domenica 24 dicembre 2017

CHISSA SE GESù RIENTRAVA NELLA LEGGE DEL JUS SOLI !



Sono uscito di buon mattino e ad un tratto mi sono ricordato quando le persone “oneste” camminavano nel marciapiede e gli altri a bordo strada, quasi nella cunetta. Era una specie di braccialetto elettronico (diremmo oggi), per vari motivi c’è sempre una invenzione che ne sostituisce una vecchia. E’ stato un flasch immediato e mi sono chiesto subito su quale delle  due colonne mi sarei dovuto accodare.
Certo non ero un disonesto da braccialetto e quindi iniziai una severa analisi a cui diedi subito limiti ben precisi. Ero certo di rispettare almeno i sei dei Dieci Comandamenti rimasti (non finiremo mai di ringraziare questo Papa per averceli ridotti ) quindi potevo accedere alla fila più lunga. Poi mi resi conto che oltre alla religione uno come me è guidato dalle leggi civili e penali , che pur non conoscendole tutte cerca di rispettarle per non incorrere nelle ire dei magistrati. E qui feci una pausa e dopo aver ripetuto a me stesso che il fatto di “offendere” qualcuno mi portava sul ciglio della strada in attesa di giudizio … Cercai attenuanti ma mi persi dietro a mille rimandi che i codici ti obbligano senza considerare chi è chi era ecc.ecc.
E’ come l’uomo che spara per difendersi e viene condannato o come la donna che ha subito violenza e se ne ricorda dopo vent’anni, perchè aveva cercato di dimenticare e noi subito la condonniamo non per quello che ha subito...
Poi mi dissi come è possibile conciliare cattolicesimo e finanza e mi misi in attesa che il Vaticano chiudesse le sue banche e subito dopo    sarei intervenuto su me stesso. Non trovai soluzione sul desiderare la donna degli altri, sull’adulterio   e fui salvato dal Papa che mentre io mi tormentavo lui cancellava ciò dai reati come da lezio di quel Sant’Ignazio spagnuolo, che frequentava più le donne che i preti, che sembra appare tutte le notti al nostro Papa. Inutile nascondermi che non  sono un contribuente modello e non fosse per i condoni sarei a … Favignana dove prima o poi riapriranno le patrie galere. Ho il terrore di essere scambiato per un prete e come nel medioevo, venir tirato giù dal letto e arrostito in cortile perché oggi sono  pochi i preti che si salvano tranne il mio ex parroco che mandato al confine al seminario mi ricorda sotto Natale. Ora come mi insegnò il mio educatore : tu mi sembri lo smemorato di Gesù ! Quante volte ti ho detto di scriverti i peccati … prima di venirti a confessare ?
In effetti cosi sembro immune e quasi innocente. Intanto dietro di me la folla spingeva ed io bloccavo con la mia indecisione le due colonne senza decidermi  quale colonna scegliere !
Fu un attimo ! Quasi una illuminazione ! Una mano mi spinse e finii sotto il marciapiedi in cunetta ! Tutto il paese camminava orgogliosamente sul marciapiedi a testa alta e se non era per San Ciro non mi sarei accorto che tutti erano Beati e quasi tutti sarebbero stati presto Santi.
“ Dove stavi andando ?” mi chiese con autorità. “ a Betlemme !” risposi sicuro.
Allora lui mi prese sottobraccio e orgogliosamente salutammo gli altri … non perché i marciapiedi sono pieni di buche ma era la nostra strada scoscesa …  

domenica 17 dicembre 2017

LO JUS SOLI DEL COMMISSARIO MARINEO !




Se non fosse per la buona fede dovremmo ammettere che sia l’autore che l’editore hanno azzeccato la data di presentazione di questo libro , figlio di una numerosa serie di volumi che i marinesi apprezzano anche perché è leggero e alla portata di tutti. Altra  volta suggerii di usarlo come regalo natalizio soprattutto nel giro di chi usa regalare libri. Dicevo che mi ha sorpreso non solo il titolo ma anche l’aver scelto quasi la notte di Natale per la presentazione, cioè in pieno Avvento. Ci fosse stato Padre Rainieri come Parroco oggi vedremmo dall’Assessore alla Cultura al non più tanto anonimo Ioan Viborg   e all’audace editore appesi alla Villa privi di ciò che solitamente  
produce ciò che quel preservativo difettoso avrebbe dovuto fermare. Va da se che non avendo avuto ancora il piacere di leggere cotanta opera ed essendo l’autore schierato fra gli umoristi ci pare che il tutto alluda a quel nostro San Giuseppe per noi simbolo prima di essere spesso deriso da chi ancora oggi fa differenza fra padre naturale e padre adottivo. Mi ricordo di un padre adottivo a Cipro (geniale inventore meccanico modenese) , che adottò due bambini orfani di guerra e che si vide arrivare dopo la guerra i parenti a reclamare i due bambini (ormai grandicelli) assieme alla somma che il governo cipriota aveva stanziato per gli orfani di guerra. Ci armò tutti arringandoci e chiedendoci chi fosse il vero padre , sfortunatamente morto nell’invasione di Cipro, e che i bambini nemmeno avevano conosciuto o meglio  pur avendoli concepito in quella mezzora d’amore o lui che da anni se ne occupava !   La tragedia si stava consumando nella loro casa di campagna, al confine con il Monastero di Paffos dove San Crisostomo aveva scritto pagine uniche sulla nostra religione. A me tocco la parte nord della casa e quando gli feci notare che l’arma che mi aveva dato era scarica il mio amico mi disse che gli altri non lo sapevano… La cosa fini con le forze dell’ordine che avallarono il compromesso il quale lasciava a questi parenti la somma dei danari stanziati dal governo e a noi rimasero i bambini.
Spero che l’autore si sia avvalso del titolo sulle tracce del sensazionale perché mi sarebbe spiaciuto tirare in ballo San Giuseppe la settimana di Natale. Non sarebbe male chiarire durante la presentazione perché se i soliti figli della promiscuità che difendono, con in capo certi nostri preti, un ecumenismo a senso unico rispettino anche noi … Basti pensare che fra i diecimila convegni su Lutero di quest’anno i soli ad non essersi spostati di un millimetro sono stati i protestanti …
Non mi sembra il caso di aggiungere altro e spero che in futuro il nostro Assessore sappia scegliere meglio le date e gli abbinamenti. E che l’autore si accontenti della sua verve , già notevole, senza ricorrere a scoop di dubbio gusto (almeno per noi !)

venerdì 15 dicembre 2017

GIUSTIZIA E' FATTA !



Sono un discriminato a livello di razzismo bieco ! Il proprietario materiale e immateriale della poesia locale quando gli dico inseriscimi fra i poeti , mi guarda come fossi un caso clinico irrecuperabile. L’unica volta che sono entrato nel simposio lo feci come oggetto di una poesia   che l’allora poeta in esercizio volle dedicarmi azzeccando il tutto perchè essere messo alla berlina mi esalta considerando la cosa meglio di fatui e inutili allori. L’unica poesia che ho scritto la ho dedicata a mia moglie , in anni ormai lontanissimi … Ci riprovai anni dopo e faccio fatica a descrivervi la sua faccia quando le recitai la poesia che finiva più o meno con cuore e amore… So che il giorno dopo ricevetti la telefonata dal “suo” avvocato che mi proponeva un nuovo contratto matrimoniale… Ma soprattutto sfuggii alla sicura stroncatura del  Virga e cioè sarei stato il primo a ricevere una solenne bocciatura da chi salva qualsiasi poesia ovviamente tranne la mia !
Ora avendo appurato che il “fare” poesia non è cosa in noi Sanicola ho iniziato a scaricare il mio rancore criticando i vari poeti locali  e spesso esagerando per via della raggia e del rancore (o se volete invidia).
Ora , come sempre, Dio ascolta le nostre preghiere a suo tempo e comodo e in questo caso si è preso il suo tempo quasi a fine corsa e cioè mi ha trovato in coda fra i primi della mia generazione ad andare a poetare fra angeli e cherubini attorno  a quel grande poeta che fu Re David.
La cosa ha del miracoloso (appunto) perché mi ha permesso di ottenere una meravigliosa rivincita verso i vari poeti che mi avevano snobbato e offeso ostruendomi l’accesso all’alloro a cui aspirano tutti i poeti. E cosi il buon Dio (che di solito non ama chi vuole stravincere…) ha delegato un altro al posto mio.
E cosi domani chi volesse assistere a questo miracolo potrà recarsi al Castello dove , a margine del recente simposio-otto si presenterà il libro Dolce Marineo del Signor Giuseppe Viola in veste di Paladino armato in difesa dei suoi antenati !
Salgo subito sul carro di questo vincitore accaparrandomi una buona fetta di gloria e attivando nello stesso tempo l’invidia e il rancore di chi non ha mai creduto che nel mio dna ci fosse una seppur lieve traccia ( o vena)poetica…       
Credo che qualcuno abbia obbligato le Signore a posare con due sconosciuti...
Ora dovete aver pazienza e presto presenterò un mio primo libro perché in un paese di poeti e letterati voglio il mio posto ! Ora vado ad iniziare , intanto voi preparate l’alloro !  
Figuriamoci se poteva mancare la poesia del Ciro al poeta ...
Una Signora assieme ad un gruppo di ex belli in coda...

Viola in attesa che arrivino tutti gli ex sindaci...

giovedì 14 dicembre 2017

LA MADONNA DI GUADALUPE




  
Il giorno  12 dicembre si ricorda la festa della Madonna di  Guadalupe, nel giorno della sua apparizione del 1531. Non sono riuscita a visitare di nuovo la bellissima chiesetta a lei dedicata sopra Marineo. Mi sono recata in un altro santuario della Madonna – il Convento  - dedicato alla Madonna di Dayna. Mi dicevo quanto è universalmente-cattolica la nostra fede che ci fa vivere gli stessi momenti con le persone che vivono lontanissime. Quel mondo dell’America Latina, e in particolare il Messico, ce lo ha avvicinato Padre Fedele Fiasconaro, che vi ha vissuto 5 anni. Raccontava che la festa della Madonna di Guadalupe è indescrivibile, veramente popolare: nessuno rimane in casa. Nella piazza intorno alla chiesa a lei dedicata nella Città di Messico si uniscono circa 4 milioni di fedeli, quanti sono gli abitanti della Sicilia. La fede dei messicani è molto viva e sentita e hanno sete di ogni Parola di Dio e dei sacramenti ma ci sono pochi sacerdoti. Anche se ci sono numerose nuove vocazioni, ci vuole aiuto dei missionari e l’ordine dei francescani è presente già da diversi anni.
   Per me è stata una tappa diversa di questo Avvento in cui mi viene di pensare spesso alla Madonna e a tutte le tribolazioni che ha sopportato prima della nascita di Gesù. Cosa sono in confronto i nostri preparativi al Santo Natale? Certo, non è facile conservare il vero significato di questa festa nella frenesia del consumismo ma possiamo tentarci. Ci incoraggiamo a vicenda chiedendo l’aiuto della Madonna.
  La festa di santa Lucia insieme a tante usanze culinarie  mette in rilevo la Santa come la Patrona dei frati francescani insieme a santa Agata.  Ambedue sono martiri quindi ci ricordano le parole di Gesù nelle beatitudini: “Beati voi, quando vi perseguiteranno …” . Un altro richiamo alla serietà del nostro cristianesimo anche a costo dei sacrifici. Chiediamo la forza alla Madonna e alle sante di esserne capaci.
Marineo, 14.12.2017                                                                   Růžena Růžičková

martedì 12 dicembre 2017

UN SIMPOSIO ALL’INSEGNA DELLA MARINESITÀ E DELL’INTEGRAZIONE


Il simposio dei poeti marinesi ha compiuto 8 anni ed entra a vele spiegate nella fase della maturità. L’iniziativa del comune di Marineo ha costruito, edizione dopo edizione, un suo trend di crescita, radunando per l’edizione di quest’anno ben 36 poeti. Un caso più unico che raro nella nostra provincia. Anche il pubblico ha risposto con entusiasmo all’appuntamento annuale presso il Castello Beccadelli e la soddisfazione si leggeva bene negli occhi della conduttrice Chiara Lo Faso. Ma se dovessimo indicare quella che è stata la novità più rilevante del simposio, non esiteremmo a dire come la presenza dei giovani immigrati della Cooperativa Sociale “Nuovi Orizzonti” è stata il fiore all’occhiello della serata. Segno che manifesta come l’integrazione socio-culturale costituisce il terreno essenziale su cui confrontarsi nel futuro. Quando “Osman” originario del Gambia e rappresentante dei giovani ha recitato la poesia che parlava “del periglioso blu profondo del mare”, e poi finalmente il contatto con “l’approdo verde roccia che risuona di bisbigli gioiosi” veramente è stato un momento toccante per tutti. Anche “Aruna”, pure lui del Gambia ha evidenziato come la gente marinese sia molto accogliente e lo ha potuto notare di persona frequentando a Marineo l’Istituto Tecnico Industriale Don Colletto. 
Barbara Cannova ha puntualizzato come la cultura dell’accoglienza e della solidarietà diventa sempre più un momento essenziale della nostra cittadina. Veramente interessante si è rivelata la lirica “Il sorriso ed il bossolo” dedicata a Padre Pino Puglisi, che padre Giacomo Ribaudo ha letto con un pathos notevole proponendo non solo un messaggio di conversione e di speranza ma facendoci comprendere che la fede, ancora una volta , è martirio. E poi come non citare la lirica “D’ucchiuzzinichi e chini d’amuri” che Carmelo Rinaldi ha voluto dedicare alla madre.
Dagli Stati Uniti non sono mancate le liriche di Franca Peri sulla “vecchiaia” e quella di Antonina Li Castri “Chianceru pi li so libra”, che hanno il pregio, sul filo della memoria, di rinsaldare sempre più il ponte che ci lega a loro.
Ma anche da Milano non sono mancate le liriche del Preside Mario Lo Proto “Ecco qui” e “La sostanza di lu Picu” di Ezio Spataro sul valore della civiltà contadina.

Quest’anno, nel simposio abbiamo avuto anche la rivelazione di un nuovo poeta marinese, il 75enne Giuseppe Viola, che ha pubblicato il volume “Dolce Marineo” per l’edizione La Zisa di Palermo, e che sarà presentato sabato prossimo alle 18,00 al Castello di Marineo.
Il simposio si è rivelato come la gioia di stare insieme di tanti poeti, accomunati dalla radice della marinesità, e con l’animazione speciale di Chiara Lo Faso, Max Potano, Francesca Di Marco, Fabrizio Lo Proto e Carmelo Morabello.
Abbastanza originale l’intervento della poetessa Rosalba Pantano che, avendo frequentato la prima e seconda elementare a Marineo negli anni 70, è venuta appositamente da Montalbano Elicona (ME), per dedicare una sua lirica a Marineo (coincidenza:una ventina di anni fa il Teatro dei Pupi di Marineo fu ospite nel castello di Federico II a Montalbano Elicona n.d.r.).
La serata si è conclusa con attimi di commozione quando è stata letta la lirica di Salvatore Bivona, “L’amicu di sempri” dedicata al pittore Mimmo Vitale, purtroppo scomparso da alcuni anni, e certamente le lacrime della moglie Anna e della figlia Sofia intervenute alla manifestazione, sono state abbastanza significative.
In questo momento non possiamo non esprimere il nostro sentimento di gratitudine a tutti i poeti che con la loro partecipazione hanno permesso, non solo la realizzazione dell’iniziativa, ma hanno posto in evidenza l’importanza della poesia nella vita di tutti i giorni.