domenica 27 marzo 2016

BUONA PASQUA A CHI, DOVE, QUANDO ?

Da un lato vedi enormi castelli costruiti per la guerra, vedi antichi cannoni arrugginiti, leggi storie passate da farti accapponare la pelle, tenti di fare conti impossibili su quanti morti inutili ci sono stati e ti dici: bè questo potrebbe bastare ! Poi leggi di Parigi di Bruxelles del rancore che ti porti dietro assieme all'odio. E ne deduci che si costruiscono ancora castelli e cannoni.
Non siamo ipocriti ! Buona Pasqua a chi , dove e quando ?

sabato 26 marzo 2016

A RONDA IN ANDALUSIA PER MANGIARE IL MAIALINO NERO DEL ... PULIZZOTTO !

Metti le solite coincidenze che non mi mancano mai...Metti lu malu passu, costruisci un ponte che chiameremo nuovo che va dalla Montagnola al Pizzo Parrino e ci costruisci prima una citta che potremmo chiamare Mirnau dal lato montagnola e dall'altro lato la chiameremmo Al Kazan. Costruito il ponte la città diventa unica e man mano si costruiscono terrazzamenti e passeggiate a strapiombo sullo Scanzano o sul Tayo. Questa è Ronda ad un ora di Malaga. Una volta dicevo che dopo le sette meraviglie del mondo non veniva la ottava bensi le altre meraviglie del mondo. Ronda è una di queste. Andatevela a cercare perchè questo gioiello è proibito a quelli che soffrono di vertigini. Almeno in trentamila (gli abitanti) e altrettanti turisti ci vivono a strapiombo su una gola di circa mille metri e larga cinquanta ma lunga almeno un chilometro.  Anche qui le tracce musulmane sono abbondanti come quelle romane bizantine e quindi spagnuole. Dopo aver salutato dove sostò il Cervantes decidiamo di pranzare nel solito ristorante tipico raccomandato dal papà di uno della compagnia. Non mi piace il termine cameriere o servitore come non mi sembra appropriato signore. E' come la Hostes o lo stuart che alla fine fanno lo stesso lavoro che in un ristorante. E cosi chiamo "Salvatore..." e il cameriere addetto ai nostri tavoli mi risponde: si segnor... 
Ora avrei dovuto spiegargli tante cose... ci rinunzio sino a quando , menu alle mani, mi dice "il piatto principale è il maialino nero di latte della Sierra della Neve, allevato direttamente da noi...". Anche se siamo nella Settimana Santa non posso fare a meno di dire quello che qualsiasi altro siciliano avrebbe esclamato.
Per i soliti marinesi a matula allego la foto perchè non mi sono arreso e sono voluto andare in cucina e farmi spiegare la procedura. Ai tempi della Grande Spagna i nobili si portavano dietro i propri cuochi io li trovo sul posto...  Per pudore non ho voluto chiedere se si chiamasse... Pulizzotto !
Finalmente ho incontrato uno spagnolo disponibile ed ho chiesto come funzionano le processioni .
Ho migliorato le mie conoscenze ma ancora non mi è chiaro l'ordine della processione. Ho individuato il posto di coloro che hanno chiesto una grazia nell'anno e la hanno ottenuta: si situano subito dietro la vara ! Ma dove si mettono i semplici fedeli ancora non sono riuscito a saperlo...

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QUO VADIS SPAGNA ?


Finalmente la tanta attesa processione è arrivata. Da lunedi cerchiamo di assistere ad una delle processioni e finalmente il giovedi santo ci siamo in parte riiusciti. Ci vorrebbe il prof.Romagnoli come guida per spiegarci il complesso meccanismo delle processioni. Le abbiamo viste sfilare cercando il momento di inserirci , ma a quanto sembra  non ci si inserisce si partecipa. Come e quando non ci è dato sapere. Andiamo in ordine. Una lunga fila di incappucciati (appartenenti alla congregazione Monte Calvario, nel nostro caso) precede la “vara”. Almeno cento portatori a spalla conducono la vara con soste ogni dieci metri o in posti prestabiliti, non solo per il peso ma anche perchè gli stessi portatori sono attaccati uno all’altro. “Si annacano” diremmo noi con il loro andare ondeggiante. Segue la banda musicale di altre 50-100 strumenti con sempre la stessa musica che accompagna la tragedia visibile nella vara. Subito dopo un folto gruppo che sembrano fedeli ed invece credo siano parenti-assistenti dei portatori, con borse e sacchetti e carrozzine. Quindi una infinità di incappucciati con labari e insegne. Poi un grande vuoto … e segue un altra processione con un altro tema della Passione… E I fedeli ? Non le migliaia di persone assiepate ai lati o dentro altre migliaia di piccoli e grandi bar che già dalla mattina servono tapas di tutti I tipi. Impensabile entrare in chiesa o in cattedrale dove più o meno alle quattro del mattino giungono le processioni. Non sono riuscito a percepire il senso religioso di tutto questo, mi è sfuggita la tragedia del momento, mi è mancata forse la concentrazione. Un misto di spettacolo mentre si svolgeva una grande tragedia. In questo la scena era simile alla realtà di allora... La religiosissima Spagna mi ha tradito. Devo trovare qualcuno che mi spieghi questo rito delle processioni e dove è il posto dei fedeli mentre la bolgia beve vino, rutta , spinge ,si accalga sotto gli occhi della più grande tragedia dell’umanita. A meno che i "fedeli" siano solo quelli che "partecipano" tramite le varie congregazioni... e gli altri ?
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venerdì 25 marzo 2016

LA COVA DELLE UOVA AFFIDATA ALLA SCUOLA E AL PULIZZOTTO DAL NOSTRO COMUNE

Non è male questa collaborazione fra Salvatore Pulizzotto e la scuola.  Quello che vogliamo nuovamente sottolineare è che la parte creativa (artisticamente) della scuola mentre ha una grande visibilità interna è totalmente sconosciuta dal resto della comunità. Lo abbiamo constatato al momento delle "maschere" dove su duecento maschere erano presenti una decina di genitori. Eppure la scuola ha strumenti comunicativi di grande rilevanza (basta citare il diario, il resoconto giornaliero dei figli a casa, ecc.). Ciò ci preoccupa perchè quando l'apatia prende persino i genitori cosa ne sarà dei figli è facilmente immaginabile. Quindi queste iniziative sono tanto apprezzabili e necessarie. Nella precedente esposizione nacque la domanda :quale futuro con l'arte ! Siamo andati a scomodare una studentessa francese che deve all'arte il suo futuro lavoro , il suo percorso postscolare. Il nostro intento non era quello di suscitare dibattiti , bensi quello di rispondere ad una domanda che ci sembrò emergesse con forza nella sera delle "maschere". Ebbimo l'impressione che in quella occasione l'apatia prese più i docenti che i genitori e gli alunni. Ora dopo maschere e presepi accogliamo le uova di Pasqua con la speranza che nascano motivazioni e che , almeno i genitori, non li abbandonino come differenziata, ma che vengano a ritirarseli e conservarli perchè è una cosa bellissima conservare un "lavoro" fatto dai propri figli , tenerlo conservato per anni ed anni e tirarlo fuori quando meno te lo aspetti. Quell'oggetto ti riporta ricordi e tempi irrecuperabili dove la creatività dominava la tua crescita.


ps. ho partecipato ad una decina di incontri organizzati dalle più svariate istituzioni e associazioni sul tema "figli". Caterve di assistenti sociali, psicologhi, psichiatri a fare passerella di se stessi, ad autoincensarsi proponendo percorsi e soluzioni demenziali senza che nessuno venisse mai a dirci i risultati ottenuti. Ma quello che più mi ha colpito è l'assenza dei genitori che probabilmente stanchi di un linguaggio artificiale e fatuo disertano questi incontri .  E' una gara o meglio una vetrina delle vanità. Spero che se ne rendano conto che la lista dei partecipanti prestigiosi camuffa un insuccesso data la mancanza del "cliente" principale:i genitori.  

ps2. Non sarebbe male capire come ha partecipato il nostro Comune a questo evento.


ATTI


giovedì 24 marzo 2016

CHISSA COME DOVEVA ESSERE BELLA...

Nemmeno un ora collega Malaga a Cordova. Il treno attraversa una campagna che sembra un prato di ulivi. La differenza è che qui tutto è nuovo , dalle strade alle case, ai ponti ai viadotti. Non vedi nulla dell’antica Spagna. Devi entrare in città e ti accorgi della differenza. La più grande difficoltà è il fatto che se ti occupi della Sicilia araba non puoi fare a meno ed ignorare la Spagna. Cito solo l’Amari con la sua Bibblioteca Araba, con la sua Storia dei Musulmani saltando Schiapparelli e tantissimi altri. Non puoi andare a Cordova solo a vedere pietre e monumenti. Basta una data a metterti in difficoltà :1492 !
Gli ebrei debbono lasciare la Spagna ! Lasciare è un termine non violento.  Allora cominci con il ricordarti che qui è nato Seneca, Avveroè, Meimeides , il ghetto degli ebrei, la Sinagoga , casa Sefard e cosi via. Qui accano avvenne il primo incontro fra Cristoforo Colombo e Isabella… A due passi da Cordova esiste il luogo più magico del mondo. E’ una residenza castello. Il sultano che l’ha fatta costruire ha impiegato non so quante migliaia di operai , di blocchi di pietra e cosi via. E’ quindi dove sta la magia ? 
Costui vedendo che la sua sposa era sempre triste chiese cosa la rattristasse e lei spiegò che le mancavano I fiori del suo paese, I profumi, gli alberi I paesaggi, le fontane I rumori… E qui ti voglio… Questo signore cosa fa ? Spiana la collina e la fa a terrazzamenti tipo I giardini pensile. Ogni terrzzo una cultura siriana proprio del paese della sua preferita cosi che non gli mancasse il suo paese e affacciandosi sulle terrazze sentisse profumi, odori e rumori del suo paese.  Onestamente a Cordova la cosa che mi interessava tantissimo era la Piazza del Puledro. La trovo facilmente . 
Se mi chiedete cosa ci sia da vedere vi dico nulla ! Ma lo dovevo al nostro massimo poeta marinese a quel Ezio Spataro che spesso lo tira in ballo facendomi diventare una volta Don Chisciotte e la volta dopo Sancio Pancia. In Piazza del Puledro c’è la Taverna del Puledro “covo di briganti” fa dire il Cervantes a Don Chisciotte già attiva alla fine del 1400, oggi sede della scuola di flamengo. Dal Ponte Romano alla torre, via via un sacco di monumenti e qui potrei chiudere la giornata se non fosse che la cosa principale di Cordoba la ho lasciata per ultima perchè avrei bisogno di almeno dieci pagine. Anche noi abbiamo simili monumenti. Iniziamo per capirci con il Duomo di Siracusa perchè la trasformazione da Tempio Greco-romano a Chiesa e visibile e facilmente individuabile. La nostra Cattedrale di Palermo era una Mosche e ci sono ancora deboli traccie visive.
Non sono li vagni ma la Meschita di Cordova
A Cordova dovete immagginare un quadrato di migliaia di metri quadrati portateci dentro circa duemila colonne sui ogni Colonna costruitene un altra sopra e quindi il tetto viene raddoppiato in altezza. Unite le colonne con archi a ferro di cavallo e otterrete una moschea che fu la  più grande  del mondo. Un immenso labirinto  di volte e cupole che si estende all’infinito.  Oggi è la cattedrale di Cordoba con le sue 40 cappelle votive l’altare e il coro monumentale e le migliaia di  spagnoli ivi sepolti. Qui siamo in piena vacanza migliaia di persone in viaggio per la settimana Santa. Confraternite dappertutto impegnate nelle processioni, Questa sera “in cena domini” la Spagna si ferma perchè questa “semana” si pulisce la tua coscienza di Cristiano.    

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mercoledì 23 marzo 2016

DEDICATO A SALVATORE E RITA


I soli che sappiano tenere accesa la candela dell’arte nel buio 


COME tutti I genitori  sono partito con l’idea di andare a verificare “I successi” di mio figlio che da due anni lavora e vive a Malaga. Noi non siamo una famiglia da Erasmus o esperienze simili. Non ce lo possiamo permettere. Noi siamo nati in viaggio , la nostra casa è il mondo. Andare da un punto all’altro del mondo non ci procura emozioni ma conoscenza. Dove andiamo dobbiamo lavorare. E chiaro che la parte più pesante è documentarsi perchè arrivare davanti a un monumento senza sapere di cosa si tratta è avvilente. Per prima cosa scarto I musei.  Sono supermercati della memoria. O sei interessatissimo o devi sapere prima cosa vedere. Per farla breve parto con due imput . Un racconto scritto e consegnatomi due giorni prima di partire da un altro mio figlio che “divoro” in aereo. Sapevo che aveva studiato “come si scrive” ma sino ad oggi pensavo che fosse un dono di natura saper scrivere a quel modo. Avevo iniziato male perchè il frontespizio dice :Dentro lo sguardo. Cronaca di una (meta) rivoluzione cubista” .
Scoraggiante per un semplicione come me ! Man mano che leggo mi confondo, rileggo, aspetto asterischi che mi rimandino ad altri autori, citazioni eclatanti. Davanti l’arte moderna mi ero sempre “ritirato” in  buon ordine come si fa di solito davanti a chi ti promette che farà “lievitare” un tavolo o chi si dichiara medium assicurandoti che la notte potrai dialogare con non so chi dell’altro mondo. Su Picasso e  Braque conoscevo solo qualche titolo di giornale … Avevo accettato di fare questo ennesimo viaggio per giungere alle nostre radici delle tradizioni devozionali dal medioevo in avanti. Quindi la cattolicissima Spagna mi offriva questa possibilità. E mio figlio non si è lasciata sfuggire l’occasione della “settimana santa” spagnola con le sue incredibili e uniche processioni. L’altra motivazione arriva “in itinere”. Tra il racconto di mio figlio su Picasso, il Museo Picasso a Malaga e la mostra di Salvatore Pulizzotto e Rita Castronovo sulla “famiglia” a Marineo, le processioni mi pare che come motivazioni ne avevo a sufficineza. Liquido subito mio figlio andando immediatamente al Museo Picasso, avvantaggiato dal fatto che si trova in pieno centro. L’effetto Pulizzotto è la prima cosa che mi coinvolge. Una donna con bambino la cui descrizione mi commuove perchè abituati a Madonne con Bambino questa ti riporta fra I mortali. Il cubismo e la tridimensonalità fanno il resto. Andatevela a cercare in internet perchè è riduttivo fidarsi della mia descrizione. Dopo questo primo incontro mi perdo fra le sale alla ricercarca dei disegni di Picasso  su Don Chisciotte. Non ne trovo nemmeno uno ! Arrivo a dubitare che la mia memoria non sia più tanto precisa. Poi vado indietro e mi ricordo che ultimamente li avevo rivisti sul blog del Virga, poi mi smentisco, poi mi rendo conto che questo museo contiene “solo” trecento opere del maestro… appena torno a casa voglio verificare… Sarei un bugiardo se iniziassi ad elogiare Picasso, il cubismo, la tridimensionalità  e cosi via… Allora cerco di cosa lamentarmi e finisce come al solito che scarico su cosa mi colpisce di più. Gli architetti ! Se venisse un mio figlio a dirmi :Papà mi iscrivo in architettura…Oggi farei il possibile per impedirglielo. Te ne rendi conto quando entri in un Museo dove tutta la loro maestria è dedicata ai materiali infischiandosene del fatto che I primi ad allontanare I visitatori sono proprio loro :gli architetti a matula. Due enormi balconate senza nemmeno una panca una sedia … Giriamo queste meravigliose città d’arte dove la presenza di anziani ormai è prevalente e non puoi prendere fiato nemmeno dieci minuti. Per non parlare dei bagni situati ormai due piani sottoterra facili da raggiungere ma impossibile da risalire. Dio , seondo me, ha volute puniere la loro arroganza dandogli l’amore per il bello togliendogli il dono del pratico. E cosi spero di fare in tempo a vedere la mostra del duo Pulizzotto-Castronovo sulla famiglia, mi fotografo fra mille rimproveri il quadro prima citato, e inizio ad occuparmi di quello che è stat o il motivo principale del viaggio in Spagna: le processioni !

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domenica 20 marzo 2016

DUE RAMOSCELLI DI ULIVO...




La domenica delle Palme eravamo divisi in due gruppi. Il primo che sfilava su due file con grossi rami di ulivo o rami di palma entrambi appena potati e addobbati con nastrini multicolori , arance, caramelle. Incolonnati andavamo dietro all’asinello che portava un Gesù sordomuto che non spiccicava una parola ma che aveva un grande diadema di cartone blu che spesso gli cadeva. Era l’età dell’innocenza e il lavoro delle suore su di noi dava buoni risultati. L’altro gruppo era capeggiato da Fifi il quale piombava soprattutto sulle palme più addobate strappando arance e cioccolatini come uno sparviero. Spesso la cosa finiva male perché qualche genitore metteva nelle arance degli spilli che dovevano servire da deterrente, ma molti non conoscevano le callose mani del Fifi. Chi arrivava al sagrato della chiesa veniva accolto come vincitore avendo superato quei “cagnuluna”  mezzi lanzecchinecchi marinesi.
Il mio nuovo Parroco di San Gregorio mentre discutevamo sulle opere del “magno” che gli avevo regalato in un edizione ottocentesca cartonata gli dissi : ma lo sa che la Famiglia (forse la sorella) di San Gregorio possedeva le terre del mio paese ?  Precisamente le terre di Risalaimi (storico:quelle dove furono trovate gli affreschi del De Vigilia)  ! Non so come ma finimmo (e di che altro parlare altrimenti ?) col parlare di San Paolo che riparava reti a Corinto, da dove ero tornato pochi giorni prima. Si apprestava la Domenica delle Palme e vuoi per gioco vuoi per fede giorni dopo feci caricare mezzo camion di rami di ulivo a Corinto scegliendo un terremo che nella mia fantasia ritenevo adatto al San Paolo mentre viveva a Corinto. Quando gli ulivi giunsero a Milano ebbi la sensazione di sentirmi a Marineo e cosi imparai a “documentare” tutto quello che faccio. Nel caso specifico avevamo prodotto una specie di bolla doganale (o come si dice oggi bolla di accompagnamento) con tanto di timbri e date con chiaramente scritto “ulivi di Corinto” provenienti dalla zona della Bima (pulpito alla Hyde Park dove i corinzi arringavano il popolo a due passi dalla agora e dalla via sacra) appena fuori le mura. Imparai anche che gli ulivi benedetti avessero due funzioni. Il primo per il giorno di Pasqua quando lo si usava in casa per spazzare via il demonio (bruttu bestia nesci fora ca nostri signuri resuscitau!) . Il secondo uso è quello che verrà bruciato e le sue ceneri verranno usate per il giorno “delle ceneri” per cospargere il capo ai fedeli penitenti.
Oggi a Milano il parroco ci ha invitati a prendere due ramoscelli di ulivo. Uno per portarlo a casa il secondo da dare alla persona con cui decidiamo riappacificarci ! Un vicino, un ex amico, un parente.  In questo caso io avrei dovuto prenderne un altra mezza camionata…