giovedì 19 aprile 2018

VOLETE VEDERE CHE NESSUNO PARLA DI PROGRAMMI CONCRETI ?


SE LO DICONO LORO ....



L’Incendiario, ovvero il profeta...
Nell'avvertire l'aria sempre più litigiosa e velenosa che circola a Marineo, due mesi prima delle elezioni comunali, mi vado convincendo sempre di più che non c’è nulla di meno comunitario di una comunità. (fv)


Roma Roma ! Il  messaggio qui sotto sembra scritto almeno cinque anni fa ! Invece è stato scritto appena qualche giorno fa. L’andata e ritorno da Roma non ha migliorato né lui ne la comunità … Gli amici della sinistra si dissocino da certi trinariciuti…  
Se la Signora Costa non lo modera torniamo agli ubriaconi e ai vastasi. Iniziamo a parlare di cose concrete per favore…  

 

Questa Amministrazione uscente doveva “accettare e dichiarare” subito il dissesto al suo insediamento, ora se ciò avvenisse è trcoppo tardi. Per fortuna esistono le carte dove qualsiasi giudice può indagare… Ci sfugge la logica di una Amministrazione “fallimentare” pur non avendo un euro da scialacquare, non avendo una maggioranza per poter operare, dentro una crisi a livello della fine seconda guerra mondiale.  Se la lezione arriva da certe figure Marineo non ha speranza ! E' vero ci vorrebbe un uomo forte ! Come Mussolini, come Stalin , Come Castro, come Hitler, come ...


mercoledì 18 aprile 2018

A CASA DI DIO



Dopo le parole conclusive di Giuseppe Ingui con le quali si è dichiarato privilegiato nel poter toccare i mosaici di tale valore cristiano, dichiarando che quando  finiva il suo lavoro era come concludere una preghiera, prese la parola la dott. Carla Benelli descrivendoci in modo molto interessante i loro lavori sulla tomba di Giovan Battista nell’antica Samaria oggi in arabo Sebaste. Dal conosciutissimo racconto biblico sulla morte del profeta (anche per i mussulmani) sappiamo che è stato decapitato per il desiderio di Salomé ma non sapevamo che il suo corpo  è stato messo in salvo dai discepoli di Gesù. I suoi resti nella tomba hanno subito varie peripezie, incendi  e distruzioni e oggi si conservano solo alcune ossa di Giovan Battista a Gerusalemme. Ma la tomba è l’oggetto di ricerche archeologiche non solo cristiane ma anche mussulmane. Come ha spiegato il relatore successivo prof. Osama Hamdan, la cui cura dei beni culturali unisce le varie religioni presenti nel luogo. Con molta naturalezza ha accennato alla difficile convivenza fra i Palestinesi  e Israele che si manifesta proprio in questo sito archeologico.  Mentre tutto il sito archeologico si trova sul territorio palestinese solo la tomba di Giovan Battista appartiene a Israele. Ha spiegato con molta passione l’impegno di coinvolgere in ogni progetto i giovani, trasformandolo in scuola di formazione, per creare maggior numero di specialisti locali. Inoltre prestano molta attenzione ai bambini, portando le scolaresche a visitare il sito archeologico e creando le guide scritte e disegnate per loro.
Il secondo sito archeologico descritto era la tomba di Lazzaro in Betania, oggi Lazaria. La tomba si trova in una moschea ma la perfetta collaborazione fra i mussulmani e i cristiani, i francescani precisamente, è possibile visitarla per tutti. Un buon esempio come la cultura unisce le religioni.
In questo territorio esiste anche una collaborazione con le donne locali che producono l’olio simile a quello che ha usato Maria, la sorella di Lazzaro, per lavare i piedi di Gesù. Diventato poi uno dei prodotti dell’artigianato locale.
L’ultimo argomento presentato è stato il Santo Sepolcro sul quale Costantino ha fatto costruire una chiesa bizantina che è stata distrutta nel 1600 e ricostruita parzialmente dai crociati. Nell’attuale chiesa si trovano dei mosaici che sono stati parzialmente coperti dall’intonaco e che con il lavoro di restauro mostrano oggi i mosaici del Calvario parzialmente antichi e parzialmente moderni. E’ curioso che alcuni motivi di questi mosaici  li ritroviamo anche sui mosaici di Ravenna, il che dimostra che li ha fatti la stessa manovalanza bizantina.
Le ricerche archeologiche comuni ricordano la convivenza pacifica di tutte le religioni di una volta e dimostrano che la cultura vince contro le guerre di religione oltre a farci ammirare le opere di rara bellezza.
Růžena Růžičková


Il maestro Giuseppe Ingui ( e il suo socio Osama Hamdan ) sanno  come prendere per il cuore il  pubblico. Intanto fu quasi impossibile entrare nella sala delle conferenze nel prestigioso Palazzo Aiutamicristo. Chi era con me si è saputo intrufolare sino a raggiungere posti dignitosi. Bellissimo il gesto della dottoressa Bellanca che alzatasi ha raggiunto il nostro Assessore Spataro procurandogli un posto di rispetto. Io nella sfortuna ero avvantaggiato che buona parte della conferenza l’avevo goduta quando l’Ingui ci incantò in parrocchia a Marineo un pomeriggio magico. Noi siamo giunti a Palermo con un pulmino di soli marinesi e pur arrivando alle 17.05 non siamo riusciti a raggiungere la sala. Questo tipo di esperienza non è traducibile. Arrivare a sentire le stesse emozioni di chi centinaia di anni fa (quasi due millenni) applicò i mosaici  e poi a distanza di qualche altro millennio li restaura ti restaura il cuore. Magia dei luoghi ? No anche magia irripetibile della nostra storia di cristiani.
Io credo che l’unico paragone possibile sia quella dei veggenti.

SBALORDITIVO


domenica 15 aprile 2018

IL COMUNE INFORMA

COMUNE DI MARINEO
Provincia di Palermo
COMUNICATO STAMPA
Anche quest’anno, come già avvenuto per i precedenti , il Comune di Marineo è stato premiato come Comune virtuoso per la raccolta differenziata raggiungendo quota 57,7%. La premiazione avvenuta a Catania il 12 aprile u.s. nell’ambito del 10^ Salone internazionale ProgettoComfort, ha visto nuovamente il nostro Comune tra i protagonisti. Il Vice Sindaco, Antonino Greco, ha ritirato il premio conferito dal presidente della Regione Nello Musumeci ha dichiarato “…questo premio rende merito all’intera comunità marinese e a tutti quei cittadini e funzionari che fanno sempre di più per una raccolta differenziata di qualità”. Infatti il nostro Comune è passato da avere rimborsi dalle varie piattaforme di riciclo dai circa 12.000 euro nel 2011 ai 30.000 euro e oltre nel 2017. Purtroppo un sistema di raccolta differenziata in mano a gestori di discariche private che impongono le proprie tariffe esose, non permette di visualizzare concretamente i risparmi, basti pensare che a seguito delle diverse Ordinanze Regionali conferiamo obbligatoriamente nelle discariche indicate in quest’ultime con gli importi da queste praticate.
Per fare un esempio, siamo passati dal pagare l’indifferenziata da circa 100 € a tonnellata a circa 170 € a tonnellata. Incremento questo che vanifica i risparmi portati avanti dal nostro Comune con la raccolta differenziata
Il vice Sindaco durante la premiazione, ha chiesto con forza di limitare questi aumenti in considerazione del fatto che si opera a seguito di Ordinanze Regionali. Infine, il Presidente Musumeci, ha dichiarato che allo studio vi è già l’intenzione di portare avanti tale ipotesi nonché di prevedere una premialità economica per tutti i Comuni virtuosi. Tutto questo, però, avverrà successivamente alla presentazione del Piano Regionale dei Rifiuti previsto per dicembre, che mira a chiudere il ciclo della differenziazione, raccolta e smaltimento ognuno nella propria Provincia con notevole risparmio per le spese di trasporto e conferimento
Marineo, 13/04/2018 L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE




Se pesniamo alla inutile via Crucis che è costata ingenti spese alla nostra comunità la differenziata di oggi ci deve far riflettere che non servono super eroi , ma funzionasti capaci e seri. Ora vista la situazione delle discariche salta agli occhi che “intanto” si può lavorare sulla riduzione della differenziata sensibilizzando maggiormente i cittadini. Dobbiamo evitare che “tutto” finisca nella differenziata. Questo è compito dei nostri funzionari ,sensibilizzati dai nostri amministratori con precisi obiettivi e suggerimenti. Iniziamo con il ristampare i vecchi manuali-inviti aiutando i cittadini a non dimenticare le “differenze”.
Intanto incassiamo questo riconoscimento che ,checché se ne dica, è bipartisan, avendovi contribuito diverse amministrazioni.

mercoledì 11 aprile 2018

BELICE FERITO



Ci sono vari segnali che accompagnano questa mostra. Il primo è che anche la natura vuole partecipare mandando un segnale (vedi le scosse di ieri). Andando avanti ci pare giusto segnalare che visto il clima che alcuni vorrebbero introdurre in questi giorni dobbiamo fare attenzione a discernere cultura da politica. Chi di dovere faccia attenzione a non farsi inquinare usando la cultura (come avviene con la poesia) confondendola con la politica usandola come sirena per intrappolare e manipolare  le loro verità. Quindi ben vengano queste mostre ma senza processi…  Questo evento ci porta a due ricordi personali. Quando da ragazzo bazzicavo L’Ora di Palermo l’unico che sapevamo a prima vista chi fosse era di Mauro De Mauro prima per le sue inchieste sulla Mafia e poi per la sua scomparsa. Di tutti gli altri che sarebbero diventati famosi e che oggi sono prime ballerine a livello nazionale io “frequentai” il solo Roberto Ciuni… e Armando Vaccarella.  Il mio capo era Marcello Cimino che mi insegnava i limiti del linguaggio .
Anni dopo tramite una attiva ragazza del luogo riuscii a portare il mio Teatro dei Pupi dentro lo spazio futurista  ricostruito dove l’obiettivo era fare accettare una nuova architettura in sostituzione della precedente ormai distrutta. Erano gli anni dello abbasso “Ciuri Ciuri” e viva “Bella Ciao”.
Chissà se ho conservato qualche foto … Seppi molto dopo che la gente “abbandonava il paese” perché quello ricostruito o in corso di ricostruzione non era più “ il loro paese”… Molti di questa diaspora forzata finirono a Marineo e ne è testinone l'incredibile andazzo edilizio del tempo...
Ora andiamo ad ascoltare chi ci parla con documenti alla mano per recuperare una memoria tragica dove come al solito si fanno processi  ben sapendo che siamo sempre di più un popolo “imputabile” genericamente.
Siamo nel 1968...




Il comunicato stampa dell’Assessore alla Cultiura
Dal 14 al 30  aprile 2018 sarà possibile visitare presso il salone delle conferenze del Castello Beccadelli di Marineo la mostra fotografica “68 Belice ferito” di Nino Giaramidaro, giornalista che fu inviato insieme a Mauro De Mauro dal giornale “L’ORA” in quei luoghi distrutti dal sisma e poi abbandonati dalla quasi totalità degli abitanti.
Si tratta di quarantacinque  scatti, stampe in bianco e nero di vari formati che vogliono non solo rendere omaggio alle vittime del sisma, ma cercano di dare dignità e verità storica ad un evento  calamitoso lontano nel tempo, ancora impresso  nella memoria di chi vi fu coinvolto.
 L’autore ci racconta in una sorta di cortometraggio fotografico, guidato dalla lucidità di un certo tipo di giornalismo d’inchiesta, la drammatica cronaca delle prime ore e dei giorni successivi al violento sisma che cinquant’anni fa, nella notte del 15 gennaio, colpì una vasta zona della Sicilia Occidentale, la valle del Belice, compresa tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo. Il prezzo della tragedia fu altissimo: 352 morti, 576 feriti e quasi 100mila senza tetto.
La valle del Belice, zona depressa e a vocazione esclusivamente agricola, fu rasa al suolo, le ripetute scosse si accanirono “sulla povertà e su popolazioni che vivono della terra” scrive Giaramidaro stesso in una breve introduzione. Il visitatore non potrà fare a meno nel breve percorso fotografico di rivivere lo strazio di quei giorni. Macerie, paesi completamente cancellati, tendopoli allestite all’addiaccio, vagoni carichi di sfollati, distribuzione dei primi viveri, volti di uomini, donne e bambini di una civiltà contadina che purtroppo non esiste più.
Una popolazione composta e dignitosa che nella disperazione stringe a sé i pochi effetti personali messi in salvo ed è come se già da quelle prime immagini percepissimo che non solo hanno perso la loro casa e le persone care, ma anche le radici.
La mostra è organizzata dal Comune di Marineo, dalla Pro Loco, dall’Ist. Comprensivo Marineo-Bolognetta, con l’allestimento di Salvatore Pulizzotto.