ceca a Milano e per trovare i primi sei bambini trovammo solo fra i privati perché i funzionari del consolato avevano paura a iscrivere i propri figli alla scuola.
Insomma abbiamo avuto l’impressione che il Consolato è una diramazione della scuola ceca !
Dobbiamo amaramente ammettere che all’incontro di ieri mancava tutta la storia degli ultimi cinquantanni della comunità ceca.
Ci consola che almeno il Mikulas è sopravvissuto seppur   con un angioletto datato !
Abituati ad altre rivoluzioni abbiamo apprezzato i modi usati dalla Signora Hana Hubáčková e dagli altri funzionari !
Onofrio Sanicola

giovedì 1 novembre 2018

NESTLè


Ovvero gli inventori dell’acqua di Polipo !
Sono decenni che assistiamo al genocidio del nostro caffè. Da noi non se ne produce nemmeno un chicco ma l’abilità tipica della nostra gente è riuscita a distribuire in tutto il mondo il”succo” di questi chicchi, grazie alla sapiente tostatura. Questo succo lo si ottiene grazie ad altre invenzioni tipicamente italiane non solo grazie alla napoletana , ma anche e soprattutto grazie alla moka che un certo Bialetti ha abbinato indissolubilmente al caffè made in Italy. Infine non da meno sono le macchine tipiche dei bar che ti servono “l’espresso”, che ha ribattezzato  il nome al caffè in  tutto il mondo ! E vorrei chiudere con il cappuccino che poco poco ha attierato su di noi tutto il fascino femminile del mondo intero ! Nemmeno i turki o gli arabi hanno tentato l'anatema al nostro caffè !
Infine sono arrivati gli americani , novelli Popov (inventore universale sovietico) che usando o meglio mettendo assieme tutto l’inventato sono riusciti persino ad arrivare sulla luna. Quindi non sbalorditevi quando vedete milioni di tassisti con un bicchiere da mezzo litro che guidano ininterrottamente sino a quando la brodaglia non è finita. Ora sono anni che ci si sbatte in faccia il nescafè a litri cercando di trasformarci in sudamericani con il bicchiere da un litro quando ne bastano nemmeno un quarto di tazzina.
Questi signori il cui vero obiettivo è quello di distruggere ciò che non è stato inventato da loro (diamogli atto di aver migliorato (sic) la nostra pizza con l’aggiunta di ananas, nutella e uova fritte…) a mo di crepes !  Ma almeno i francesi non hanno mai tentato di “estirpare” la pizza a favore delle crepes…
Ora ci stanno riprovando aggirando l’ostacolo portando in tutto il mondo le capsule (abbinate al volto di un noto attore americano domiciliato in Italia, che grazie alla meccanica e alla praticità producono un discreto caffè. Però sempre figlio delle nostre caldaie che producono l’espresso…
Chiamare nescafè quella brodaglia nera a litri dovrebbe tenerci lontano , ma oggi possono di più i persuasori che i sapori .
La Nestlè se ne fotte e va avanti e basterebbe chiamarla alla francese “eau de pulp” salvandosi il merito di rispettare le altrui culture o meglio : inventati tu qualcosa di nuovo senza uccidere le altrui capacità.

Ps. È di ieri la notizia della Bialetti in difficoltà. Finirà come la napoletana… che quando viene qualche giovane a casa mia mi domanda a cosa serve e se le colleziono possedendone una decina tutte in esercizio !

CERCASI PRETE D'AVANQUARDIA MARINESE PER ROSSANA ROSSANDA...


Troppo comodo arrivare a novantaquattro anni  e venirsene fuori e dire che “mi sono sbagliata” dimenticando le innumerevoli conseguenze di questo sbaglio. A novantaquattro anni la signora Rossana Rossanda avrebbe fatto meglio a fare figli cosi la maternità l’avrebbe aiutata a fare meno danni malgrado due mariti.
Quindi finisce un’ altra faida, fra le più succulente in area comunista. Fra Fortini e Togliatti passano decenni di poca chiarezza e se non arrivi a novantaquattro anni non te ne accorgi. Anche a Marineo nella stessa area continuano equivoci e ripensamenti. Se poi si pensa che pur avendo ancora le chiavi del Pd questi nostri eroi hanno votato Lega pur rimanendo dentro la vecchia casa e riuscendo nel miracolo di “recuperare” chi li aveva sputacchiati irrisi e cosi via.
La differenza credo consista che la Rossanda vuole morire in pace con se stessa e non mi stupirebbe se chiamasse uno dei preti marinesi d’avanquardia per confessarsi in punto di morte mentre ai nostri compagni rimangono decine di anni prima che si ravvedano…