domenica 28 agosto 2011

SINTITI...SINTITI...SINTITI...

L’appuntamento è alle ore 19,oo nell’ex granaio del Palazzo Beccadelli. La nuova fatica di Laura La Sala da cui deduciamo dal titolo che la nostra è ispirata da “mamma” Rocca. Altro non ci è dato sapere anche perché dopo aver girato edicole e librerie non siamo riusciti a trovarne una copia. E quindi anche noi per scrivere due righe dobbiamo dedurre che “mamma Rocca “ non ispira tutti. Gli altri che sono stati ispirati (vedi il commento a nome del laboratorio culturale Cesim ) o sono stati gratificati del volume da “criticare” o hanno ricevuto “velina” con gli imput elogiativi standard. Posseggo e quindi letto tutti i volumi (3 ?) partoriti dalla La Sala . Mi sono indignato quando dei mascalzoni le sferravano attacchi feroci e sono sceso in campo apertamente in sua difesa e quindi credo di avere le carte in regola. Mi piace il suo ufficio stampa che ovviamente ha un suo stile ancora non professionale. Ma ancor di più mi piace suo marito che distribuisce inviti a destra e manca a mano. Peccato che ti deve incontrare altrimenti sei fuori. Ma se ti metti in piazza…Perché dobbiamo andare a sentire Laura La Sala ? Per i nomi che le fanno corona ? No grazie. Per la presenza della bella della Rai ? No grazie. Per cosa ci diranno i nomi che le fanno corona ? No grazie. Ormai persino il Virga ha perso lo smalto…e quindi prevediamo la beatificazione del Buttitta , lo scivolare su Piraino e la ignoranza sul Meli. No grazie. Vi invitiamo ad andare perché qui si parla di “glorie patrie”, di terra nostra, di prodotti locali, di fatiche letterarie indigene, avvalorate da quella bellissima esperienza che vive un autodidatta e dalla sua soddisfazione di sedere accanto a persone che non potranno mai provare questa esperienza . Speriamo di incontrare un operaio un contadino un emigrante(Ezio Spataro ?) in prima fila.

sabato 27 agosto 2011

SANT' AGOSTINO E SANTA MONICA

Una strana coincidenza storica ci porta a festeggiare il 27 agosto Santa Monica e il 28 agosto Sant’Agostino suo figlio. Originari di Ippona figure carismatiche della chiesa , la madre per la sua cultura  e per la sua moralità. Riusci a convertire il figlio in un momento di vita dissoluta portandolo al cristianesimo. Non povero , aveva in serbo una lezio che lo condusse a diventare un grande padre della chiesa. Fu battezzato a Milano , il luogo è ancora visitabile sotto il Duomo di Milano, assieme alla madre e altri familiari da Sant’Ambrogio. Grandi nomi luoghi prestigiosi. Oggi riposa a Pavia in San Pietro in Ciel d’oro. Sua madre ad Ostia. Chi ha studiato Sant’Agostino e non ha visitato questi luoghi è un invalido perché è mancante della vera fisicità di Sant’Agostino.Qui lo studio di Sant’Agostino è riservato a pochissimi, predestinati narcisisti, o meglio ad uno solo.

CIRCUITO DEL MITO

CIRCUITO DEL MITO
POLEMICHE SULLE SCELTE
Fra Milano e Torino è nato un polo artistico di grande livello che è stato chiamato appunto MITO. Lo ritroviamo qui ma con ben altro significato , ma non ci è dato sapere il livello artistico e purtroppo non siamo riusciti ad assistere a nessuno spettacolo. Abbiamo visto avvisi eclatanti e addirittura qualcuno si è fregiato del simbolo “piazzandolo” sulla testata non sappiamo se autorizzato. Subito abbiamo commentato: ecco la nostra gente si dà da fare ! Andatevi a rileggere i titoli da “Marineo entra nel circuito del Mito, autoelogiandosi del successo raggiunto. Più o meno come l’“affaire Carta” che ha creato confusione senza una parola di conferma dissipatrice di dubbi. Francamente a noi interessa più il fatto che il fattaccio. Quindi bene per Carta pagato dalla Regione che non è costato un euro al nostro comune o Confraternita. Queste le notizie per il popolo in faccia alla trasparenza ! Ora il solito “GdS” di oggi 26 agosto di cui è o è stato corrispondente il ns assessore,ci butta nuovamente nel panico. Si “richiede l’accesso agli atti e le richieste di chiarimenti sull’affidamento di tutti gli spettacoli del Circuito del mito” a causa “di alcune anomalie nell’assegnazione degli spettacoli. Si segnala quindi che alcuni spettacoli sono stati assegnati all’associazione del figlio del deputato Pd Pino Apprendi ecc.ecc.”. E no ! Stiamo appena uscendo da polemiche cretine su delibere a favore di questo perché c’è il figlio di quell’ altro e ci ripiombiamo in scala regionale ? Ora noi che abbiamo pensato che il nostro Ass. alla Cultura iniziava ad entrare “ nelle stanze del potere” portando la vera cultura a Marineo e lo dimostra quel fregio abusivo , ci troviamo in giro a rimangiarci quello di cui ci siamo vantati .Un uomo di vera cultura ci deve una risposta perché se “Marineo” ha trafficato per entrare nel “mito” e bene saperlo direttamente dai nostri. Noi che già passiamo le notti in attesa di risposte mai avute, siamo curiosi perché non vorremmo perdere l’opportunità di altri eventi lavati nelle sacre acque del “vurghiddu o vurgazzo dal papiro rigoglioso” , ma soprattutto mentre noi perderemmo la faccia ci toccherebbe difendere il nostro assessore a spada tratta ( siamo compaesani).
La Sua carica, la sua dignità le impongono una risposta o almeno il tracciato del percorso legato alla scelta di Marineo nel circuito.

venerdì 26 agosto 2011

IASSU MANULI, PARAPOLI KALO

IASSU MANULI, POLI KALO, PARAPOLI KALO
Un mio amico , esperto critico d’arte, mi incontra ieri sera e mi dà due imputazioni:la prima quella di quasi contestatore del tutto, la seconda di lasciare stare suo cugino. Dette queste cose da un valido critico mi suonano male al che ho risposto che non si possono tacere certe disfunzioni e che suo cugino …Ieri sera era una bella serata : il luogo è magico ed è uno di quelli che amo di più. Ho fatto ricerche, approfondimenti . Una decina di anni fa chiesi a Ninni M. di presentarmi al sindaco di allora per proporre un progetto. Feci almeno tre viaggi da Milano ma la cosa non andò in porto. Sognai una biblioteca arabo normanna negli spazi adiacenti, spazi multifunzionali ma soprattutto non una cattedrale nel deserto ad uso personale dei politici. Lo stesso progetto proposi a Marineo con il tema “il palio dei Mulini”. Tutte queste cose poi vengono scopiazzate parzialmente. Ma veniamo alla serata.. . “Manuli” ha una perfetta padronanza del pianoforte: è sicuro. Solo con la base perde, primo perché non si capisce se anche lui è registrato e poi perché il volume della base era esagerato. Quando eseguì la musica del padrino ti accorgevi della sua bravura totale. Mi è sembrato un artista semplice e modesto ma ottimo esecutore. Gli ha fatto piacere scambiare due parole nella sua lingua materna e abbiamo ricordato Atene e Sparta da dove hanno origine i suoi genitori. La soulvoice non è stata usata bene. Una voce cosi caratteristica e preziosa andava fatta uscire dai bagni e non entrare, oppure andava collocata in una finestra , o fra il pubblico, meglio iniziare dentro li vagni. Il pubblico ha risposto bene allettato dal luogo e dal buffet ma piano piano ha sloggiato sollecitato dai piccoli gesti sbagliati. La video proiezione era semplicemente penosa. Deturpava e violentava la magnifica parete dei vagni dove abbiamo sempre ammirato la scritta (oggi illeggibile) cufita. L’assordante e disgustosa immagine del desktop del compiuter oltre a rovinare la facciata trasmetteva immagini illeggibili che solo chi le ha preparate riusciva a leggerle e capirle. Il povero cappero selvatico ha subito dalle meduse ad un feto (non scherziamo con la vita) ai cammelli ai delfini. L’ambiente era esaltato dalle fiaccole ma lasciare completamente al buio il percorso di accesso è stato avventato. La nostra Irene Olivieri salvo qualche piccolo dettaglio è stata brava, ma i dettagli (dalla fotografa in abito nero lungo stampata contro la parete, ai continui ringraziamenti, all’artista che cerca assistenza ) fanno grande l’evento. Per non parlare della inesistente comunicazione (ma di cosa si sono occupati tutti quelli che sono stati ringraziati ?). Bisogna che anche a Marineo portiamo questo tipo di evento perché la quasi totalità dei nostri giovani ha studiato musica ed è ora che impariamo ad ascoltarla .

giovedì 25 agosto 2011

STRAVINCE LA BANDA MUNICIPALE E ...I TAMBURINAI !

Ci sono voluti due giorni per capire chi avesse vinto la palma in questa doppia competizione comune-confraternita. Una volta non esisteva questa competizione perché il potere era nelle mani della stessa persona e quindi il programma era unico senza appartenenza. Oggi non è più cosi e quindi piano piano si sta svuotando il programma della confraternita ed emergendo quello del Comune. La Fiumara, abbiamo evitato qualsiasi commento per evitare che venissimo accusati di accanimento, alla fine è stato un rigagnolo monotono, quello della confraternita piano piano si avvicina a quello che dovrebbe essere solo un tema religioso e non un imprenditoria o agenzia di artisti. Quindi visto che qualsiasi commento o critica viene accreditato come insulto evitiamo di raccontare la “rabbia” di Tegoletto o i retroscena del Carta senza voce né orchestra e cosi via. Vince quindi la Banda Municipale e i tamburinai. Questi ultimi per la loro simpatia ed intelligenza per averci gratificato del passaggio sotto casa ma , credo, della fidanzata a cui hanno dedicato passaggi con ritmi da grandi maestri. La banda merita una menzione particolare. Una ventina di ragazze vorrei dire più brave che belle , ma sarebbe una bugia, quindi fascinose e brave seguite ed inseguite da una quarantina di musici guidati dal maestro Pepe che apparentemente suona i piatti ma a un osservatore attento non può sfuggire il suo modo di “dirigere”. Ride da tutti e due i lati della bocca ammiccando a destra e sinistra verso i musicisti muovendo bocca e sopracciglia verso chi va corretto e guidato ma sempre con cipiglio più che boria. Infine accompagna tutti con impercettibili movimenti della testa . In una festa-baraonda fare musica è difficile, ma sono stati pochissimi i scivolamenti di nota e posso garantire che quando avvenivano trovavi subito chi era stato e dove: quando incrociavi il-la fidanzata la disciplina musicale…Il solito Pesco gongolava perché aveva a due metri la fidanzata e paragonava questa festa alla sua. Non possiamo non tacere i nomi dei componenti la banda perché meritano ciascuno un elogio particolare. Eccovi l’elenco nome e cognome e strumento esercitato, cortesemente e deontologicamente fornitoci dal segretario della banda :
Fares,Zara,Esrom,Aram,Aminabvad,Naasso,Salmon,Booz,Obed,Iesse,Davide,Salomone,Rooboamo,Abia,Asaf,Giosafat,Ioram,Ozia,Ioatam,Acaz,Ezechia,Manasse,Amos,Giosia,Ieconia,Salatile,Zorobabele,Abiud,Eliacim,Azor,Sadoc,Achim,Eliud,Eleazar,Mattan,Giacobbe,Giuseppe, Maurizio Ingui ,Anna,Maria,Elisabetta,Marta,Maddalena, Samaritana,Giovanna, Susanna, Maria di Magdala.

mercoledì 24 agosto 2011

JUS PRIMAE FILAE

Ritrovo nella mia memoria un episodio grazioso. Il 7 dicembre festa di sant’Ambrogio si inaugurava la Scala di Milano. Noi andavamo fuori a goderci lo spettacolo di un centinaio di mummie ingioiellate che sfilavano altezzose per entrare nel sacro tempio della musica. Poi venne il ’68 e le mummie furono oggetto di uova e ortaggi graziosamente dedicati dalla cittadinanza arraggiata. Andare alla scala diventò difficile ma le mummie sono dure a morire e addirittura durano millenni dopo morte. Non so da dove partì la cosa ma qualcuno della sinistra di allora disse “la scala agli operai”. Si creò una strana situazione . Alle mummie ingioiellate alle amanti con strascico alle insegnanti pane e musica si aggiunsero le tute blu. Giustizia sociale. Le prime file divennero un luogo fascinoso. La Contessa seduta accanto all’operaio brianzolo che fra una pacca sulla spalla ed una manata sul sedere commentava il Nabucco o la quinta di Bhetoven, alla contessa mezzo svenuta. Era finito il mito della prima fila nobile. Anche Milano aveva in prima fila Sindaco , consorte, industriali , professionisti ed operai. Eravamo in democrazia ! Ovviamente oggi le parti si sono avvicinate e mentre di sguaiate sono rimaste le sole contesse, gli operai hanno una prestigiosa dignità e cultura , orecchio fino e gusti chiari.
Qui ho scoperto una cosa terribile. Non cercare un operaio in prima fila. Non osare metterti in prima fila verrai allontanato in modo grossolano perché le prime file sono esclusivamente la mercede per la fede politica, sono un diritto di appartenenza politica. Ed ecco oltre a giuste presenze, tipo Primo Cittadino e consorte, l’ospite di turno, ci troviamo una fauna di assessori con consorte, fidanzata o giovani moglie, consiglieri, pseudo-giornalisti in jeans , consulenti , cavalli e cavalieri. Come al solito certa sinistra spocchiosa si appropria dei nostri difetti. Con buona pace degli operai e dei contadini a cui nessuno cederà il posto per rispetto ad una vita di lavoro e sacrifici. Rimani in fondo operaio e contadino perché tra l’altro i tuoi vestiti puzzano di sudore, lavoro, sacrifici .

martedì 23 agosto 2011

IL SINDACO SANTO

Ad un tratto mi sono ricordato di Giorgio La Pira, il sindaco santo di Firenze. Cattolico ultra progressista , politico, professore. Divenne famoso quando andò a trovare gli operai della Nuova Pignone in sciopero . Da li in poi fu un crescendo di azioni eclatanti sino a quando fu ricevuto da Ho Chi Min ad Hanoi. O meglio il massino lo raggiunse quando ad Algeri Lui, Fanfani e consorti furono fotografati in un night club mentre ballavano allegramente la danza del ventre. Vado a memoria ma la sostanza del luogo rimane. Lo scandalo fu forte si avvalorò la tesi della “santità” ,vado sempre a memoria, in quanto tutti i problemi di Firenze intendeva risolverli “a preghiera”. Il comitato di Grottaglie ospiti a Marineo oltre ad averci portato la notizia di un certo San Francesco de Geronimo che diffuse il culto di San Ciro nel meridione d’Italia (notizia sfuggita (credo)sino ad oggi ai nostri biografi di San Ciro marinesi specializzati in ricerche casuali ) . Ma l’altra notizia importante , di cui ringraziamo i grottagliesi è quella , diffusa a termine della bella messa davanti il sagrato, della “santità del nostro sindaco”. Io da cattolico ora sono suggestionato e avvilito per le mie critiche ,ora che forse dopo anni, il sindaco inizia a capirne il senso in senso positivo perché in pratica non potrò più proseguire in questo ruolo. Secondo Voi un cattolico può attaccare un “santo”? In verità alcuni segni c’erano stati pur avendo baipassato la beatificazione. Già ho avuto i miei guai per aver scherzato sulla “famiglia” di San Ciro (bellissimo il loro ruolo quest’anno: asettici e non più narcisisti ora aspettiamo il velo alle consorelle) ora pensate su un “sindaco santo”. Non mi va molto bene in questo periodo ! Persino ieri sera , messo il vestito più bello , e volendomi inserire nella processione ho aspettato che arrivasse il gruppo del mio quartiere e inseritomi dopo l’ultimo ci siamo attaccati alla preghiera in corso, quando una ignota signora , forse imbeccata dalla sua “avvizzita” vicina mi invita ad allontanarmi segnalandomi che il mio posto era fra gli ultimi dopo tutti. Se mi fosse stato sussurrato mi risparmiavo un ulteriore avvilimento. Ma come nelle primissime file ci sono un sacco di dubbi cattolici… Alla fine sembra che tu non puoi entrare in processione “in mezzo “ ai confrati ! Mi ero ripromesso di non … Poi mi sono detto che io non c’ero nel tempio quando Gesù prese a calci pugni e cordate quelli che erano nel tempio. La cosa finì con il sorriso di mia moglie accompagnato dall’invito alla preghiera e mentre Lei recitata “ Salve martire San Ciro…io intonai rivolto verso le due signore “ L’eterno riposo dona loro Signore..”.
Poi corsi a casa perché mi avevano avvisato che San Ciro era da un po’ che mi aspettava , incrociando il non cattolico prof. Delisi attorniato da tutte le nostre autorità , fra cui spiccavano per abbigliamento i soliti due, ma non notai l’interprete…