venerdì 9 settembre 2011

MIRACOLO ALLA MADUNNUZZA

 
Saranno state le 21 è già i fedelissimi erano sul posto:pronte le batterie le luci le sedie i microfoni con il continuo assordante “pronto prova” sollazzo un po’ di tutti esclusi le donne. Arrivo in contemporanea con il parroco il quale è accolto dalle “fedelissime giovanne d’arco”. Fa freschetto e debbo ricorrere all’amico Realmente strappandogli il giubbotto costringendolo ad una penitenza. Sgrò mi segnala di avvicinarmi discretamente alla chiesetta dove decenni prima una Daina si inginocchiò davanti alla immagine della Madonna per salvarsi da un cacciatore che la inseguiva. Ora nel vedere più o meno la stessa scena rimango più che sbalordito. Intanto non era una Daina ma bensì una volpe bella gagliarda maestosa.
Subito dopo esce e si ferma a sinistra della chiesetta “a conversare” con i presenti. Poi giustamente non fidandosi si allontana lasciandoci felicemente nello sconforto. Si è ripetuto il miracolo della “Madunnuzza”. Altro che Medjugorie ! Dopo la “lezio” del parroco, il solito video che non parte in  tre tempi scassatimpani il parroco invita i testimoni del viaggio nella ex Jugoslavia . Più o meno hanno ricevuto tutti la stessa impressione. Bellissima confessione ed invito a pianti di ore ed ore. Quella più originale è stata del Faldini che sentitosi preso per i “capelli “ è stato spinto alla confessione da uno “con la barba sino al ginocchio” il quale gli ha rivelato una lista di nomi con cui rappacificarsi. Da lì, nasce un nuovo CD (è dieci giorni che cerco di acquistare un apparecchio per riascoltare i CD ma è fuori produzione) è cambia in qualche modo la vita del nostro cantante . A me non è successo visto i pochi capelli che mi ritrovo…La serata è bellissima , le quercie sono un anfiteatro unico forse millenario che hanno spinto don Leo ad invitarci al silenzio totale più volte , anche se non era necessario perché nessuno fiatava. Io stavo talmente bene che più volte fui coccolato dal sonno. Le coppiette avevano gli occhi lucidi e si stringevano le mani. Le ragazze segnalavano numeri del lotto che poi corrispondevano ai canti e a parte qualcuna che andava sopra i toni era tutto magnifico. Metti uno scenario meraviglioso , don Leo che ti racconta storie divine il canto delle coriste, la musica dei musicanti la storia della volpe , ditemi se ho sbagliato a stringere la mano della signora accanto convinto che fosse mia moglie… invece era la signora che mi invitava a prendere la sua mano per il Padrenostro…Allora mi venne in mente un amico che godeva di molti piaceri della vita che si ritrovò la moglie in fase terminale trasportandola in tutti i santuari del mondo quando alla fine arrivò dove fu predetto che quel giorno sarebbero guariti tanti di e tant’altri. Poi avvennero un sacco di coincidenze , circostante eventi. Sparirono i segni dalle lastre e cose del genere. Fu un miracolo. Si festeggiò giustamente per mesi. Io credo che quando tu sei prescelto, sei colpito e sconvolto da “un miracolo” devi cambiare vita. Sei stato toccato in qualche modo da Dio quindi la tua vita non ti appartiene più. Totalmente. Se tu sei stato invitato “fortemente” alla preghiera, al digiuno, alla penitenza come puoi dopo trasgredire a questi inviti abbuffandoti nei ristoranti, sfuggendo a tutti gli altri suggerimenti ? Mejugorie si trova a pochi chilometri da Spalato , che poi è  la reggia di Diocleziano quel disgraziato che emise quel terribile editto contro i cristiani  causandone la morte di migliaia e migliaia fra cui il nostro San Ciro .
La moglie del mio amico ci lasciò nel più grande sconforto qualche mese dopo. 

martedì 6 settembre 2011

POETI SEMPRE PIù TRAGICI

non sanno più cantare l’amore
C’era meno tensione quest’anno al premio di poesia. L’unico momento di panico si è avuto quando arriva la segnalazione che il primo premio “scalava” perché il vincitore si era perso fra Modica e Marineo. “Il primo premio deve essere ritirato dal vincitore” stabilisce lo statuto. Ciro Spataro aveva perso il suo solito self control e l’ho visto barcollare. Quando arriva il vincitore anche lui e la signora che lo accompagnava sembrava perso. Reinserito nella scaletta quasi nessuno si è accorto di nulla. Su alcune poesie abbiamo già detto ieri.
Dopo un tour de force di due ore e quindi più un commento improvvisato che “studiato”. Al microfono si sono alternati con discorsi misurati , niente proclami o promesse di novità. Nessuna “grande” autorità e speriamo che non sia un altro segno di decadenza.Stupisce certa ipocrisia di alcuni “benpensanti” che snobbano questo premio. Poi ti rendi conto che snobbano tutto e li vedi vagare per il paese svuotati e sarcastici. Molto migliorato lo staf nei suoi atteggiamenti . Confuso l’elenco dei premianti , etereogeni , quasi sempre gli stessi. Un rito che forse sarebbe meglio abolire se non fosse che fra sponsor e autorità ci sono obblighi. Sono arrivato quando Padre Randazzo “sermonava”. Per non disturbare trovo due posti in seconda fila ultimi posti, ma non faccio in tempo a sedermi che una anziana mi obbliga a sloggiare in base al jus primae filae. Con rara cortesia Tommaso Romano mi fa cenno di andare in prima fila sconoscendo le regole della prima fila, ma avere accanto l’Ass. Fabio Cangelosi e la sua delicata signora ci allietano queì cinque minuti di “seconda fila”. I poeti sono sempre piagnoni. Non gli va bene niente. Hanno sempre tragedie da proporre. Da canti funebri di omerica memoria. Poi le pietre. A parte le impalcature non capisco cosa c’è che non va in piazza castello. Non c’è un cartello pubblicitario niente di deforme. Cercano sempre un paradiso ipotetico . Non un canto d’amore un sogno d’amore. Per non parlare di queste espressioni monotone sull’esaltazione della Sicilia come valle dell’Eden. Mi sembrano esagerate tutte queste allocuzioni ad una terra “unica al mondo” . La valletta “acerba” ha fatto la sua onesta figura, anche se ogni tanto non reggeva tacchi e gambe per la stanchezza. E’ una figura eccellente anche se il suo vestito (troppo serio)non era adatto ad una giovane avremmo preferito un abito più giovanile. La voce recitante Lia Rocco è conosciuta, ha letto bene ma i suoi commenti e i continui elogi che riceveva non le erano dovuti. Faccia il suo lavoro senza tanti ammiccamenti. Discorso a parte merita Katiuscia Falbo. Ormai marinese di fatto. Naviga sul palcoscenico svolazzando con grazia. Lo scorso hanno ci è piaciuta meno. Non ha fatto un errore anche se faticava con le domande . L’ho conosciuta ragazza a Monreale per un suo intervento teatrale ma ora potrebbe recitare a pieno titolo “profumo di donna”. Come presentatrice ha grosse potenzialità la aspettiamo in più grandi palcoscenici a condizione che non lasci Marineo. Il super premiato, accompagnato da mamma e fidanzata, graziosa e gentile, ha fiato da spegnere gli incendi della Ficuzza. Mi è sembrato un” ragazzo di Sicilia”, semplice la sua musica non è criticabile soprattutto da chi sconosce il jaz, ma ciò che esce dal suo strumento non sono suoni casuali.
PS La cena o meglio la mensa è stata servita da personale veloce eccellente e gentile. Non ab biamo capito perché il premiato è stato messo di spalle al pubblico. L’assegnazione dei posti , partita in modo drammatico, alla fine sembrava un matrimonio : eravamo seduti a gruppi , per famiglie, per idee e cosi via

lunedì 5 settembre 2011

L'INNOMINATO

L’INNOMINATO
ovvero la randazzata
A prima vista sembra il solito articolo che ci informa sui nostri migranti di una volta. Le foto delle navi stracolme di gente e speranza alla Lombino, foto di generazioni di nostre capacità che cercano o scappano. La memoria o il passato che ci fa rivivere situazioni familiari a volte tragiche a volte incensative. Il caso ultimo, malamente descritto riguarda più famiglie ma riconducibili alla fine ad una persona ancora vivente (ringraziando Iddio). Siamo stupiti che il prof. Giovanni Perrone, il capo redattore e altri si siano lasciati sfuggire questo gesto da “mestieraccio” vigliacco, pieno di odio e qui mi fermo. L’articolo andava fermato sino alle prodezze dei musicisti che si autodefinivano “i migliori”. Quando si parla di persone esistenti bisogna stare attenti perché questa descrizione “unilaterale” di persona a tanti cara, questo tentativo, l’ennesimo, di beatificare con una biografia incompleta unilaterale, mistificatrice è frutto della mentalità dell’odio, della maldicenza, della meschina vendetta. E’ora di finirla con questi individui che sparlano sempre dietro, invidiosi del successo altrui, ambulanti del nulla. Presuntuosi che mettono in dubbio tutto. Non occorre precisare che bisogna passare i severi controlli della Presidenza della Repubblica, delle Ambasciate, dei Consolati, dell’Antimafia, della gente che può liberamente opporsi, del Sindaco che a questo punto fa cattive frequentazioni, gente che ha figli e nipoti, parenti, amici a cui deve rispondere. Non siamo immuni da errori, ma nella vita gli errori li abbiamo pagati sulla nostra pelle. Questi individui che pensano di trovare una vergine in un postribolo vanno tenuti a distanza. Altro che chi è senza peccato. Prof. Perrone o lei prende provvedimenti contro questi individui, protetti anche dall’inquilino di sotto, o noi buttiamo al macero i suoi editoriali. Non si è mai visto insultare uno sponsor! Anche noi possiamo fantasticare su questo tentativo maldestro di beatificazione di una persona a tutti cara, usata per colpire il suo ex marito, “innominato” per odio di classe e rancore gratuito, una biografia contrapposta a quella del marito, arricchita da una tragedia che non auguriamo a nessuno. Questa mina vagante che si vanta che “tutto quello che succede a Marineo, dalla gallina straviata alle fuitine io li so in tempo reale”. Noi abbiamo bisogno di Marinesi che amano i Marinesi non di distributori di polpette avvelenate e chi li mangia li mangia. Che nessuno si permetta di confondere critica ed umorismo con odio, perché questo non sarebbe altro che un animale. Prof. Perrone, anche noi potevamo condire ed allungare e completare quello scritto come “deontologia vuole”, ma non avremmo fatto onore alla persona che si voleva elogiare, né al marito separato che da anni sta tentando inutilmente un riavvicinamento. Anche a me dà fastidio questa “Jus primae filae”, ma le motivazioni che portano “certi emigranti” sanno più di odio di classe, vendetta , rivincita su una vita mediocre e senza sapore.
Onofrio Sanicola
Avviso. Conoscendoci, all’interessata verrà dato in visione solo l’articolo incensativo. Provvederemo noi ad inviarle questo post.
Avviso 2. Il nostro foro competente è quello di Palermo

domenica 4 settembre 2011

COSA CONTA IL PUBBLICO IN QUESTO PREMIO ?

In pratica questa formula che esclude ogni e qualsiasi coinvolgimento del pubblico è a dir poco scorretta.
Non è consentito leggere , nè pensare , nè partecipare. Ci domandiamo se serviamo solo per applaudire.
Non possiamo nemmeno criticare .
L'unica cosa che non ci possono togliere è quella di pensare ...

Premio Internazionale di Poesia “Città di Marineo” 2011-09-03
 Eccovi qualche pensiero scritto un ora dopo aver ricevuto il libretto.

     Quando sentiamo i titoli delle poesie e vediamo i loro autori salire sul palco davanti al castello  di Marineo ci viene voglia di conoscere meglio i contenuti di questi lavori che arricchiscono la nostra vita. E nel libretto che ci viene dato sono riportate tutte le poesie: quelle in lingua italiana, quelle in dialetto siciliano e anche quelle scritte dai bambini. La nostra “scelta” non corrisponde necessariamente a quella della Giuria, noi non ci reputiamo esperti, ci lasciamo guidare dall’istinto.

     IL MAGO SENZA CONIGLIO di Stefano Bianchi

Quasi tutti i capoversi iniziano con “Conosco i segni del tempo…” Uno di essi potrebbe essere la nostra voglia di tirare un coniglio fuori dal cilindro e risolvere i nostri problemi come per magia: invece la poesia finisce con queste parole: questo è il gioco cui giochiamo, nessun coniglio anima mia.

     CONFITEOR di Amalia De Luca

Il poeta incontra Signore e elenca le sue proprie caratteristiche: il rifiuto della viltà, l’intolleranza della stupidità, il fastidio dell’intolleranza, il disprezzo della cupidigia… ma anche la speranza d’amore. Come non essere d’accordo.

IL MISTERO DELLE FIABBE, I LADRI DI FAVOLE di Maria Grazia Pampaloni

Un quadretto a rovescia di favola di una volta. “Il mistero delle fiabe rubate”, un folletto che sottrae i pensieri, l’incanto perso, la magia che non fa presa… La domanda clou: Chi potrà ad ogni bimbo restituire il dono della poesia? Dipende dal bambino se si pone all’ascolto dei suoni ovattati del bosco ed altre realtà “da favola”.

PREMIO DI POESIA SETTIMA EDIZIONE RAGAZZI

DA UN PAESE AL DI LA’ DEL MARE di Azzedine El Gaouri

L’autore si sente fortunato anche se vivo dove non sono nato,… lontano dalle guerre e dalla povertà. Nonostante il colore della pelle diverso lui esprime l’uguaglianza così: Se non si guarda la faccia ma il cuore, sono uguale a Giuseppe o a Salvatore.   Bella lezione di integrazione e accoglienza.

“CHI SONO IO” di Martina Gervasi

La spensieratezza della bambina allegra riflette però sulle possibilità di un uccello che può volare, dell’albero che fa crescere i frutti. A differenza di loro lei ha un cuore dove tiene tutti i miei desideri, segreti e sorrisi. Proprio una bimba allegra.  

sabato 3 settembre 2011

BRAVO PROF. TAORMINA HAI SEMPRE BUON GUSTO





ROBERTA DI PERI





La ragazza acqua e sapone del 37 premio poesia.Giovane, sorriso forzato, faccia pulita, acerba, tocca a Lei fare "la valletta". Bello il confronto fra la "matura" presentatrice e questa ragazza "primavera". Speriamo non sia saccente come...

venerdì 2 settembre 2011

ACCOGLIENZA

ACCOGLIENZA
Alcuni consigli e informazioni per coloro che giungono a Marineo in occasione del
PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA
Parcheggio : Non cercare di arrivare in Piazza Castello in auto. Sia all’uscita che all’entrata del paese ci sono ampie possibilità di parcheggio . La passeggiata a piedi è gradevole .
Dove mangiare: ci sono molte paninerie per uno spuntino veloce. Dentro il paese c’è il Ristorante Big Stop “al piano”. Lo schef Pippo Mancino ha preparato un menu chiamato “Poesia del palato” con pietanze particolari e ottimi vini anche locali. Ci sono oltre 50 piatti fra carne e pesce. Il conto non è salato . Ambiente familiare .Lo chef è coadiuvato da tutta la famiglia.
Appena fuori (vedi indicazioni ) La Sovarita. Ottima vista sulla valle. Ideale per famiglie con bambini. Forse la migliore pizza della zona. La Rocca Bianca. Tradizionale ristorante marinese in un ambiente museale. All’inizio del paese. Ampio parcheggio.
Gelaterie , pasticcerie, caffetterie ovunque.
Tutti i locali sono forniti di servizi igienici. Solo la zona “castello” è attualmente priva di locali pubblici. Organizzarsi anzitempo.
Arrivare in tempo. Non è bello attraversare la piazza quando è già iniziata la manifestazione.
Cosa vedere a Marineo: il museo archeologico sempre in piazza castello. Oltre alla collezione di reperti, il museo è in attesa del rientro dei beni culturali di origine locale che si trovano in altri musei, si può osservare dalla terrazza tutta la valle con vista imprendibile sino a Solunto e le isole (se la giornata è chiara). Il Crocefisso della chiesa omonima, la Madrice con la reliquia di San Ciro.
Infoline Fondazione Arnone – 0918726931 - Comune 0918725193 –
Ps Per saperne di più sul premio di poesia leggere il post più sotto

giovedì 1 settembre 2011

BILANCIO PER LA STORIA DEL PREMIO DI POESIA

Premessa. Questo commento di Ciro Spataro è stato da noi pubblicato il 9.11.2010. Lo riproponiamo integralmente perché presenta in modo magistrale il 37 premio . crediamo che nessuno possa parlarne meglio del suo padre-creatore. 37 anni sono tanti , le rughe si vedono. Speriamo che qualcuno trovi la forza di apportare qualche innovazione perché la formula è diventata noiosetta e il tutto manca di verve. Intanto rimane un prestigio per Marineo , che nessuno può oscurare. La novità di quest’anno si chiama Roberta Di Peri

BILANCIO DELLA STORIA

di Ciro Spataro
Questo intervento costituisce un’occasione insostituibile non solo per recuperare la memoria storica di un premio letterario, giunto quest’anno alla 36^ edizione in cui si sono avvicendate tante personalità della cultura, della letteratura e dell’arte e proprio grazie a questa rassegna si è potuto ampliare lo spettro delle singole biografie attraverso un recupero di dati, aneddoti, conoscenze che hanno permesso di meglio contestualizzare il loro vissuto. Sono certo che questa iniziativa rappresenta anche un punto di partenza per leggere con lucidità e spirito critico la storia di tanti personaggi che hanno rivelato con umiltà il meglio di se stessi ad un pubblico nuovo arricchendo di novità essenziali il loro profilo biografico.
In tal senso la prima personalità che ha lasciato un segno indelebile è stato senza dubbio lo scrittore Andrej Sinawskij nel 1980 alla VI edizione. Cari amici un premio letterario non può essere soltanto un banco dispensatore di targhe e di medaglie , deve avere necessariamente una sua funzione critica, quasi di denuncia: ecco perché la partecipazione di Siniawskij a Marineo, che era appena uscito dalla tragedia del lager siberiano della Mordavia – sette anni di lavori forzati – con Jiuri Daniel , fu assolutamente eccezionale, l’inserimento del convegno su letteratura e dissenso inserito nel contesto di un premio di poesia, mostrò gli orrori del comunismo sovietico. Sono venuto qui a Marineo , disse Siniawskij per salvaguardare gli inalienabili diritti che valorizzano la dignità dell’uomo: proprio per riaffermare questi diritti un poeta cecoslovacco Vladimir Holan, quando gli staliniani andarono al potere nel suo paese non uscì più di casa; come sepolto vivo scrisse poesie disperate che ne fanno uno dei poeti più grandi del mostro tempo. Forse è destino che la poesia più alta ed autentica sia oggi la poesia radicata nel dramma delle umane contraddizioni, nei gulag, arcipelaghi di amore e di morte.” Sono parole che risuonarono nell’affollato cinema Dajna di Marineo e che ebbero una cassa di risonanza notevole in Italia proprio la drammatica esperienza di Siniawskij, che venne appositamente da Parigi ove insegnava letteratura russa alla Sorbona .Nel 1982 per l’VIII edizione il premio viene assegnato al poeta polacco Marek Swarniski una delle voci più significative della lirica polacca contemporanea. Ebbene al poeta viene negato il visto delle autorità polacche, malgrado avessimo inviato all’autore al suo indirizzo di Cracovia la lettera del conferimento piena di timbri e bolli vari. La preoccupazione negli organizzatori era tale poiché ad una settimana dal premio non sapevamo nulla della sua venuta. Allora abbiamo deciso di inviare un telex al settimanale Tikoni Poscheskj, tramite il Giornale di Sicilia, che con il suo direttore sosteneva la nostra iniziativa. La vigilia del Premio ricevo in Comune una telefonata da Milano e quale fu la sorpresa quando all’altro capo del telefono sento la voce del poeta Swarniskji che mi annuncia di trovarsi a Milano. Soltanto con un escamotage era riuscito a venire a Marineo al seguito di un gruppo di vescovi polacchi che si recavano a Dusserdolf per la settimana cattolica. Cosa che il poeta volle rimarcare durante l’intervento che fece alla cerimonia di premiazione proprio per mostrare il vissuto degli scrittori che per sostenere le loro idee erano costretti a ricorrere ad espedienti per affermare la dignità di uomini liberi.Nel 1983 per la IX edizione venne premiato Raphael Alberti una delle voci più sferzanti della quotidiana battaglia per la libertà e l’indipendenza dei popoli, Alberti fece la guerra civile in Spagna contro il caudillo il dittatore Francisco Franco e al momento del conferimento del premio recitò il suo “ Canto abierto d’ Espana” al Castello di Marineo un viaggio per far conoscere i poeti spagnoli del sacrificio, Federico Garcia Lorca, Antonio Machado, Miguel Ernandez, ma anche per la meravigliosa simbiosi che si creò con Ignazio Buttitta: i giornalisti parlarono di due sud a confronto, il sud andaluso ed il sud d’Italia, due sud amari, bisognosi di giustizia . Alberti era felice di ricevere un premio popolare vissuto dalla gente e fra la gente dalle mani di Buttitta il poeta popolare per eccellenza che consacrava i 60 anni di poesia di Alberti, di cui tanti vissuti in esilio , come poi disse Angela Redini nel documentario della RAI a lui dedicato. Nel 1992 alla XVIII edizione il premio fu attribuito con uno scoop notevole sul piano internazionale a Luc Montagnier lo scienziato francese scopritore del virus dell’AIDS in un momento in cui il fenomeno era diventato per la sua crescita esponenziale, una delle minacce più gravi per l’umanità. E così quando due anni fa gli è stato attribuito il Premio Nobel, ero molto felice, la notizia mi ha emozionato tanto, in fondo una intuizione di un premio, forse di provincia, era stata sicuramente vincente, forse è il caso di sottolineare come Luc Montagnier fosse una persona molto semplice ed umile. Ma proprio per il valore biografico del personaggio uno dei poeti che ricordo con maggiore interesse è il poeta russo Evgenj Evtushenko nel 1995 per la XXI edizione venne a Marineo dagli Stati Uniti, dove tutt’ora insegna , il ricordo indelebile che mi è rimasto è stato il recital di poesia che fece con una bravissima traduttrice Evelina Pascucci. Certo il pubblico di piazza Castello, di tutti i ceti sociali, dal professore universitario all’operaio, veniva catalizzato dallo sguardo carismatico di Evgenij Evtushenko e la poesia, la sua poesia diventò la protagonista effettiva della serata, i suoi versi “arrivederci bandiera rossa “ erano di una attualità unica : arrivederci bandiera rossa, eri metà sorella, metà nemica. Eri in trincea speranza d’Europa, ma tutta di rosso recingevi il gulag. “ Evgneij è stato un istrione, sul palco si è trasformato, tra lui ed il pubblico si è creato subito un grande feeling, ha chiamato sul palco la bella moglie Masha, di trent’anni più giovane di lui, dicendo subito che il mondo ha bisogno di poesia, ed il poeta ha un compito fondamentale, quello di riprendere a parlare, a dialogare con la gente.Ma come disse lo scrittore Francesco Grisi componente della giuria la cosa più importante che è rimasta è stata la sua lectio magistralis, pubblicata da molti organi di stampa quando affermò che “l’arte mondiale è in pericolo. Ecco perché mi piace riportare testualmente il suo intervento: “ Anni fa sono stato in Amazzonia ed una vecchia indiana prima di darmi una banana, l’ha sbucciata e dopo l’ha bagnata nel loro grande fiume pieno di microbi e piranha mortalmente pericolosi. La vecchia indiana ha pensato ingenuamente che così sarebbe stata più civilizzata, più culturale. Così noi ci comportiamo con l’arte bagnandola nel fiume sporco della cultura falsa dei mass-media . ma l’arte non si sporca: e questa serata a Marineo è una prova degna! Una volta, molti anni fa, dissi a Cesare Zavattini che tutti gli scrittori sovietici della nostra generazione erano nati nella culla del neorealismo italiano. Perché? Perché al tempo della retorica pomposa del realismo stalinista, quei film neorealisti ci ricordavano che la terra amara, ma autentica, è più importante del cielo artificiale fatto con la seta azzurra del teatro Bolscioj. Dopo la morte di Stalin il piccolo Bruno del film “ Ladri di biciclette” era la persona più importante per noi e, detto tra noi senza farlo sapere ai signori Eltsin e Dini, è rimasto tale. Ma Zavattini mi disse, con il sorriso di un nonno furbo, che il neorealismo italiano era nato nella culla della letteratura russa del secolo scorso, di Tolstoi, di Cechov, di Dostoevskij. C’è un piccolo patriottismo, quello del proprio paese, ma c’è un patriottismo più alto quello dell’umanità. E l’arte è patriottismo di tutti. Ma l’arte mondiale adesso corre il pericolo della “macdonaldizzazione” totale: fast food, fast libri, fast films, fast amori, fast divorzi. Al di là delle molte guerre locali, adesso esiste già la terza guerra mondiale della volgarità trionfante contro la finezza umana. Per questo sono tanto felice di essere con voi in questo incantevole paese dove mi sento di nuovo sulle barricate dei grandi libri italiani e russi nella lotta contro l’aggressione dell’’ ignoranza che uccide l’anima umana. Ma i libri sopravviveranno, l’arte sopravviverà come l’immortale, piccolo Bruno del film “Ladri di biciclette”.L’esperienza vissuta al Premio di Marineo è rimasta nella sua biografia , e tutt’oggi il suo messaggio sulla cultura macdonaldizzata viene letto nelle università russe ed americane.
Marineo lì 15. 10 2010 Ciro Spataro
Intervento al convegno sulle biografie del 16.10.2010
P.S. Vedi nota sui commenti alla data del 9.11.2010