domenica 4 settembre 2011

COSA CONTA IL PUBBLICO IN QUESTO PREMIO ?

In pratica questa formula che esclude ogni e qualsiasi coinvolgimento del pubblico è a dir poco scorretta.
Non è consentito leggere , nè pensare , nè partecipare. Ci domandiamo se serviamo solo per applaudire.
Non possiamo nemmeno criticare .
L'unica cosa che non ci possono togliere è quella di pensare ...

Premio Internazionale di Poesia “Città di Marineo” 2011-09-03
 Eccovi qualche pensiero scritto un ora dopo aver ricevuto il libretto.

     Quando sentiamo i titoli delle poesie e vediamo i loro autori salire sul palco davanti al castello  di Marineo ci viene voglia di conoscere meglio i contenuti di questi lavori che arricchiscono la nostra vita. E nel libretto che ci viene dato sono riportate tutte le poesie: quelle in lingua italiana, quelle in dialetto siciliano e anche quelle scritte dai bambini. La nostra “scelta” non corrisponde necessariamente a quella della Giuria, noi non ci reputiamo esperti, ci lasciamo guidare dall’istinto.

     IL MAGO SENZA CONIGLIO di Stefano Bianchi

Quasi tutti i capoversi iniziano con “Conosco i segni del tempo…” Uno di essi potrebbe essere la nostra voglia di tirare un coniglio fuori dal cilindro e risolvere i nostri problemi come per magia: invece la poesia finisce con queste parole: questo è il gioco cui giochiamo, nessun coniglio anima mia.

     CONFITEOR di Amalia De Luca

Il poeta incontra Signore e elenca le sue proprie caratteristiche: il rifiuto della viltà, l’intolleranza della stupidità, il fastidio dell’intolleranza, il disprezzo della cupidigia… ma anche la speranza d’amore. Come non essere d’accordo.

IL MISTERO DELLE FIABBE, I LADRI DI FAVOLE di Maria Grazia Pampaloni

Un quadretto a rovescia di favola di una volta. “Il mistero delle fiabe rubate”, un folletto che sottrae i pensieri, l’incanto perso, la magia che non fa presa… La domanda clou: Chi potrà ad ogni bimbo restituire il dono della poesia? Dipende dal bambino se si pone all’ascolto dei suoni ovattati del bosco ed altre realtà “da favola”.

PREMIO DI POESIA SETTIMA EDIZIONE RAGAZZI

DA UN PAESE AL DI LA’ DEL MARE di Azzedine El Gaouri

L’autore si sente fortunato anche se vivo dove non sono nato,… lontano dalle guerre e dalla povertà. Nonostante il colore della pelle diverso lui esprime l’uguaglianza così: Se non si guarda la faccia ma il cuore, sono uguale a Giuseppe o a Salvatore.   Bella lezione di integrazione e accoglienza.

“CHI SONO IO” di Martina Gervasi

La spensieratezza della bambina allegra riflette però sulle possibilità di un uccello che può volare, dell’albero che fa crescere i frutti. A differenza di loro lei ha un cuore dove tiene tutti i miei desideri, segreti e sorrisi. Proprio una bimba allegra.  

sabato 3 settembre 2011

BRAVO PROF. TAORMINA HAI SEMPRE BUON GUSTO





ROBERTA DI PERI





La ragazza acqua e sapone del 37 premio poesia.Giovane, sorriso forzato, faccia pulita, acerba, tocca a Lei fare "la valletta". Bello il confronto fra la "matura" presentatrice e questa ragazza "primavera". Speriamo non sia saccente come...

venerdì 2 settembre 2011

ACCOGLIENZA

ACCOGLIENZA
Alcuni consigli e informazioni per coloro che giungono a Marineo in occasione del
PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA
Parcheggio : Non cercare di arrivare in Piazza Castello in auto. Sia all’uscita che all’entrata del paese ci sono ampie possibilità di parcheggio . La passeggiata a piedi è gradevole .
Dove mangiare: ci sono molte paninerie per uno spuntino veloce. Dentro il paese c’è il Ristorante Big Stop “al piano”. Lo schef Pippo Mancino ha preparato un menu chiamato “Poesia del palato” con pietanze particolari e ottimi vini anche locali. Ci sono oltre 50 piatti fra carne e pesce. Il conto non è salato . Ambiente familiare .Lo chef è coadiuvato da tutta la famiglia.
Appena fuori (vedi indicazioni ) La Sovarita. Ottima vista sulla valle. Ideale per famiglie con bambini. Forse la migliore pizza della zona. La Rocca Bianca. Tradizionale ristorante marinese in un ambiente museale. All’inizio del paese. Ampio parcheggio.
Gelaterie , pasticcerie, caffetterie ovunque.
Tutti i locali sono forniti di servizi igienici. Solo la zona “castello” è attualmente priva di locali pubblici. Organizzarsi anzitempo.
Arrivare in tempo. Non è bello attraversare la piazza quando è già iniziata la manifestazione.
Cosa vedere a Marineo: il museo archeologico sempre in piazza castello. Oltre alla collezione di reperti, il museo è in attesa del rientro dei beni culturali di origine locale che si trovano in altri musei, si può osservare dalla terrazza tutta la valle con vista imprendibile sino a Solunto e le isole (se la giornata è chiara). Il Crocefisso della chiesa omonima, la Madrice con la reliquia di San Ciro.
Infoline Fondazione Arnone – 0918726931 - Comune 0918725193 –
Ps Per saperne di più sul premio di poesia leggere il post più sotto

giovedì 1 settembre 2011

BILANCIO PER LA STORIA DEL PREMIO DI POESIA

Premessa. Questo commento di Ciro Spataro è stato da noi pubblicato il 9.11.2010. Lo riproponiamo integralmente perché presenta in modo magistrale il 37 premio . crediamo che nessuno possa parlarne meglio del suo padre-creatore. 37 anni sono tanti , le rughe si vedono. Speriamo che qualcuno trovi la forza di apportare qualche innovazione perché la formula è diventata noiosetta e il tutto manca di verve. Intanto rimane un prestigio per Marineo , che nessuno può oscurare. La novità di quest’anno si chiama Roberta Di Peri

BILANCIO DELLA STORIA

di Ciro Spataro
Questo intervento costituisce un’occasione insostituibile non solo per recuperare la memoria storica di un premio letterario, giunto quest’anno alla 36^ edizione in cui si sono avvicendate tante personalità della cultura, della letteratura e dell’arte e proprio grazie a questa rassegna si è potuto ampliare lo spettro delle singole biografie attraverso un recupero di dati, aneddoti, conoscenze che hanno permesso di meglio contestualizzare il loro vissuto. Sono certo che questa iniziativa rappresenta anche un punto di partenza per leggere con lucidità e spirito critico la storia di tanti personaggi che hanno rivelato con umiltà il meglio di se stessi ad un pubblico nuovo arricchendo di novità essenziali il loro profilo biografico.
In tal senso la prima personalità che ha lasciato un segno indelebile è stato senza dubbio lo scrittore Andrej Sinawskij nel 1980 alla VI edizione. Cari amici un premio letterario non può essere soltanto un banco dispensatore di targhe e di medaglie , deve avere necessariamente una sua funzione critica, quasi di denuncia: ecco perché la partecipazione di Siniawskij a Marineo, che era appena uscito dalla tragedia del lager siberiano della Mordavia – sette anni di lavori forzati – con Jiuri Daniel , fu assolutamente eccezionale, l’inserimento del convegno su letteratura e dissenso inserito nel contesto di un premio di poesia, mostrò gli orrori del comunismo sovietico. Sono venuto qui a Marineo , disse Siniawskij per salvaguardare gli inalienabili diritti che valorizzano la dignità dell’uomo: proprio per riaffermare questi diritti un poeta cecoslovacco Vladimir Holan, quando gli staliniani andarono al potere nel suo paese non uscì più di casa; come sepolto vivo scrisse poesie disperate che ne fanno uno dei poeti più grandi del mostro tempo. Forse è destino che la poesia più alta ed autentica sia oggi la poesia radicata nel dramma delle umane contraddizioni, nei gulag, arcipelaghi di amore e di morte.” Sono parole che risuonarono nell’affollato cinema Dajna di Marineo e che ebbero una cassa di risonanza notevole in Italia proprio la drammatica esperienza di Siniawskij, che venne appositamente da Parigi ove insegnava letteratura russa alla Sorbona .Nel 1982 per l’VIII edizione il premio viene assegnato al poeta polacco Marek Swarniski una delle voci più significative della lirica polacca contemporanea. Ebbene al poeta viene negato il visto delle autorità polacche, malgrado avessimo inviato all’autore al suo indirizzo di Cracovia la lettera del conferimento piena di timbri e bolli vari. La preoccupazione negli organizzatori era tale poiché ad una settimana dal premio non sapevamo nulla della sua venuta. Allora abbiamo deciso di inviare un telex al settimanale Tikoni Poscheskj, tramite il Giornale di Sicilia, che con il suo direttore sosteneva la nostra iniziativa. La vigilia del Premio ricevo in Comune una telefonata da Milano e quale fu la sorpresa quando all’altro capo del telefono sento la voce del poeta Swarniskji che mi annuncia di trovarsi a Milano. Soltanto con un escamotage era riuscito a venire a Marineo al seguito di un gruppo di vescovi polacchi che si recavano a Dusserdolf per la settimana cattolica. Cosa che il poeta volle rimarcare durante l’intervento che fece alla cerimonia di premiazione proprio per mostrare il vissuto degli scrittori che per sostenere le loro idee erano costretti a ricorrere ad espedienti per affermare la dignità di uomini liberi.Nel 1983 per la IX edizione venne premiato Raphael Alberti una delle voci più sferzanti della quotidiana battaglia per la libertà e l’indipendenza dei popoli, Alberti fece la guerra civile in Spagna contro il caudillo il dittatore Francisco Franco e al momento del conferimento del premio recitò il suo “ Canto abierto d’ Espana” al Castello di Marineo un viaggio per far conoscere i poeti spagnoli del sacrificio, Federico Garcia Lorca, Antonio Machado, Miguel Ernandez, ma anche per la meravigliosa simbiosi che si creò con Ignazio Buttitta: i giornalisti parlarono di due sud a confronto, il sud andaluso ed il sud d’Italia, due sud amari, bisognosi di giustizia . Alberti era felice di ricevere un premio popolare vissuto dalla gente e fra la gente dalle mani di Buttitta il poeta popolare per eccellenza che consacrava i 60 anni di poesia di Alberti, di cui tanti vissuti in esilio , come poi disse Angela Redini nel documentario della RAI a lui dedicato. Nel 1992 alla XVIII edizione il premio fu attribuito con uno scoop notevole sul piano internazionale a Luc Montagnier lo scienziato francese scopritore del virus dell’AIDS in un momento in cui il fenomeno era diventato per la sua crescita esponenziale, una delle minacce più gravi per l’umanità. E così quando due anni fa gli è stato attribuito il Premio Nobel, ero molto felice, la notizia mi ha emozionato tanto, in fondo una intuizione di un premio, forse di provincia, era stata sicuramente vincente, forse è il caso di sottolineare come Luc Montagnier fosse una persona molto semplice ed umile. Ma proprio per il valore biografico del personaggio uno dei poeti che ricordo con maggiore interesse è il poeta russo Evgenj Evtushenko nel 1995 per la XXI edizione venne a Marineo dagli Stati Uniti, dove tutt’ora insegna , il ricordo indelebile che mi è rimasto è stato il recital di poesia che fece con una bravissima traduttrice Evelina Pascucci. Certo il pubblico di piazza Castello, di tutti i ceti sociali, dal professore universitario all’operaio, veniva catalizzato dallo sguardo carismatico di Evgenij Evtushenko e la poesia, la sua poesia diventò la protagonista effettiva della serata, i suoi versi “arrivederci bandiera rossa “ erano di una attualità unica : arrivederci bandiera rossa, eri metà sorella, metà nemica. Eri in trincea speranza d’Europa, ma tutta di rosso recingevi il gulag. “ Evgneij è stato un istrione, sul palco si è trasformato, tra lui ed il pubblico si è creato subito un grande feeling, ha chiamato sul palco la bella moglie Masha, di trent’anni più giovane di lui, dicendo subito che il mondo ha bisogno di poesia, ed il poeta ha un compito fondamentale, quello di riprendere a parlare, a dialogare con la gente.Ma come disse lo scrittore Francesco Grisi componente della giuria la cosa più importante che è rimasta è stata la sua lectio magistralis, pubblicata da molti organi di stampa quando affermò che “l’arte mondiale è in pericolo. Ecco perché mi piace riportare testualmente il suo intervento: “ Anni fa sono stato in Amazzonia ed una vecchia indiana prima di darmi una banana, l’ha sbucciata e dopo l’ha bagnata nel loro grande fiume pieno di microbi e piranha mortalmente pericolosi. La vecchia indiana ha pensato ingenuamente che così sarebbe stata più civilizzata, più culturale. Così noi ci comportiamo con l’arte bagnandola nel fiume sporco della cultura falsa dei mass-media . ma l’arte non si sporca: e questa serata a Marineo è una prova degna! Una volta, molti anni fa, dissi a Cesare Zavattini che tutti gli scrittori sovietici della nostra generazione erano nati nella culla del neorealismo italiano. Perché? Perché al tempo della retorica pomposa del realismo stalinista, quei film neorealisti ci ricordavano che la terra amara, ma autentica, è più importante del cielo artificiale fatto con la seta azzurra del teatro Bolscioj. Dopo la morte di Stalin il piccolo Bruno del film “ Ladri di biciclette” era la persona più importante per noi e, detto tra noi senza farlo sapere ai signori Eltsin e Dini, è rimasto tale. Ma Zavattini mi disse, con il sorriso di un nonno furbo, che il neorealismo italiano era nato nella culla della letteratura russa del secolo scorso, di Tolstoi, di Cechov, di Dostoevskij. C’è un piccolo patriottismo, quello del proprio paese, ma c’è un patriottismo più alto quello dell’umanità. E l’arte è patriottismo di tutti. Ma l’arte mondiale adesso corre il pericolo della “macdonaldizzazione” totale: fast food, fast libri, fast films, fast amori, fast divorzi. Al di là delle molte guerre locali, adesso esiste già la terza guerra mondiale della volgarità trionfante contro la finezza umana. Per questo sono tanto felice di essere con voi in questo incantevole paese dove mi sento di nuovo sulle barricate dei grandi libri italiani e russi nella lotta contro l’aggressione dell’’ ignoranza che uccide l’anima umana. Ma i libri sopravviveranno, l’arte sopravviverà come l’immortale, piccolo Bruno del film “Ladri di biciclette”.L’esperienza vissuta al Premio di Marineo è rimasta nella sua biografia , e tutt’oggi il suo messaggio sulla cultura macdonaldizzata viene letto nelle università russe ed americane.
Marineo lì 15. 10 2010 Ciro Spataro
Intervento al convegno sulle biografie del 16.10.2010
P.S. Vedi nota sui commenti alla data del 9.11.2010

mercoledì 31 agosto 2011

LA BIBBLIOTECA DI MARINEO ...NON DI ALESSANDRIA

FINALMENTE …
A chiusura del suo intervento sui “poeti estinti” , domenica sera,(dal film ---Capitano mio Capitano…) un relatore ci dice del malandazzo della nostra biblioteca comunale. Da tempo abbiamo un servizio sulla nostra biblioteca ma, per non influenzare i nostri giovani lo abbiamo tenuto nel cassetto. Le biblioteche sono cose sacre e guai a perdere un solo cliente. Subito dopo il richiamo eccoti la risposta guarda caso nemmeno 24 ore dopo, da chi non ha mai risposto a nulla . La Pravda pubblica una notizia di inserimento nel circuito internet con tanto di foto che sembra la Ricciardiana di Firenze, e , sintiti …sintiti.., persino un modulo pubblicitario con tanto di orari ecc.ecc. Allora sa rispondere ! A quell’anonimo (?)che definiva “sciocchezze “ le nostre richieste diciamo : Evviva ! Anche in questa forma che ben vengano le risposte. Anche in modo trasversale sono gradite ! Anche se date da un sito che andrebbe precisato se è o non è del comune, anche se è il Giornale Radio del Comune a noi interessa la risposta ! Ora abbiamo le risposte !
In altro luogo, parlando della biblioteca di Bolognetta, abbiamo segnalato i suoi circa 3.000 iscritti, avete capito bene !, (su una popolazione di ca.5.000 abitanti) e desolati ne abbiamo preso atto. Assessore , la prego non interrompa la fiumara , diamoci da fare a cominciare da Lei e dal Bibliotecario factotum-invisibile, che ciascuno faccia la sua parte. Il Bibliotecario lasci qualche incarico, Lei la smetta di presentare libri e cominci a leggere quelli della biblioteca , noi a frequentare la biblioteca e iniziare a leggere e apprezzare Sant’Agostino. Il personale è cortese e qualificato. Non dimentichi che Lei è Assessore alla cultura grazie ad una precisa richiesta dei cittadini (vada a leggersi i post, non sia smemorato) e non per essere stato eletto. Noi non pensiamo che la cultura sia il messaggio ripescato da una infelice frase di chi non sa nemmeno dove sta di casa la Cultura. Pur di avere una biblioteca efficiente , senza padrini e padroni paghiamo qualsiasi prezzo. Ora speriamo che non finisca come quell’onesto contadino, che qualcuno vuole beatificare: “ La Cultura è….”.

martedì 30 agosto 2011

UNA PERSONA CIVILE E CORRETTA

ROSARIO VIVONA ...DISTINGUE
“La ringrazio sempre per l'affetto e l'importanza che mi dà! Rientrare in squadra è impossibile visto il carattere che mi ritrovo. Ma non era corretto visto l'importanza che il calcetto assume per Marineo, non dare il mio contributo affinché esso venisse realizzato, prima in consiglio ( dove la proposta è passata grazie ad un voto e l'ultimo a votare sono stato io) e nel momento dell'inaugurazione, dove effettivamente si percepiva l'entusiasmo dei bambini che fregandosene altamente della politica e delle polemiche hanno potuto rigiocare tranquilli e felici. “ Rosario Vivona
Questo giovane, Rosario Vivona, può dare lezione a molti suoi compagni di foto. La lettera che riproduciamo non era né dovuta né attesa. Come al solito abbiamo scherzato su un argomento serio. Dare semplici spiegazioni e risposte non tutti sono capaci perché ci vuole primo onestà di pensiero, poi stile, ed infine, va a merito del Vivona, rispetto per gli altri. Altrimenti sei nessuno. Non credo che tutti gli altri abbiano percepito “l’entusiasmo dei bambini” .

SE NOI SIAMO MALIZIOSI...

Se noi siamo maliziosi …non dateci occasione !
Questa mattina mi capita per le mani la foto dello “squadrone che tremare il mondo fa” e noto la presenza di Rosario Vivona a cui avevo promesso il mio voto. Decido di pubblicarla commentando il suo inserimento in squadra. Tutto qui. Apro il GdS e noto la stessa foto. Che riporta la notizia dell’inaugurazione del campetto avvenuta il giorno 22 agosto scorso senza delibera. Ora ,ripeto, se noi siamo maliziosi perché il GdS inizia ufficialmente a trattarci da imbecilli non solo per le cronache “dal passato” il campetto è stato inaugurato otto giorni fa, ma anche perché di Marineo ignora la qualsiasi tranne l’elogio di un gruppo ben definito trascurando fatti come la “protesta di Vito Pernice e di Quartuccio”, che fine sta facendo il Castello di Marineo, la vera situazione di Marineo. Se il Gds è solo strumento propagandistico del suo corrispondente o ex che sia (vedi foto di partito) ci impone delle scelte perché non possiamo acquistare due quotidiani ,malgrado per noi questo giornale è storicamente il diario del nostro popolo.
Ma la giornata non finisce qui.
Ci siamo lasciati convincere ad assistere alla presentazione del libro della Signora La Sala. E’ chiaro che ormai questa formula non funziona più . Speriamo che chi di dovere lo capisca e provveda. Dopo aver parlato mezzora con una splendida signora convinto che fosse la “signora della Rai” mi trovo la bellissima figlia della signora La Sala…Non solo non funziona più la formula ma non si capisce chi deve curare la regia. Intanto ognuno arriva quando vuole, siamo tornati ai tempi del passeggio mentre parlano i relatori. Giustificato il sindaco ci sono un paio di ritardatari per non parlare dei cantanti svenuti fra Palermo e Marineo. L’autore della prefazione dopo averci spiegato approssimativamente cosa si intende per “frequentazione di poeti” (sarà forse come le reliquie che basta vengano messe a contatto con l’originale per trasferirne pregi e virtù ?) è stato gratificato dalla presentatrice dimenticandolo ai ringraziamenti. Brutto gesto. Chiara Lo Faso è diventata brava. Giustamente ha preteso che si chiarisse chi presentava il libro. E’ l’unica a mio parere che ha letto e studiato le poesie, e ne ha parlato con cognizione di causa. Non credo che sia stata a letto sino alle tre di notte a leggere le poesie…questo è un metodo Rai. Se mi vuole ancora bene e posso dare un consiglietto sdoppierei i ruoli. Un tono quando legge le poesie e quindi è recitazione un altro quando commenta la poesia. Provaci Chiara. L’autrice ha iniziato la fase della sua autobeatificazione. Lasci al pubblico il giudizio…