sabato 13 ottobre 2012

BENVENUTO SIGNOR DOMINIQUE FREYSSENET



                                        NASCE “AMICI DEL GEMELLAGGIO”

Lunedi mattina Ms Dominique ha incontrato al piano i cittadini
Si respira aria di smobilizzazione da tempo . Addirittura membri del nostro comitato diffondevano le notizie date per sicure che il gemellaggio l’anno prossimo non si sarebbe realizzato. Non occorre fare nomi in quanto esponenti “importanti” che poi avrebbero fatto parte della delegazione cosidetta “sovietica” e avrebbero affrontato i colloqui con i membri della Università locale. La crisi economica, le prossime elezioni amministrative, la disparità numerica fra bambini marinesi (30) e francesi (100). Poi il misterioso viaggio in Lituania con un gruppo non adatto (perché non è andata la Signora Costa, il giovane assessore oggi Vice Sindaco, il Benanti, la troppo lodata Signora Scarpulla, il bibliotecario Scarpulla insomma chiunque meglio dei due ciclisti ) che ancora oggi non ha dato una relazione seppur minima ( si sarebbero evitati commenti del tipo 24.000 euro di spese, che se è vero che vengono pagati dall’Unione Europea è altrettanto vero che sono uno spreco). Ci hanno fatto credere che questo nuovo gemellaggio non sarà come quello con i francesi , non ci sarà scambio di bambini e di famiglie. E quindi attendiamo che ci spieghino cosa ci scambieremo con i Lituani. Dato per certo che avremo le briciole che cadranno dal gemellaggio di Palermo sempre con i Lituani.
Tutto questo ha preoccupato i nostri amici francesi che si sono precipitati qui per “definire” (sic) e capire cosa succede. Intanto hanno detto a chiare lettere che a loro questo gemellaggio lituano non interessa. Quindi Marineo vada avanti da sola . La minaccia di non poter “continuare” il prossimo anno il gemellaggio ha si preoccupato i francesi ma non più di tanto perché hanno già un programma alternativo al caso questa amministrazione dichiarasse forfait. E il silenzio con cui l’amministrazione ha coperto i francesi ospiti faceva temere il peggio . Così per Dominique Freyssenet, Robert Aubert e Patrick Berthasson la loro presenza non è stata fatta notare e addirittura persino l’incontro di domani non sarà pubblico ma limitato a chi è gradito all’amministrazione (ormai nel nostro comitato, a differenza del francese, non esiste statuto democratico). Il Sindaco francese non incontrerà i cittadini o le famiglie ma solo le famiglie di chi vengono ospitati. Ma esiste un'altra Marineo a cui è caro il gemellaggio che non gradisce questa conduzione delle cose e quindi è nata l’associazione Amici del Gemellaggio che è pronta a sostituirsi a chi volesse avvilire il gemellaggio con gli amici francesi. E che intanto chiede  fra l’altro:
-sciogliemento dell’attuale comitato  
-nuovo regolamento simile a quello francese affinchè non si ripetano abusi
-che pur rispondendo alla pubblica amministrazione abbia gestione propria
-che il primo cittadino abbia solo incarichi rappresentativi e non fortemente decisionali come avviene oggi
-che il 50 per cento dei rappresentanti il comitato siano genitori di bambini che partecipano al viaggio dell’anno in corso.  
Gli anni di passione e amore dati al gemellaggio non possono essere sciupati .

LA NOTTE DEL QUARUME

In questi giorni siamo bombardati da messaggi elettorali alcuni leciti altri poco corretti. Qualche esempio ? Il nostro Assessore alla Cultura lo abbiamo visto al tempo del passaggio di Napolitano dissociarsi e mettersi da parte (cioe non insieme alla giunta ) perchè Lui non era un Assessore " politico ma bensi nominato". E noi abboccammo .... Poi piano piano è divenuto l'alter ego del nostro Sindaco. Ora è sceso in campo e finalmente, questa si che è coerenza e serietà, l'altra mattina lo abbiamo visto passeggiare con il resto del gruppo e con l'On. Cracolici. Questo lo accettiamo ora, caro Compagno puoi smetterla di giocare .Da oggi sei un comunista a tutti gli effetti come ieri eri democristiano, cattolico, presidente della Congregazione San Ciro ecc.ecc.. Cosi come domani sarai forcone , chierichetto, boy scaut, partigiano, camerata o quello che Dio vorrà. Ora si che puoi fare aperttamente quello che vuoi e noi non dobbiamo più avere paura di te. Semmai sono i tupo i amici di oggi che debbono avere paura di te ! Ah bei tempi quando il nostro Leader Massimo era circondato da Trentacosti (perchè non ti hanno fatto vicesindaco ?) o da Achille (il più serio e coerente di tutti).
Non è che se Roma piange Cartagine se la ride !
Perchè durante la mia passeggiata alla fine sono finito al Parco Vecchio luogo ricco di ricordi d'infanzia quando  l'estate Vi traslocavamo subito dopo la guerra. Posto bello suggestivo con quel portale , con il cortile, con la scala tipica delle case siciliane e dove Nino Trentacoste trovò gli affresci del Di Vigilia (?) dentro la chiesetta rurale, dove ho giocato per anni fra le sue macerie. Mentre ero seduto sulla brivatura mi sorpernde il via vai di macchine e cartelli. Domando all'oste, famosissimo perchè ha girato mezzo mondo portando la sua cucina ai vertici, e il personale mi risponde con una espressione quasi risentita. "Stiamo allestendo la notte della  Quarume !"   .
Traballo un po . Mi ricordo quando la DC distribuiva pacchi di pasta e l'Unità rispondeva con salsiccia e risotto, ma di guadume mai sentito parlare prima. O meglio ricordo quando mesi or sono venne Lombardo a Marineo e lo festeggiarono a guadune ...e.cco torna Lombardo interrogo!!
Ma che dice ? Allora e per Cracolici lui è comunista quindi sobrietà ?  No si presenta quella rivista ...come si chiama ...quella il cui direttore farnetica ma non è mafioso, non insulta ...no ? Mi grida l'oste è  mio zio che incontra i suoi elettori. Vado via molto perplesso e speravo che questo mi aiutasse a decidere per chi votare. Cracolici mi è simpatico,quando non prende a calci i miei pupi, ma non mi piace il suo sponsor marinese,Giovanni Greco lo conosco da quando decenni fa assistevamo amici ammaliti a Milano , ma se non ho bisogno nulla perchè dovrei votarlo ? E allora ? Voterò per quello là come si chiama...  Si  lo voterò perchè lui non mente sapendo di mentire, non accusa a caso i mafiosi, lui non è un provocatore in malafede non è un prezzolato per conto terzi ... dai... lui non fa "riviste" come Belfagor o Rinascita testinoni di una sinistra intelligente ... dai come si chiama ah si l'Untore !

giovedì 11 ottobre 2012

ANNO DELLA FEDE-50° CONCILIO VATICANO II



Oggi 11 novembre abbiam o due eventi importantissimi. L’apertura dell’anno della fede (anche a Marineo il Parroco ha avviato il suo programma con una messa solenne ) e il 50° anniversario del Concilio Ecumenico Vaticano II. Per l’anno della fede c’è un programma nutrito e ricco di spunti che potete trovare nel sito  www.parrocchiassciroegiorgiomarineo.it o ritirando il volantino in parrocchia. Noi vogliamo soffermarci sull’anniversario del Vaticano II con due testimonianze. Noi abbiamo frequentato il segretario del Cardinale Beran che ha molto condiviso l’esperienza drammaticissima del suo Cardinbale. Dopo gli anni della “chiesa del silenzio” abbiamo vissuto l’esperienza ,anche questa drammatica , della “normalizzazione “ imposta dal Cardinale Casaroli a cui noi portavamo clandestinamente le lettere degli esponenti della Chiesa Boema (Reinsberg, Mandl ecc.). Era lo stesso tipo di “normalizzazione “ imposta a Walensa e un po a tutta la chiesa dell’est : dimenticare per vivere. Noi vi forniamo alcuni dati sul Cardinale Beran primate della Chiesa Boema e il suo discorso-testimonianza letto durante il Concilio Vaticano II.

Cardinal Josef Beran – ricordiamo questo testimone della fede nel giorno che a Roma il papa Benedetto XVI apre l’anno della fede e nei giorni che si ricorda 50° anniversario del Concilio Vaticano II. “Amare il bene e contrapporsi al male”.       Questo era il motto del cardinal Josef Beran (1888 – 1969) e definisce bene la caratteristica di questo personaggio. E’ stato imprigionato sia dai nazisti che dai comunisti perché difendeva la verità e la giustizia. La Gestapo lo ha bollato come  “sovversivo e pericoloso” e nel 1942 lo ha arrestato. Rimase nel campo di concentramento di Dachau fino alla sua liberazione. Nel 1946 divenne arcivescovo di Praga e già nel 1948 ha avuto occasione di difendere la Chiesa dai attacchi diretti e indiretti dello Stato comunista che denunciò pubblicamente. Fu arrestato nel 1949 e per 14 anni messo agli arresti domiciliali. Gli è stato negato ogni contatto con l’esterno. Non fu mai processato forse perché  troppo conosciuto come un eroe della resistenza al nazismo.     Nel 1965 per diventare cardinale si dovette recare a Roma. Questo gli è stato concesso a condizione che non ritornerebbe mai in Cecoslovacchia il che si è verificato anche dopo la sua morte. Per il governo comunista era scomodo anche da morto e non ha dato permesso di seppellirlo nella sua patria. Papa Paolo VI  ha onorato questo uomo mite e sorridente ma deciso e coraggioso nello stesso tempo, dandogli la sepoltura nella cripta della Basilica di San Pietro, come se fosse un Papa. Al funerale disse di lui: “Una grande figura di martire per la fede, un benemerito Pastore per la libertà della sua patria”.  R.r.

 Il testo originale.

 „Sulla libertà religiosa“

Discorso pronunciato durante il Concilio Vaticano II dal cardinal Josef Beran
(Basilica di San Pietro, 20 settembre 1965)
Questa dichiarazione sulla libertà religiosa, che può essere estesa alla libertà di coscienza, sul piano teologico e pratico è estremamente importante.Nelle Sacre Scritture si legge: „Tutto quello che non viene dalla fede„ cioè da una coscienza sincera, „è peccato„ (Rm 14,23). Chi esercita una pressione materiale o spirituale su qualcuno e lo costringe ad agire contro la sua coscienza, lo induce a peccare contro Dio. Sono principi confermati dall’esperienza, sui quali oso umilmente esporre qui di seguito la mia personale testimonianza. Nella mia patria èstata totalmente impedita la libertà di coscienza e , come ho potuto constatare, una situazione del genere sottopone  molte persone  a gravi tentazioni. Tutti i fedeli a me affidati, persino  i sacerdoti, da questo stato di cose hanno ricevuto una seria minaccia per la fede e si sono trovati esposti alla grave tentazione della menzogna, della finzione e di altri vizi morali che con troppa facilità inducono coloro che non hanno libertà di coscienza a diventare peggiori. [ OPPURE:Nella mia patria l’aver impedito totalmente la libertà di coscienza ha, con ogni evidenza, indotto a gravi tentazioni tutti i fedeli a me affidati, persino  i sacerdoti; essi, esposti alla tentazione della menzogna, della finzione e di altri vizi morali, che rendono peggiore  un popolo privato della libertà di coscienza, si sono trovati di fronte ad una seria minaccia per la loro fede.] Nel momento in cui si ravvisa una dichiarata avversione contro la vera religione, ogni credente è cosciente della gravità della tentazione. Ma l’esperienza ci mostra che ogni  attentato alla libertà di coscienza è eticamente dannoso,  persino nel caso in cui chi esercita tale pressione vorrebbe in realtà contribuire alla prosperità della vera fede. Quale che sia il caso o la situazione, l’oppressione della libertà di coscienza produce ipocrisia. Possiamo dire che il fenomeno tanto diffuso oggi, l’ipocrisia di chi ostenta la fede, danneggia la Chiesa più che non l‘ipocrisia di chi tiene nascosta la sua fede. Sembra che nella mia patria, ancora oggi, la Chiesa cattolica soffra  perché, in passato, nel suo nome furono commessi atti contro la libertà di coscienza: nel 400 fu arso vivo il sacerdote Giovanni Hus e nel 600 gran parte della popolazione ceca fu costretta a riabbracciare forzatamente la fede cattolica secondo il principio del „Cuius regio – eius religio“ applicato in quell’epoca. Il potere politico che voglia o  finga di essere al servizio della Chiesa cattolica, se promulga leggi del genere, produce una ferita nascosta e permanente nel cuore stesso della nazione. Un trauma  che ha frenato il progresso della vita spirituale ed ha offerto e tuttora offre ai nemici della Chiesa un facile pretesto per obiezioni e critiche. La storia ci ammonisce e ci esorta a proclamare, anche in questo Concilio, il principio della libertà religiosa e della libertà di coscienza con parole chiare ed univoche, senza pretesti opportunistici. Se lo facciamo anche nello spirito di espiazione dei peccati commessi nel passato, l’autorità morale della nostra Chiesa crescerà enormemente a favore dei popoli stessi. Chi oggi opprime la libertà di coscienza e fa danno alla Chiesa sarà umiliato– una umiliazione salvifica, che potrebbe configurarsi come una sorta di rinascita per la quale egli potrebbe ravvedersi. Il nostro Concilio stesso acquisterà una forza morale più robusta e potrà sperare in un maggiore successo nella difesa dei fratelli perseguitati. Per questo, egregi fratelli, vi chiedo di considerare con la dovuta attenzione questa dichiarazione cui, come  conclusione, vorrei aggiungere le seguenti considerazioni: „La Chiesa cattolica chiede con insistenza a tutti i governi della terra di diffondere efficacemente il principio della libertà di coscienza per tutti i cittadini, quindi anche per quelli che credono in Dio, e di cessare di limitare in qualsiasi modo la libertà religiosa. Che siano messi in libertà tutti i sacerdoti e i fedeli che, per la loro attività religiosa , dopo tanti anni, sono ancora tenuti in prigione con vari pretesti. Ad un gran numero di vescovi e sacerdoti  è ancora impedito di esercitare il proprio ufficio: che sia di nuovo permesso loro di tornare ad essere guida spirituale per i fedeli. Là, dove la Chiesa, per colpa di leggi ingiuste, è consegnata alla benevolenza di amministratori ostili, possa vedersi rinnovata la sua autonomia e agevolata la sua unione con la Cattedra di Pietro.  Che non siano oscacolati coloro che vogliono scegliere il sacerdozio o la vita consacrata. Che sia di nuovo permessa la vita comunitaria ai membri degli Ordini religiosi e alle Congregazioni dei fratelli e delle sorelle. Infine che a tutti i fedeli sia assicurata la piena libertà di professare la propria fede, di diffondere la verità rivelata, di insegnarla e di educare nella fede i propri figli. Così potremo efficacemente collaborare alla costruzione di quella pace tanto necessaria alla nostra epoca.“     

FICHIDINDIA E LA ROCCA SMERIGLIATA

Piantagioni di Fichidindia con il contributo Attività Produttive



Nella prima foto è visibile un capannone industriale semiabbamdonato dove sono stati piantati sul tetto in eternit dei fichidindia su progetto del nostro Servizio Attività Produttive . Questa alta e ardimentosa imprenditoria fa parte di un progetto ancora più ampio che prevede lo "smerigliamento" della Rocca (vedi foto in basso) e la conseguente coltivazione agricola. E' ben visibile non solo il verde ma anche lo smerigliamento che ha dato lavoro a decine e decine di operai. "A noi non interessa la crisi nazionale o mondiale, ha dichiarato un alto funzionario alla Pravda, gazzetta ufficiale, noi sosteniamo   anche la battaglia per la difesa dei lavoratori forestali." Non è vero che i nostri negozianti e le nostre attività sono completamente bloccate. Si tratta di una pausa in attesa che finisca lo smeriglamento della Rocca. Non dimenticate , come dimostra la terza foto(pubblicata ieri) come ci hanno lasciato Marineo le precedenti amministrazioni ed in aggiunta oltre 7 milioni di euro di debiti. La cosa è talmente nota che non occorre nemmeno dimostrarla, prova ne sia che la Pravda non si è ancora accorta che il commissario ormai si è trasferito a Marineo e questo è un atto ufficilae mentre per i sette milioni basta la parola . Vi invito quindi a non votare per chi vi ha segnalato il Comune di Marineo, il  suo Sindaco e il suo portavoce perchè non hanno il diritto di farlo.
Quest'ultima è stata una bufala organizzata dalla bieca reazione, un falso ...

Marineo la Rocca smerigliata

lunedì 8 ottobre 2012

DE PROFUNDIS



Non è possibile andare avanti in questo modo. Ieri sera in consiglio comunale è andato in scena  l’immobilismo. Prima di fare inviti autoincensativi  e indicativi per chi andare a votare bisogna che i cittadini riprendano la buona abitudine di assistere ai consigli comunali. Ieri sera si è toccato il fondo ! Rimandi, contraddizioni, assessori  non informati, insomma bisogna assolutamente prima di andare a votare andare ad assistere ai consigli comunali.” Il processo di cambiamento e rinnovamento a Marineo, che ha già dato i primi risultati positivi, è sotto gli occhi di tutti, non deve fermarsi.” Ci siamo convinti che solo assistendo in prima persona i cittadini possano rendersi conto di come stanno le cose. Il Teatrino della politica ha raggiunto limiti inaccettabili. In Consiglio si svolgono atti e non promesse elettorali. Quella è la sede dove i nodi vengono al pettine. Da qui Al giorno delle elezioni la Vostra presenza in Consiglio metterà davanti le proprie responsabilità i nostri politici.