mercoledì 30 novembre 2016
lunedì 28 novembre 2016
MI SENTO UN POLLO... straviato !
Una mattina ti alzi e per caso vieni a sapere che è in
corso la 18 edizione della mostra sui polli e famiglia. Una cosa che dura da diciotto
anni ha accumulato tanta esperienza da non aver bisogno di ulteriore
diffusione. Intanto non si capisce chi ne sia organizzatore e promotore. Dalla
locandina non si evince. Gli usuali sponsor non ci aiutano a capire meglio. Basti pensare che
se fra costoro c’è la Fondazione allora bisogna correre dal Prof. Arnone come
minimo per scusarsi per aver travisato il suo “testamento”. Ci potrebbe far
piacere registrare che questa Fondazione si stia organizzando per coprire tutte
le materie dello scibile umano. O forse lo dobbiamo alle varie “facoltà” della
giovane Università Popolare instancabile produttrice della qualsiasi.
Ci sfugge lo scopo della fatica di chi ha organizzato perché
dopo 18 anni avrebbero potuto usare meglio la loro esperienza migliorando la
comunicazione. Probabilmente lo scopo è quello di “accumulare eventi” per poi
potersi dire “bravi” ! Lo stesso dicasi
per la “consorella” sull’artigianato che rimangono entrambe in un ambito locale
…anzi addirittura familiare ma che alla fine non porta nulla di concreto alle
risorse locali sempre più vittime di “non addetti “.
Se esistevano motivi per sprecare energie a noi sfuggono
e se invece lo scopo era fare passerella allora ci sono riusciti in pieno ! Perché
conoscendo i nostri “polli” nessuno si prenderà la briga di darci i dati
ottenuti a fine manifestazione.
Lo potrebbe fare l’ufficio delle Attività Produttive o il
suo Assessore se non fosse che questo reparto è fermo ancora all’Unione dei
Comuni e quindi non avendoci lasciato scritto in quale Comune risieda siamo punto
e accapo.
Ma qui casca l'asino o meglio il pollo ! Il nostro Assessore ai disservizi dovrebbe coordinare queste iniziative visto lo stemma che campeggia in alto. Spetta alla Proloco "promuovere" queste iniziative perchè la Fondazione seppur "incubatrice" a 360 gradi con i polli facciamo fatica a vederla. A meno che stiamo parlando di altri polli...
Ps Se quelli dell’Expo di Milano dopo quanto successo
ancora oggi non sono in grado di fare i conti figuriamoci se dei due eventi locali marinesi …
sabato 26 novembre 2016
AVVENTO
Vi proponiamo il programma che il nostro Parroco ha
stilato per la nostra Comunità. Non bisogna dimenticare che siamo in Avvento e
quindi ciascuno deve prepararsi al meglio. Speriamo intanto che dopo il 4
dicembre la bagarre che stiamo subendo con l’assordante propaganda del No al
referendum speriamo si calmi e questi agitprop trovino pace alla loro raggia
sostituendola con qualcosa di meglio. Mentre da un lato gridano contro la
violenza poi (alternando articoli) insultano chiunque sia al governo o tenta di
costruire qualcosa. Mai visto costruire qualcosa , sanno solo distruggere
“sistematicamente” facendosi scudo del pacifismo e di una moralità “ad usum
delfini”. La loro sicurezza economica gli permette di dare lezioni a pancia
piena senza mai rischiare nulla perché c’è chi lo fa al loro posto.
Aspettiamo questo cinque dicembre come una liberazione
dalla loro propaganda artificiale.
Intanto abbiamo aspettato inutilmente qualche
suggerimento alla soluzione del problema del femminicidio. L’unico risultato
ottenuto è quello di aver portato all’attenzione di tutti il fenomeno. Circa
120 casi in un anno sono tantissimi e ci angosciano , ma abbiamo aspettato
inutilmente una medicina dai mille interventi a matula. Sociologi, psicologi,
psichiatri, criminologi, ecc. non hanno saputo indicarci una via pratica ed
immediata , non dico per estinguere il problema ma almeno ridurlo a cifre che
non ne facciano un fenomeno, ma bensi un caso eccezionale. Una volta entrando
in un posto di polizia vidi le pareti coperte da centinai di foto di incidenti
drammatici. Erano pareti dell’orrore. Ora in tutti questi incontri mettere in
mostra “le vittime” da un lato aggrava la nostra mortificazione, ma dubito che
un presunto futuro violento venga “moderato” o frenato. Il problema è talmente
personale o meglio di coppia che ci vuole ben altro che un incontro dove l’uomo
, o il maschio, venga legato al palo o messo dentro un pentolone a bollire, con
le donne che gli girano attorno danzando e…
Sono preoccupato per il mio futuro.
Intanto vorrei fare una proposta. Viste le continue
innovazioni sociali e religiose perché non promuoviamo i matrimoni a tempo ?
Sono sicuro che se rendiamo validi i matrimoni per 10, 15 anni (io prendo te
per i soli prossimi dieci anni…) e se compariamo con i dati dei femminicidi già
accaduti riduciamo il fenomeno almeno del 50 per cento. Ci ragionino su gli
addetti ai lavori.
Io al momento sono preso dal prossimo Natale. Sto
rinunziando alla riappacificazione per due motivi: la prima perché sono
litigato quasi con tutti e poi in questi quasi tutti buona parte sono ipocriti
e quindi cade il senso della riappacificazione ! Ciò non toglie che debbo
inventarmi una soluzione.
L’aria che si respira a Natale è unica, soprattutto
l’Avvento ma vorrei evitare il dopo Natale perchè mi rattrista tornare piano piano quello di prima … come se nulla fosse successo.
Oppure prolunghiamo l’Avvento.
venerdì 25 novembre 2016
DIPINTI COME DOCUMENTI
| L'autrice |
L’ennesima
mostra di pittura al Castello ci costringe a certe riflessioni. Di ritorno
dalla quattro giorni di Cefalù (Convegno degli aderenti alla CVC) dove
occasioni di fare riflessioni ne abbiamo avuto oltre il dovuto vi proponiamo
quelle che ci suggeriscono la presente mostra perché quelle sul convegno sono qui sotto
pubblicate come “diario giornaliero”.
Intanto
il tema deve richiamare il nostro interesse perché nessuno di noi può sentirsi
escluso dal fenomeno dell’emigrazione. Senza ricorrere a immagini del tipo Il Cammino della Speranza con il Raf Vallone
è da non dimenticare il fenomeno pur riconoscendo che storici come il
Lombino continuano ad affrontarlo. Per non citare che tutta l’epopea del West
in America altri non era che un fenomeno di emigrazione “interna”. Mentre nella
nostra gli emigranti lasciavano a casa radici e parenti in America (almeno la
filmografia) quasi tutti finivano vittime della natura degli indiani o di vari
banditi quindi erano rari i casi “di ritorno”. Da noi era una costante non solo
l’invio delle “rimesse” (che per decenni hanno salvato la nostra bilancia dei
pagamenti sino a quando si sono estinte
sostituite dalle entrate del turismo) , ma anche “il rientro per l’uso” di
queste rimesse (tipico il costruirsi una casa). Questo fenomeno si è fermato
con i figli degli emigranti , nati nel nuovo paese, nuovi di lingua, costumi ed
usi e che non ne hanno voluto sapere di rientrare. La sofferenza condivisa con
alcuni familiari rimasti e chi prendeva il percorso della “spartenza” , per
dirla alla Lombino, di colpo in una generazione allargata è sparita. I vecchi
genitori che muoiono, i giovani nati lontano e che non hanno origini. E proprio
il nostro caso che certi nostri presunti parenti , desiderosi di conoscere le loro origini
incontrando per caso i nostri figli con lo stesso cognome ma che non sanno le
proprie origini, ma che noi abbiamo subito condivisa una parentela non ancora
documentata ma che ha commosso entrambi mentre nel contempo ci siamo buttati un
una ricostruzione di un improbabile albero genealogico che qualunque sia alla
fine non cambia nulla perché . questa volta per dirla all’antica, sangue chiama
sangue!
Quindi
siamo ad un fenomeno di emigrazione prima di ritorno e poi nuovo. Di ritorno
perché alla fine l’uomo non può farne a meno e rifiuta il “non avere radici” o
meglio vuole sapere “chi fur li maggiori tua”. Nuovo fenomeno perché è tornata
l’emigrazione di massa. Oggi la chiamano diversamente ma di fatto è identica
alle precedenti con pochissime , ma essenziali varianti. Quindi ci troviamo a
vedere i nostri figli lasciare nuovamente le nostre case perché quattro
coglioni di sociologi o di politicanti ce lo suggeriscono o perché le
multinazionali anno bisogno ancora di “negri bianchi o schiavi” all’altro capo
del mondo. E cosi la famiglia tipo di oggi è avere oltre la metà dei figli
sparsi per il mondo che ti porteranno nipoti trilingue mentre l’altra metà e
vittima di coloro che non abbiamo perso a suo tempo quando ci predicavano che i
figli non ti appartengono.
Ancora
l’arte non si occupa di questo nuovo fenomeno se non in rare occasioni,
lasciandolo in mano ai qualunquisti senza terra. Quindi possiamo rivivere
questo il fenomeno della emigrazione visitando
questa mostra ( tra l’altro l’autrice si può considerare una vera emigrante
essendo vissuta in almeno mezza dozzina di Paesi dall’Africa alla Svizzera.
L’altra
osservazione è un dubbio. Abbiamo vissuto il fenomeno della poesia che oltre ad
aver prodotto una cinquantina di arrancanti poeti locali alla fine il fenomeno
è finito come “sovietico”. Cioè a Marineo esiste solo la poesia di stato (
comunale) salvo il raro caso del Virga (il quale nega che siamo stati assidui
nello sponsorizzarlo perché anche lui viene da una scuola sovietica). Ora
temiamo che anche la pittura , portata con intraprendenza dal Salvatore Pulizzotto
a Marineo come fenomeno quotidiano , ci fa temere sulla sua sovietizzazione . Però
anche noi dobbiamo darci da fare ed uscire da ogni tipo di sovietizzazione (in
pratica quella che abbiamo sempre chiamato mentalità mafiosa) non
fossilizzandoci né sulla sola poesia né sulla sola pittura anche se non vediamo
quale sentiero percorrere visto il fallimento totale della proposta “quale cultura
per Marineo”.
Infine
l’uso bivalente del salone castellano (mostre in contemporanea con incontri)
aiuta entrambi gli organizzatori.
PS.
Caso e considerazioni a parte merita il fenomeno della falsa migrazione dei
nostri giovani che abusando delle varie opportunità europee finiscono in paesi
come la Cina e la Turkia super protetti e garantiti ma che poi tornano a mani
vuote, più aridi di prim
ANCORA SUL CONVEGNO DI CEFALU DELLA CMV
Quando una cosa è frutto
di impegno e di lavoro collegiale non si esaurisce con l’evento. La nostra
curiosità verso questo evento ci ha fatto accorciare i nostri impegni a Praga per
onorare non solo i marinesi che stimiamo ma anche per arricchire la nostra
conoscenza sui movimenti cristiani sempre più ricchi e numerosi. A bocce ferme
ci ha fatto piacere pubblicare le foto scelte del convegno di Cefalù e ora
vogliamo segnalarVi quanto ci scrive Giangi Pampalone una delle “forze creative”
del convegno.
Per chi volesse seguire e
approfondire vi sufferiamo di collegarvi con il sito
24.11.2016
Salute,
allego qui
il noto comunicato stilato nel corso del recente Convegno CMV e qui di seguito
la nota accompagnatoria.
Trova anche
la foto di Nino col Papa e alcune immagini dello stesso Convegno.
Durante il
noto 16° Convegno CMV a Cefalù (Fedi e Politica – Autonomia responsabile o
sotterranea connivenza ?), prendendo spunto, in particolare, dalla relazione di
Marco Politi “Il vuoto della politica: rivisitare il pensiero sociale della
Chiesa” ed anche dalle riflessioni degli altri Relatori, alcuni partecipanti
hanno stilato un documento di condivisione per la posizione di Papa Francesco
espressa nel cap. VIII dell’Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia”. Nel corso
dello stesso Convegno, sono state così raccolte 344 firme (più che la
maggioranza dei partecipanti, provenienti da ogni parte dell’Italia ed in
particolare della nostra Isola). Personalmente, a nome di Nino Trentacoste e
unitamente alle varie Comunità Missionarie del Vangelo, stiamo diffondendiscrizioniconvegnocmv@gmail.como
il noto documento tra diversi media in cartaceo e online.
Col vivo
apprezzamento per il Vostro impegno, il mio fraterno abbraccio.
Giangi
Pampalone
cell 338
6671989
Piazza Sainte Sigolene - 90035 Marineo (Pa) iscrizioniconvegnocmv@gmail.com
E superfluo precisare che chi volesse aderire deve inviare ,l'adesione appunto, estrapolandola dall'articolo o stampandola e quindi inviandola ad uno degli indirizzi precitati, come è possibile avere più informazioni contattando la CMV direttamente.
E superfluo precisare che chi volesse aderire deve inviare ,l'adesione appunto, estrapolandola dall'articolo o stampandola e quindi inviandola ad uno degli indirizzi precitati, come è possibile avere più informazioni contattando la CMV direttamente.
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