mercoledì 30 luglio 2014

IL QUOTIDIANO NEL MEDIOEVO


Come viveva l’uomo del medioevo? Quali erano gli usi e le abitudini. A questi argomenti è dedicata la conferenza  di Ferdinando Maurici dal titolo “Il quotidiano nel Medioevo” che si terrà nella sala Prades del Castello di Caccamo venerdì 1 agosto 2014 alle ore 18,30. Inoltre alle ore 20,00 è prevista una degustazione di prodotti tipici, mentre alle 21,30 inizierà la visita guidata al Castello chiaramontano. L’iniziativa si tiene nell’ambito della manifestazione “Un’estate con SiciliAntica”, organizzata da SiciliAntica in collaborazione con l’Associazione Sicilia e dintorni. Dopo il saluto del sindaco di Caccamo, Andrea Galbo, la presentazione di Alfonso Lo Cascio, della Presidenza Regionale di SiciliAntica e Giovanni Aglialoro, presidente dell’Associazione Sicilia e dintorni, l’archeologo Ferdinando Maurici, autore di circa cento pubblicazioni dedicate alla storia, all’archeologia e alla topografia della Sicilia medievale, racconterà la vita dell’uomo medievale e smentirà alcune leggende come quelle che vogliono che dai castelli venisse gettato olio bollente sui nemici. Probabilmente si trattava di acqua bollente: l'olio era un bene troppo prezioso. Se c'era bel tempo, gli uomini stavano all'aperto e andavano a caccia, spesso di animali pericolosi. Quando pioveva o nevicava ed erano costretti a rimanere nel castello, amavano giocare a scacchi fra di loro o con le loro dame. Le donne filavano e si facevano aiutare dalle ancelle; spesso si facevano leggere libri. Anche le donne del popolo preferivano stare davanti all'uscio a filare; ogni giorno andavano in piazza, dove c'era il pozzo, per prendere l'acqua. Il buio era totale e profondo e doveva fare molta paura. Di notte la città era deserta ed era proibito girare: si poteva uscire soltanto per chiamare d'urgenza il dottore o il prete. Molte informazioni di come viveva l'uomo medievale ci giungono dai manoscritti che ancora oggi possiamo leggere, dalle miniature, o dalle immagini che vediamo nelle chiese o nei palazzi medievali.
La manifestazione si tiene con il patrocinio del Comune di Caccamo. Tra la conferenza e la visita guidata al Castello è prevista, per chi interessato, una degustazioni con Pane Cunsatu, Focaccia da Forno a Legna condita con aromi di Sicilia, vino locale e dolce tipico con creme siciliane (Pistacchio, limone, mandorla). Per prenotazioni Tel. 091 8149744 - 338 9804204.

Scheda Castello di Caccamo
Il Castello di Caccamo è arroccato sulla sommità di una roccia calcarenitica a 521 m. sul livello del mare e domina la valle dove scorre il fiume S. Leonardo, permettendo dalle sue torri e terrazze a strapiombo di spaziare con lo sguardo all’interno di uno scenario paesaggistico che si estende dal monte S. Calogero, ad est, alla Rocca di Vicari a sud. Essendo le varie parti che costituiscono il Castello, costruite in epoche diverse e poggiando su quote altimetriche differenti, ha creato un percorso a spirale che partendo dall’esterno conduce il visitatore verso la zona più antica. Tra le ipotesi indicate per la datazione del primo nucleo fortificato, vi è anche quella legata ai resti archeologici riconducibili alla presenza dei Cartaginesi, forse scampati alla disfatta di Himera del 480 a.C. Per quanto riguarda i dati storici documentabili, le prime notizie certe risalgono al 1094 quando il Conte Ruggero d’Altavilla innalza i possedimenti del Castello al rango di Baronia. Da questa data in poi una serie di famiglie feudali, aragonesi e spagnole, reggeranno le sorti della rocca fino all’ultima signoria dei De Spuches, che nel 1963 ha ceduto il monumento storico alla Regione Siciliana.
Percorrendo l’attuale via d’accesso al Castello, risalente al XV sec. E, superato il primo cancello, si giunge ad una suggestiva rampa scavata nella roccia, delimitata da una fila di merli da un lato e da un grande edificio dall’altro; quest’ultimo, costruito nel 1402 da Don Giaimo de Prades o
«Ala Prades», include al centro la scuderia mentre nella parte sovrastante, con le sue finestre bifore, la «Sala delle Udienze» dove veniva applicata la legge del Re come indicato dal bassorilievo scolpito della «Bilancia», posto in basso. Varcato il secondo cancello, ci si trova nella prima corte interna» denominata «Atrio a Tenaglia» poiché in caso di assedio i nemici venivano bloccati e colpiti da tutte le aperture e terrazze sovrastanti che la circondano. Qui a parte «l’Ala Prades» a sinistra e il «Corpo di Guardia» a destra (XV sec.), si può notare frontalmente la presenza della zona terminale dell’Ala est «Chiaramontana» (XIV sec.). Continuando sulla destra, attraversato il terzo ingresso, si accede ad un terrazzino dove sulla destra è posta la cappella di corte mentre sulla sinistra ciò che rimane della «torre mastra del castello edificata dai Normanni; infine si nota un portale ogivale chiuso da un cancello: l’ingresso alle carceri. Superato infine l’ultimo arco, un tempo difeso da un ponte levatoio e relativo fossato, si giunge alla «Corte Centrale o Baglio» con la sua originale pavimentazione a tela di ragno per favorire la raccolta dell’acqua piovana (XVII sec.). Dello stesso periodo è il portale in marmo che conduce alle sale del piano nobile, dove tra salone delle armi, sale da pranzo e sala del camino vi sono da sottolineare per il loro pregio artistico i soffitti in legno intagliati (XVII sec.) e le fasce dipinte sottostanti (XVIII Sec). Da citare anche la presenza della «botola» nella cappella Interna e la «porta pentalobata» (XIV sec.) che conduceva ad una torre cilindrica esterna posta sull’orto. La visita si conclude con la visione paesaggistica dalla terrazza interna e dalla loggia esterna da cui è possibile osservare il borgo medievale di Caccamo e la valle solcata dal fiume S. Leonardo, tra il golfo di Termini, Capo Zafferano, Rocca Busambra e la Rocca di Vicari.
In allegato comunicato stampa e foto Castello di Caccamo di notte.

CI SONO ANCORA I PALADINI ?

PIERO MELODIA IL PALADINO !
Spesso mi sono posto la domanda. E allora passavo in rassegna tutta una serie di personaggi e quando ero certo di individuarne qualcuno e iniziavo un percorso di mitizzazione , come doccia fredda, venivo raggiunto dalla dissacrazione del personaggio … Vere o presunte “irregolarità di vita” offuscavano l’immagine del personaggio da me scelto. Per un cattolico è pesante il “perdono” e applicarlo è un grandissimo sacrificio paragonabile a quello della confessione. Proprio questo percorso ti fa diventare più severo. Il solo pensare che “un tuo fratello” sia nel contempo “peccatore” ti dia fastidio. Non superi il problema avendo la consapevolezza che anche tu non sei immune. E allora sospendendo questo ti aspetti quella coerenza e linearità che il cattolico deve avere senza farsi sollecitare dal papa sul “pane” pulito e su altre cose.
In questi giorni sul corriere è venuta la notizia che il centro Humanitas di Milano-Rozzano ha finalmente la sua università pronta per 800 prossimi studenti.
Vi lascio immaginare il cammino. Anni e anni di ostacoli che solo dei veri paladini hanno potuto superare . Uno di questi paladini che mi onora della sua amicizia, trasmessa poi a tanti marinesi, ne è artefice. Già un ospedale che di nome e di fatto porta sul frontespizio la parola “Humanitas” ha degli obblighi morali non mercanteggiabili.
Grazie a questo paladino oggi nasce una nuova università a livello europeo con professori di fama e con nuove formule formative.
Conoscendo in parte questo percorso mi sento di confermare che esistono ancora i paladini ed io ne conosco uno e il solo fatto di conoscerlo e frequentarlo mi riempie di orgoglio.

domenica 27 luglio 2014

GEMELLAGGIO CUI PRODEST ?



SE I VANTAGGI SONO DI UNO SOLO ALLORA  PAGHI LUI !
Marinesi ad Amsterdam ?
Ogni tanto il dottor Barbaccia si esercita ad arrampicarsi sui vetri. In pratica difende l’indifendibile. In altri tempi i nostri “dc” si incontravano al collegio sotto la “loggetta” quasi si vergognassero di incontri pubblici perché in effetti qualche individuo rasentava la vergogna. E “Madre Chiesa” copriva. Oggi ciò non è più possibile, e gli incontri si fanno in “altre logge” (tipo incontrarsi a Godrano…).Dopo le scriteriate accuse dei manumanca il nostro Sindaco ora deve far fronte alle accuse del “disperso junior” che gradualmente sta superando la consigliera “porta-voce o meglio grida” del manumanca. Il Cangiasquadra junior è ferito è non c’è peggio di un politico ferito ! La risposta del Sindaco parte dalla difesa di una tesi indifendibile (gemellaggio cui prodest ?) per passare al “necroforo” o meglio al cimitero morto prima di nascere (per la cronaca  questa settimana è stata inaugurata la seconda autostrada Brescia-Milano proprio con il sistema rifiutato a Marineo: la finanza di progetto (in inglese project financing) . Poi passa a beghe familiari su nomine (come fossimo ai tempi dei concorsi su misura dove si assumevano mogli come fossero amanti) e cosi via toccando alla larga temi conosciuti a pochi o meglio risposte date su suggerimenti della “loggetta locale” . Visto quello che succede in campo nazionale (vedi memorandum dei riprenditi) come sarà mai possibile avere un po’ di trasparenza a Marineo ? Dalla nota sulla “consorte” e “famiglie numerose” dei Mancino non si riesce a capire quale nefandezza volessero compiere.
La precisazione sulle quote di partecipazione al gemellaggio è una risposta ipocrita scritta e pensata dall’unico che ancor oggi trae benefici da questo gemellaggio . Le quote si trovano negli atti che proprio in stile “loggetta” non sono mai divulgate perché la cosa pubblica è diventata “cosa loro”. Ma la nostra domanda al di
La di tutte le dichiarazioni di fratellanza , dei vari risvolti culturali, dei travisamenti storici (ci siamo dimenticati il perché dello sgozzamento collettivo dei vespri ?) fatto cosi questo gemellaggio a chi serve  se non alla “passerella” del prof. Spataro e signora da abbinare all’altra passerella del premio di poesia ? In entrambi i casi basta avere un Fiduccia di turno che esegue e il gioco è fatto. Queste “fantastiche giurie “ composte sempre dagli stessi “che non decidono ma eseguono” quale valore culturale hanno ? E ci stupisce che il prof Romano faccia ancora da spalla ad una formula putrefatta soggetta a mestruazioni.
Ci si dimentica che per ben 4 rivoluzioni Marineo fu costretta a mettere in atto gesti violenti (vedi Aldo Calderone) contro gli stessi di allora che usavano ieri la fame come oggi la cultura. E’ una dittatura che supera quella comunista di recente memoria perché quelli erano un nemico dichiarato della chiesa e della liberta oggi questi “vengono” dalla chiesa. Quindi dottor Barbaccia si faccia rimborsare le quota e spese affrontate dal comune (e che presto dovrà riaffronterà) mettendole a carico della famiglia-egemone che mentre si rifiuta di “liberalizzare aprendo a chiunque” continua a padroneggiare ricavandone vantaggi solo loro.
Certe volte vedendoli continuamente su questi palcoscenici ci ricordano le “vetrine olandesi” dove da ragazzi osservavamo le “bellezze” esposte. Con la differenza che nelle vetrine la merce esposta viene continuamente cambiata con materiale sempre più giovane e  accattivante!

ALLONS ALLONS... GEMELLATI NOMINATI !

Ecco il Comitato:
Ciro Spataro, Io sono il signore dio Vostro…
Antonella Lampone, dirigente scolastica
Margherita Ferrantelli, insegnante onnipresente al posto giusto
Filippa Calderone, pres. pro loco clan Spataro e forse anche parente
Cirella Spinella,
Eligio Faldini, cantante di Stato soggetto ad apparizioni mariane
Anna Oltremare,
Pino Cangialosi,
Giovanni Di Maria, lituano
Fragale M. Concetta, ma non eri in pensione ?
Garofalo Biagio, lituano
Antonino Lo Pinto,
Ciro Realmonte,
Carmelo Badagliacca,
Carmela Oliveri, da San Ciro a Saint Sigolenne
Antonino Parisi, scusate quando ci saranno le prossime elezioni ?
Tommaso Salerno, dai che sei sulla strada giusta….
Lorena Trischitti,
Maria Mancino,
Nino Scarpulla,
Pietro Cutrona, era partito bene…
Rosalba Gippetto,
Fabrizio Mancino.
Ci sono due comitati: quello ordinario nominato in autunno che decide e opera, quello onorario, determina del sindaco del 16 luglio us, che..... onora e dona consigli.
Pietro Barbaccia vice vicario
Giuseppe D Amato domatore di consiglieri comunali…
Ciro Spataro vicario di Dio
Leoluca Pasqua parrocchiano
Francesco Di Maio
Domenico Lo Vasco padre della patria
Francesco Ciro Corrado padre dell’avvocato
Francesco Ribaudo grande uomo di cultura
Francesco Vitale poeta di stato
Mons Giuseppe Randazzo santo protettore degli spatariani-calderonesi
Maria Cira Muratore, che le mancava il palcoscenico ?
Marisa Palermo, profuga
Ciro Viola
Vincenzo Ciaccio
Antonetto Provenzale , in caso di certificato di morte
Giovanni Perrone, sconosciuto
Francesco Schimmenti , dai fatemi fare qualcosa
Antonino Triolo, ma non eravamo litigati
Anna Scarpulla, prima e dopo di lei il gemellaggio si è trasferito a Brannu
Antonino Morfino, ma allora sei tu o la moglie in pensione
A prima vista manca qualche nome la cui assenza andrebbe giustificata . Guido Fiduccia della squadra randazziana meritava l’inserimento; Nuccio Benanti , il piccolo scrivano siciliano, meritava anche se è stato inserito il Tommaso Salerno (in un anno quanta strada) ex allievo del Taormina , ma pur sempre nominato dallo Spataro; Barbara Cangelosi che si occupa di giovani in campo internazionale; il Dottor Greco stimato pediatra e visto che ormai il gemellaggio è rivolto ai giovanissimi (elementari)ci stava bene (vedi conferenze tenute di recente); Antonino Di Sclafani il nostro umbertoeco che subito dopo si sarebbe dimesso senza spiegazioni ; Franco Virga lo sbandato che avrebbe portato a Saint Sigolenne le reliquie di Gramsci e Pasolini e là avrebbe coniato una di quelle espressioni tipiche e in uso nei manicomi criminali sovietici dove è culturalmente cresciuto; Albertino Cangelosi da poco trasferitosi a Canosa presunto “esportatore” di primizie locali giunto a Saint Sigolenne in forma privata reso scarpa vecchia dal nostro Licio Gelli… ; qualche riprendino se non altro per aver ottenuto 1000 voti “liberi” ecc.ecc.
Come spiegarsi gli altri nomi mancanti ? Ma oggi il nostro obiettivo è ben altro. Nessuno nemmeno i manumanchesi potrebbero obiettare qualcosa sulla lista. E’ il massimo della intellighenzia moderata, alla Licio Gelli, quindi presi uno per uno sono la massima espressione della capacità locale in tutti i settori , nemmeno la sinistra era riuscita a mettere su una simile squadra a questo livello. Ben equilibrata , non esiste un nome non calcolato. La nostra domanda dopo questi primi trentanni di gemellaggio è la seguente:
-ora che abbiamo consolidato il gemellaggio facendone una “colonia” per bambini in stile ventennio
-dopo brevi scolastici tentativi di stabilire rapporti commerciali, senza preparazione, ricerca e
capacità
-essendoci sfuggita l’opportunità di utilizzare il gemellaggio come Comenius Erasmus ecc.
- sfumate ulteriori opportunità matrimoniali
-messo a disposizione il genio locale dove , baipassando il funzionario dedicato e la coglionaggine di alcuni, è possibile “finanziare ad futura concretizzazione” sino a 15mila euri da scaricare sulla prossima amministrazione usufruendo della gloria al presente e , grazie alla misteriosa complicità di quanti preposti, lasciare in “eredità” la somma . Raggiungendo cosi due obiettivi e cioè il primo che ciò che ha fatto il munumanca lo può fare il successore e il secondo che i “funzionari” non è detto che necessitano di un buon oculista.
-Di altro non siamo riusciti a trovare in questa avventura gemella nata e partita con grande entusiasmo e finita come “macchinetta” mangia soldi che andrebbe regolata come videogiochi e le slot machine.
-Il tutto è bello e istruttivo perché se pur di far parte di un “elenco alla P2” si da il consenso al detto che già qualcuno aveva definito “mafia , parrini e mezzi parrini”
-Ora l’ammucchiata sopra compilata dal nostro “gellino” ci farà vedere cosa saprà fare viste le genialità contenute nell’elenco. Oppure bisognerà aspettare altri trentanni per partorire un idea nuova ,almeno una,che giustifichi questa macchina che alla fine serve solo a far apparire certe signore con i mariti al guinzaglio.
Nel concludere vi affidiamo alle foto e se qualcuno avesse aggiornamenti da suggerire siamo come al solito disponibili. Ma vi lasciamo a questa domanda riusciranno “tanto nomine” (vedi elenco) a produrre qualcosa di nuovo per “giustificare” questo evento finito ormai fra le “gestioni private” e mentre ci aspettavamo qualche rottamazione assistiamo invece a arroganti restaurazioni con la complicità e firma dei predetti meglio più sopra elencati. Ovviamente onore alle armi agli esclusi sopradetti , con riserva… se dovessero entrare nell’elenco.

GROTTE PREISTORICHE



Nell’ambito della manifestazione “Un’Estate con SiciliAntica” si terrà Lunedì 28 luglio 2014 a Termini Imerese la visita guidata alle grotte preistoriche. L’appuntamento è a Piazza S. Antonio alle ore 18,30.
“L'uomo sembra essere arrivato molto tardi in Sicilia”, scriveva quasi alla fine degli anni ‘50, il padre della preistoria siciliana Luigi Bernabò Brea nel suo libro“La Sicilia prima dei greci”, durante il Paleolitico finale, quando l’ambiente aveva raggiunto l’attuale configurazione ed il clima era leggermente più freddo dell’attuale. Egli non era diverso da noi: era l’Homo Sapiens Sapiens del tipo di Cro Magnon (dal nome del riparo della Dordogna, nella Francia meridionale, dove fu rinvenuto nel 1868). Facendo tesoro dei reperti sopravvissuti, custoditi nei Musei di Termini Imerese e Palermo, si può affermare che il territorio termitano sia stato frequentato da gruppi di cacciatori e raccoglitori paleolitici (all’incirca 13000–8000 a. C.) e poi da comunità umane che hanno percorso tutto l’arco della preistoria siciliana. Ciò che conosciamo lo dobbiamo a chi, con passione, nel corso dei decenni, ha dedicato parte del proprio tempo alla ricerca dei segni lasciati dall’uomo sin dalla sua prima apparizione nel nostro territorio. La maggior parte delle scoperte furono realizzate nella seconda metà dell’Ottocento, all’alba delle ricerche paletnologiche nel nostro paese, per mano di due amici: Carmelo Palumbo, sacerdote, ed il geologo Saverio Ciofalo, termitani entrambi, a cui si unì successivamente Giuseppe Patiri, uomo erudito molto più di altri contemporanei. Senza dimenticare, nell’arco di un secolo, il contributo di  studiosi come Luigi Mauceri, Ettore Gabrici, Jole Bovio Marconi, Paolo Graziosi,  Giovanni Mannino, Stefano Vassallo, Sebastiano Tusa, e le diverse personalità italiane e straniere, come il Von Andrian, lo Schweinfurth, il Vaufrey, che all’inizio del secolo scorso, richiamati dalle scoperte avvenute, visitarono il territorio.  Per informazioni e prenotazioni Tel. 091 8112571 - 346 8241076 E-mail: terminiimerese@siciliantica.it.


venerdì 25 luglio 2014

DOCUMENTI

Potenza della...pace o della riappacificazione !

Autoritratti marinesi....
C'erano solo i marinesi dell'elenco.... e i francesi ?
Adunata oceanica...marinese
ah i francesi di una volta....
Barbaccia avvisa che entrambe le mani vanno sul cuore..
...allora c'era qualche faccia pulita di ieri e di oggi...

giovedì 24 luglio 2014

PROMOZIONE ? NON CI VUOLE UN GENIO...




Non credo che il dottor Barbaccia  conosca la differenza fra un ammalato fisicamente  terminale e una attività terminale… Non starò certamente qui a spiegargli la tragedia dell’ammalato ma mi permetto di dire la mia sulle attività ammalate. I legislatori si sono inventati servizi di supporto come le attività produttive proprio per supportare le nostre aziende. Non si può rimproverare allo stato sostanziosi sostegni economici che molte volte sono stati dati con “giudizio politico” creando  quel tessuto della “mucca da mungere”. Potrei fare elenchi dettagliati di aziende che hanno usufruito nel territorio di contributi di qualsiasi genere , molti in contenzioso, altri …
Ma il Barbaccia come Sindaco  cosa c’entra ? C’è uno spazio poco esplorato che è quello della promozione. E’ Lei che se ne deve occupare dottor Barbaccia. Ne lasci fuori la cultura altrimenti finiamo nel mercanteggiamento. Inizi ad usare la promozione diretta non onerosa. Inizi con l’inserimento graduale nel sito del comune  delle nostre attività. Delle finestre pubblicitarie (ovviamente va da se che parliamo di ditte regolari) di spazio ben definito . Sperando che chi si occupa di attività produttive…abbia il tempo per definire i dettagli. In ogni caso basti consultare qualche sito comunale del nord Italia.  Questo come prima cosa dovrebbe produrre un elenco aggiornato delle attività locali da mettere a libera disposizione degli operatori.
Concordare con chi produce eventi come inserire efficacemente le nostre attività in qualsiasi forma affinchè , per esempio, opportunità come quella di carni e sapori non finiscano indegnamente al depuratore ma vengano usate opportunamente.
Si scelga un funzionario “dispoinibile” non inquinato, non suddito che faccia promozione.
Dai dottor Barbaccia non mi pare che questo necessiti di genialità…