sabato 19 gennaio 2019

SANTISSIMI BATTISTI E MORANINO


Ieri sera forse abbiamo preso un abbaglio. Abbiamo aspettato le 11.45 per vedere il servizio su Jan Palach su Rai due ed invece fra le varie cose siamo stati testimoni della scalata riabilitativa di Battisti. Già ho avvisato in vaticano che il 31 gennaio è stato usurpato da don G.Bosco e quindi trovare un'altra data. Per me rimane quello che i vari processi hanno stabilito ! Per poter “aggiornare” le mie idee aspetto il via dal blog del Franco Virga, l’unico che ha la capacità di trasformare, in politica, un uomo in santo ! Tutti gli altri sono film già visti che purtroppo attirano sempre i pochi trinariciuti sopravvissuti a Marineo. Quindi ieri sera o ci siamo persi il documento su Jan Palach o la “mano longa” del “soccorso rosso” non ha gradito la contemporaneità … Ricordo che per dieci anni mentre noi sapevamo tutto sui funerali (privati ! Ipocriti…) di questo ragazzo il mondo ignorava che dietro la cortina di ferro quasi un milione di persone avesse sfilato composta e noi per “vedere” quelle immagini abbiamo dovuto aspettare dieci anni !  Ora è iniziata la corsa e quindi il processo ai familiari e giudici dei processi Battisti, perché solo cosi dopo aver visto dove il martire dormiva, mangiava ecc. possiamo trovare quel capello che lo possa portare nel panteon assieme ai vari Moranino e colleghi . Dove possono cibarsi del solo cibo di cui si nutrono: il sangue !

venerdì 18 gennaio 2019

LETTERA APERTA AL DOTTOR CARLO GRECO !



Il Diluvio di Marineo fotografato dal Taornina dal Pizzo Parrino
Credo che l’unico deputato a ricevere questa mia lettera sia Lei, gent.mo dottor Greco ! Per spiegarne i motivi rinvio ai numerosi incontri al tempo quando Lei portò a Marineo lo specialista americano che dava un colpo al fiasco ed uno ai bidoni. Mi rimase impressa la sua definizione  : il futuro della raccolta rifiuti l’avete inventata voi italiani ! Cioè il gelato :si mangia il prodotto e la sua confezione (il cono). Io lo conobbi grazie a Nuccio Benanti quando lo sdoganò presesentandoccelo come colui che “aveva inventato “ l’antidoto al punteruolo rosso” e poi con il famoso gemellaggio con la Lituania !
Ma a parte questo , e il suo viaggio a Roma come scudiero del nostro duce attuale, e per una cosa seria che mi rivolgo a Lei !
Spero , anzi sono sicuro, che non Le sia sfuggita la lettera-rapporto del prof. Antonino Barcia pubblicata su Marineoweb.
L'arca si allontana da Marineo dopo aver imbarcato gli Amministratori e i consulenti.Sullo sfondo i documenti
Dopo questo rapporto mi aspettavo che Lei , oltre che esperto in presepi e carnevali, si potesse buttare a capofitto su questo argomento perché credo sia l’unico a conoscere il tema.
La mia ricerca su chi potesse essere l’Assessore all’agricoltura non mi ha dato risultati e nemmeno se la cosa è di appartenenza alle Attività Produttive (già regno separato del Tripoli) perché l’assessore credo faccia parte delle deleghe che il nostro capo dei capi ha avocato a se (quindi lettera morta) e il buon Architetto Sciortino essendo ormai capo dei restanti capi si occupa prevalentemente di amministrazione (pagamenti di eventi ecc.ecc.).
E’ curioso che un paese “agricolo” come il nostro non abbia un referente o Assessore all’agricoltura mentre può schierarne due fra Cultura e Turismo (senza progetti).
Non mi rimaneva che pensare che Lei potesse raccogliere , anche in parte, l’invito a convocare i cittadini al PALAZZO BECCADELLI  non dico per risolvere ma almeno per condividere le preoccupazioni del Barcia che quasi tutti hanno fatto proprie.
Chi se non Lei , evito di elencarle i motivi, avrebbe ed ha il potere di affrontare un tema cosi delicato. O il professor Antonino Barcia mentre fuori diluviava ha preso un colpo di sole o qualcosa non quadra ! I marinesi hanno apprezzato che subito dopo la fatidica notte di novembre le arterie principali attraversanti il comune sono state liberate , il tutto è finito lì !
Ora , egregio dottor Greco, lasci stare presepi e carnevali perché cosi rischia di oscurare il suo capo e si occupi di quanto sopra che mi pare sia più necessario alla comunità !
Aspetto la locandina e , seppur non esperto, metto a disposizione la mia collaborazione.
Non mi deluda.    

LETTERA APERTA AL DOTTOR CARLO GRECO !



Credo che l’unico deputato a ricevere questa mia lettera sia Lei, gent.mo dottor Greco ! Per spiegarne i motivi rinvio ai numerosi incontri al tempo quando Lei portò a Marineo lo specialista americano che dava un colpo al fiasco ed uno ai bidoni. Mi rimase impressa la sua definizione  : il futuro della raccolta rifiuti l’avete inventata voi italiani ! Cioè il gelato :si mangia il prodotto e la sua confezione (il cono). Io lo conobbi grazie a Nuccio Benanti quando lo sdoganò presesentandoccelo come colui che “aveva inventato “ l’antidoto al punteruolo rosso” e poi con il famoso gemellaggio con la Lituania !
Ma a parte questo , e il suo viaggio a Roma come scudiero del nostro duce attuale, e per una cosa seria che mi rivolgo a Lei !
Spero , anzi sono sicuro, che non Le sia sfuggita la lettera-rapporto del prof. Antonino Barcia pubblicata su Marineoweb.
Dopo questo rapporto mi aspettavo che Lei , oltre che esperto in presepi e carnevali, si potesse buttare a capofitto su questo argomento perché credo sia l’unico a conoscere il tema.
La mia ricerca su chi potesse essere l’Assessore all’Agricoltura non mi ha dato risultati e nemmeno se la cosa è di appartenenza alle Attività Produttive (già regno separato del Tripoli) perché l’assessorato credo faccia parte delle deleghe che il nostro capo dei capi ha avocato a se (quindi lettera morta) e il buon Architetto Sciortino essendo ormai capo dei restanti capi si occupa prevalentemente di amministrazione (pagamenti di eventi ecc.ecc.).
E’ curioso che un paese “agricolo” come il nostro non abbia un referente o Assessore all’agricoltura mentre può schierarne due fra Cultura e Turismo (senza progetti).
Non mi rimaneva che pensare che Lei potesse raccogliere , anche in parte, l’invito a convocare i cittadini al PALAZZO BECCADELLI  non dico per risolvere ma almeno per condividere le preoccupazioni del Barcia che quasi tutti hanno fatto proprie.
Chi se non Lei , evito di elencarle i motivi, avrebbe ed ha il potere di affrontare un tema cosi delicato. O il professor Antonino Barcia mentre fuori diluviava ha preso un colpo di sole o qualcosa non quadra ! I marinesi hanno apprezzato che subito dopo la fatidica notte di novembre le arterie principali attraversanti il comune sono state liberate , ma il tutto è finito lì !
Ora , egregio dottor Greco, lasci stare presepi e carnevali perché cosi rischia di oscurare il suo capo e si occupi di quanto sopra che mi pare sia più necessario alla comunità !
Aspetto la locandina e , seppur non esperto, metto a disposizione la mia collaborazione.
Non mi deluda.    

giovedì 17 gennaio 2019

LA TORCIA UMANA DOPO 50 ANNI

Jan Palach ha sacrificato la sua vita per protestare contro l’occupazione della Cecoslovacchia da parte dei carri armati dei Paesi del Patto di Varsavia e contro la rassegnazione della popolazione alla situazione che si è creata dopo.
Studiava storia alla Facoltà Filosofica di Università Carlo di Praga e ha partecipato attivamente a tutti i cambiamenti della Primavera di Praga che hanno portato il vento di speranza di democrazia nella Cecoslovacchia. Durante i suoi studi è stato due volte in Unione Sovietica, nei posti anche molto remoti e si è fatto la convinzione che lì la gente ha paura di pensare, è “proibito” chiedere il perché della situazione ed è stato testimone della propaganda bugiarda contro la Cecoslovacchia per giustificare l’intervento dei soldati. Il suo interesse era rivolto anche alla guerra in Vietnam e conosceva la protesta dei monaci buddhisti che si sono bruciati.
Quando il 21 agosto 1968 sono entrati in Cecoslovacchia i soldati del Patto di Varsavia con i loro carri armati Jan Palach ha vissuto una delusione grande e sentiva il pericolo dell’occupazione sovietica con maggiore tragicità degli altri proprio per le sue conoscenze acquisite durante i suoi soggiorni in Unione Sovietica. Vedeva una certa rassegnazione della gente che ricordava ancora le purghe degli anni ’50 e non aveva il coraggio di protestare. Con alcuni suoi colleghi d’università ha formato un gruppo che ha deciso di seguire l’esempio della protesta contro la guerra in Vietnam da parte dei monaci buddhisti e di “illuminare” l’opinione pubblica con il proprio corpo dato al fuoco. Jan Palach era fiero di essere estratto come la Torcia n° 1. 16 gennaio 1969 in piazza Venceslao si è cosparso di benzina e si è dato il fuoco. Ha subito le ustioni su quasi 90 % del suo corpo ma restò vivo ancora per 3 giorni e ha potuto mandare il suo messaggio rivolto al governo e ai suoi amici, le future torce: chiedeva al governo l’abolizione della censura e divieto della distribuzione del giornale propagandistico stampato dai russi presenti nel Paese. Ai suoi amici, pronti ad immolarsi anche loro, ha lasciato detto che il suo sacrificio basta ma non ha potuto evitare il gesto simile di J. Zajíc.
Anche il dissidente Václav Havel si è rivolto al governo ripetendo le richieste di Jan Palach ricordando loro che avevano i figli che studiano all’università e avrebbero potuto diventare le torce umane anche loro. Chiedeva la dimissione dei ministri. Ha invitato gli studenti a non imitare più l’esempio di Jan Palach. Il governo non ha realizzato ciò che chiedevano gli studenti, anzi i ministri hanno votato la permanenza delle truppe sovietiche in Cecoslovacchia come necessaria. La stampa comunista ha cercato di denigrare più possibile la persona di Jan Palach scrivendo di un complotto dell’Occidente che ha manovrato i giovani cecoslovacchi.
Quando Jan Palach è morto l’opinione pubblica era scossa e al suo funerale hanno partecipato cca 600.000 persone, compresa i numerosi membri della polizia segreta. Si sono alzate però anche le voci che definivano il suo gesto come il suicidio e soprattutto la Chiesa era divisa al riguardo. Molti invece apprezzavano il suo sacrificio e il suo coraggio ma invitavano vivamente i giovani a non seguirlo. Era possibile sentire le voci ufficiali come quella di Paolo VI e cardinal Josef Beran che si pronunciavano in questo senso.
C’era chi parlava di un sacrificio inutile e per molto tempo sembrava tale. Dopo il suo gesto non è cambiato niente. In Cecoslovacchia si è diffuso il grigiore della “Normalizzazione” con i metodi repressivi che scoraggiavano ogni forma di protesta. Questa situazione durò fino a gennaio 1989 con le manifestazioni non autorizzate per ricordare proprio la morte di Jan Palach in piazza san Venceslao chiamate La settimana di Palach. La polizia cercava di disperdere migliaia di persone con i metodi brutali – manganelli, gas lacrimogeno e i canoni di acqua. Ma i giorni seguenti la gente si riuniva di nuovo, i dissidenti hanno cercato di porre i fiori sotto la statua di san Venceslao per ricordare il sacrificio di Jan Palach ma molti sono stati arrestati, fra essi anche Václav Havel. In quei giorni di proteste continue sono state arrestate 1400 persone e molte altre sono state ferite. In novembre dello stesso anno si è svolta la Rivoluzione di velluto e molti erano convinti che il ricordo del sacrificio di Jan Palach è stato il momento scatenante. Ancora ai nostri tempi la gente a Praga chiede la luce della verità, della libertà e della democrazia come lo ha dimostrato l’imponente corteo di persone che con le candele in mano percorreva ieri la piazza Venceslao. Come Jan Palach, la gente anche ora apprezza la libertà e la democrazia e sente i “nuovi”pericoli: l´ipocrisia, il consumismo, l´egoismo e manipolazione dell’opinione pubblica. Speriamo che il ricordo di un sacrificio così grande dia forza e coraggio anche a noi.
Růžena Růžičková
16.01.2019

ROMANI, GERMANI e ... MARINEO !



Ho finito di leggere “Il nemico indomabile” Roma contro i germani.(Edizioni Laterza pagg.391 ,E.24 , 2018 ). Del Prof. Umberto Roberto. Ho fatto fatica a inserirlo nel filone di cui mi sto interessando. Succede che seguendo i Bizantini e andando indietro arrivi ovviamente ai romani e quindi quando ti rendi conto che ti sei spostato di un migliaio di anni tornare ai bizantini è dura e ti salvi solo seguendo i personaggi storici. E cosi ho evitato di “aggiornare” la rubrica dei libri letti e acquistati ,presupponendo che non interessasse molti la presentazione di una trentina di volumi sui bizantini e fatti storici vicini che in questo anno mi hanno tenuto lontano  da altri argomenti. Allora ?
Umberto Roberto ci è noto perché qualche tempo fa lo avevo invitato a venire a Marineo a “parlarci” di Diocleziano e fatto il biglietto aereo con anticipo (per risparmiare) avevo dato per scontato che almeno “qualcuno” (almeno quelli della Congregazione) sarebbero stati interessati. Le ipotesi su San Ciro misero paura perché apriva un dibattito pericoloso . Mandai al professore Roberto copia del libro su San Ciro dei nostri due marinesi, avviai una seconda ricerca soprattutto sul passaggio da Canopo a Roma e Napoli delle reliquie e cosi via.
Ora si fosse trattato dell’attuale Amministrazione (consulenti compresi) potevo capire , ma si trattava dei soliti “cattolici moderati impegnati in politica”… che mi diedero agio di capire che Giuda non è mai stato né di destra né di sinistra ! Era semplicemente un coglione ! O meglio un ignorante ! E quando incontri “ignoranti” non regge nessun commento !
Nel suo lavoro “Diocleziano”, Umberto Roberto, ti permette di capire in che atmosfera maturò il martirio del nostro Santo.    Ora il suo ritorno in questo nuovo lavoro (pensate ben 80 pagine fitte di note al testo) documenta il nostro rapporto (direi parentela) con i germani in modo magistrale. Partendo da Teutoburgo sino a Hitler mai mi era successo di percorrere la storia “dei tedeschi” sino ad oggi senza tralasciare o giustificare nulla. Il taglio che il professore ha voluto dare al suo lavoro riferisce commenti e rapporti con i romani proima e con la cultura italiana , passando da Machiavelli , Monteschieu , Croce ecc.ecc.
Lavoro da storico e va letto solo con questo spirito. Una mole di riferimenti a testi e commenti lo rende necessario a chi vuole conoscere meglio i rapporti fra romani, italiani e germani.