venerdì 29 luglio 2011

MARTA, MARTA...

Marta , Marta…
Se non c’eri tu Lazzaro non resuscitava

«Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».  Una frase simile che ti aspetti da un apostolo o da un “dotto” non penseresti  mai che sia stata detta da una casalinga. Ed il Cristo per ricompensarla gli fa subito resuscitare il fratello , quel Lazzaro amico e ospite con la sorella Maria a Betania in Giudea. Giustamente la Marta si lamenta con l’ospite perché è sempre trattata da casalinga ignorante, mentre la sorella ci sembra una di quelle sciatte intellettuali, scarse di corpo, sapientona con la sigaretta sempre in bocca, che a memoria di uomo non ha mai fatto un niente nella vita.E’ come certe paoline che non si capisce mai per chi lavorano. Gesù prima la rimprovera la Marta , poi come al solito avendo esaltato la sfaticata Maria la recupera. La Chiesa per anni ha preferito la Maria svalutando la Marta. Poi si è resa conto che “la casa” non va avanti senza la casalinga. Tanto è vero che è più presente Marta nei vangeli . Ci piace questa casalinga affatto ignorante e secondo noi manca qualcosa, una frase forse, una risposta a Gesù dopo che si è espresso a favore di Maria: Gesù non per contraddirti ma se vuoi mangiare stasera sarà bene che Maria venga in cucina e ci faccia vedere cosa sa fare con la sua sapienza…Oggi le Marie sono un esercito quasi tutte zitelle astiose saccenti ed infelici mentre le Marte sono quelle che tirano la carretta. La Chiesa se ne è accorta e sta modificando il giudizio.

Santa Marta di Betania
sec. I

Marta è la sorella di Maria e di Lazzaro di Betania. Nella loro casa ospitale Gesù amava sostare durante la predicazione in Giudea. In occasione di una di queste visite conosciamo Marta. Il Vangelo ce la presenta come la donna di casa, sollecita e indaffarata per accogliere degnamente il gradito ospite, mentre la sorella Maria preferisce starsene quieta in ascolto delle parole del Maestro. L'avvilita e incompresa professione di massaia è riscattata da questa santa fattiva di nome Marta, che vuol dire semplicemente «signora». Marta ricompare nel Vangelo nel drammatico episodio della risurrezione di Lazzaro, dove implicitamente domanda il miracolo con una semplice e stupenda professione di fede nella onnipotenza del Salvatore, nella risurrezione dei morti e nella divinità di Cristo, e durante un banchetto al quale partecipa lo stesso Lazzaro, da poco risuscitato, e anche questa volta ci si presenta in veste di donna tuttofare. I primi a dedicare una celebrazione liturgica a S. Marta furono i francescani, nel 1262. (Avvenire)
Patronato: Casalinghe, Domestiche, Albergatori, Osti, Cuochi, Cognate
Etimologia: Marta = palma, dall'aramaico o variante di Maria
Emblema: Chiavi, Mestolo, Scopa, Drago
Martirologio Romano: Memoria di santa Marta, che a Betania vicino a Gerusalemme accolse nella sua casa il Signore Gesù e, alla morte del fratello, professò: «Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

L'UOMO CHE AMAVA I CAVALLI

Trovata la tomba di colui che ama i cavalli
FILIPPO
Si Sapeva dove doveva trovarsi ma non la si trovava. La cercavano nella cosiddetta “collina dei morti” ed invece era nel martyrion della chiesetta (recentemente venuta alla luce)che si trova a 50 metri di distanza,dove lo cercavano, nel luogo stesso dove subì il martirio sotto Domiziano crocifisso a testa in giù là nella romana Frigia. Quel poco che sappiamo di lui fanno un apostolo di primo piano . Decideva con Pietro, frequentava Giacomo l’immaginario fratello di Gesù , oggetto di una recente polemica scaturita dal termine “fratello”. Sicuramente gli insegnamenti del Battista ne hanno accentuato il carattere e lo si nota dalle domande che pone a Gesù. Scettico come Tommaso.E’ una scoperta che premia il D’Andria l’archeologo italiano che da anni lavora sul sito di Hierapolis (Pamukkale- Turchia). Siamo ancora nell’ambiente e atmosfera “della Bibbia aveva ragione”.
San Filippo Apostolo
Palestina, I secolo d.C.
Filippo, nato a Betsaida, fu tra i primi ad essere chiamato da Gesù. Spesso confuso con il diacono Filippo, al di là delle notizie forniteci dal quarto Vangelo, la tradizione e su di lui non è sempre concorde. Sicuramente evangelizzò, sotto Domiziano, la Frigia, dove sembra sia morto crocifisso a testa in giù.
Etimologia: Filippo = che ama i cavalli, dal greco
Emblema: Croce, Pani e pesci
Martirologio Romano: Festa dei santi Filippo e Giacomo, Apostoli. Filippo, nato a Betsaida come Pietro e Andrea e divenuto discepolo di Giovanni Battista, fu chiamato dal Signore perché lo seguisse; Giacomo, figlio di Alfeo, detto il Giusto, ritenuto dai Latini fratello del Signore, resse per primo la Chiesa di Gerusalemme e, durante la controversia sulla circoncisione, aderì alla proposta di Pietro di non imporre quell’antico giogo ai discepoli convertiti dal paganesimo, coronando, infine, il suo apostolato con il martirio. Due apostoli festeggiati insieme: Filippo e Giacomo. Due galilei che hanno trovato "colui del quale hanno scritto Mosè e i Profeti". E’ con queste parole che Filippo conduce a Gesù l’accigliato Natanaele (Bartolomeo) così diffidente verso quelli di Nazaret. Filippo è appena citato nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca. Giovanni lo presenta per la prima volta mentre fa il conto di quanto costerebbe sfamare la turba che è al seguito di Gesù (6,57). E, più tardi, quando accompagna Gesù, dopo l’ingresso in Gerusalemme, alcuni “Greci” venuti per la Pasqua: quasi certamente “proseliti” dell’ebraismo, di origine pagana (12,21 ss.). Nell’ultima cena, Filippo è uno di quelli che rivolgono domande ansiose a Gesù. Gli dice: "Signore, mostraci il Padre e ci basta", attirandosi dapprima un rilievo malinconico: "Da tanto tempo sono con voi, e tu non mi hai ancora conosciuto, Filippo?". E poi arriva, a lui e a tutti, il pieno chiarimento: "Chi ha visto me, ha visto il Padre".
Dopo l’Ascensione di Gesù, troviamo Filippo con gli altri apostoli e i primi fedeli, allorché viene nominato Mattia al posto del traditore Giuda (Atti degli apostoli, cap. 1). Poi non si sa più nulla di lui.

giovedì 28 luglio 2011

UNA GITA A RAVENNA

Sant' Apollinare di Ravenna
Vescovo e martire
circa II-III secolo
Sant'Apollinare, originario di Antiochia, per primo rivestì la carica episcopale nella città imperiale di Ravenna, forse incaricato dallo stesso apostolo San Pietro, di cui si dice fosse stato discepolo. Si dedicò all'opera di evangelizzazione dell'Emilia-Romagna, per morire infine martire, come vuole la tradizione. Le basiliche di Sant'Apollinare in Classe e Sant'Apollinare Nuovo sono luoghi privilegiati nel tramandarne la memoria. Il suo culto tuttavia si diffuse rapidamente anche oltre i confini cittadini. I pontefici Simmaco (498-514) ed Onorio I (625-638) ne favorirono la diffusione anche a Roma, mentre il re franco Clodoveo gli dedicò una chiesa presso Digione. In Germania probabilmente si diffuse ad opera dei monasteri benedettini, camaldolesi e avellani. Una chiesa era a lui dedicata anche a Bologna nell'area del Palazzo del Podestà, ma siccome fu demolita nel 1250 il cardinale Lambertini gli dedicò un altare nell'attuale Cattedrale cittadina. Sant'Apollinare è considerato patrono della città di cui per primo fu pastore, nonché dell'intera regione Emilia-Romagna.
Patronato: Ravenna, Emilia-Romagna
Etimologia: Apollinare = sacro ad Apollo, dal latino
Emblema: Bastone pastorale, Palma, Pallio
Martirologio Romano: Sant’Apollinare, vescovo, che, facendo conoscere tra le genti le insondabili ricchezze di Cristo, precedette come un buon pastore il suo gregge, onorando la Chiesa di Classe presso Ravenna in Romagna con il suo glorioso martirio. Il 23 luglio migrò al banchetto eterno.
(23 luglio: A Classe presso Ravenna in Romagna, commemorazione di sant’Apollinare, vescovo, la cui memoria si celebra il 20 luglio).
Accanto alla basilica di Sant’Apollinare in Ravenna è collocato il mausoleo di Galla Placidia.Una bomboniera rivestita di mosaici policromi. Una meraviglia . Non si può entrare come si entra in un supermercato. Bisogna tenere gli occhi rivolti verso il basso per molti muniti per dar agio alle pupille di regolare il diaframma dell’obiettivo. Quindi regolato ciò si alzano gli occhi dando le spalle all’ingresso iniziando ad ammirare il cielo stellato di un blu indescrivibile. Poi si spazia da san Lorenzo alle colombe e cosi via. Infine rimani abbagliato da una libreria che certamente vuol farci intendere che questa Galla Placidia era dotta e sapente.E’ difficile uscire da questo luogo incantato. Nella basilica i gusti sono diversi. Rimaneggiamenti nel tempo , stili diversi, labirinti che ti distraggono, sinopie incompiute.Nell’abside un infinità di messaggi simbolici non tutti facilmente decifrabili. Ma uno è una altra meraviglia biblica. Le due offerte a Dio. Quella di Abele e quella del più grande dei sacerdoti di tutti i tempi: Melchidesec. Il pio, il devoto, l’umile.
Potete girare per ore fra sarcofaghi e visitare il museo ma visto quanto detto sopra avete visto il massimo.

lunedì 18 luglio 2011

PIRRO E LE SUE VITTORIE

Il commissario ad acta dott. Angelo Sajeva, nominato con D.A. n. 354, con propria delibera n. 1 del 13 luglio 2011 ha approvato il rendiconto di gestione esercizio finanziario 2010 del comune di Marineo. Bilancio che il consiglio comunale nella seduta del 28 giugno con delibera n. 50 non aveva ritenuto di approvato. Il commissario, tra l’altro, dall’esame dei verbali relativi alla delibera n. 50 non riscontrava motivazioni di carattere tecnico – contabile che giustificassero la mancata approvazione del rendiconto da parte del consiglio comunale.
Sin qui Marineoweb.
Quindi i funzionari della nostra Amministrazione avevano lavorato bene se il Dottor Sajeva “non riscontrava motivazioni di carattere tecnico-contabile che giustificassero la mancata approvazione.
Bene ci pare. Allora perché qualcuno non viene a spiegarci a cosa serve il Consiglio comunale ? Dialettica politica ? Sulla pelle dei cittadini ? Rancori ? Giochi di potere ?
Il Presidente del Consiglio ci sembra collezioni quelle che erano le preferite di Pirro: le vittorie.

mercoledì 13 luglio 2011

FEDERICO II E-A MARINEO PARTE SECONDA ED ULTIMA


LA MAGNA CURIA, SCOPPIA L’AMORE, TERRIBILE EPILOGO
A corte
 
Cerimoniere
MAESTà SONO TORNATI  NICCOLO' E MATTEO POLO VENEZIANI. SONO GIUNTI OLTRE L'ORIENTE IN CINA, PORTANO NOTIZIE DI UN CERTO TAMUCIN CHE  DOPO AVER DISTRUTTO PECHINO HA DISTRUTTO SAMARCANDA E OGGI SI FA CHIAMARE GENGIS KAN.. ! HANNO PORTATO TECNOLOGIE A NOI SCONOSCIUTE , LA CARTA , LA PASTA .......LA POLVERE DA SPARO. MAESTA' ABBIAMO APERTO L'UNIVERTITA' DI NAPOLI. SARA' LA PRIMA UNIVERSITA' DI STATO...DA UN NOSTRO STUDIO PENSIAMO CHE SE OGGI IN ITALIA CI SONO CIRCA OTTOMILIONI E MEZZO DI ABITANTI AVREMO ALMENO 50 ALUNNI PER ANNO E’ UNA CIFRA RECORD. MAESTA' A MOSCA HANNO INIZIATO LA COSTRUZIONE DEL CREMLINO E A ROMA LA BASILICA  DI SAN LORENZO FUORI LE MURA, IN FRANCIA STANNO COSTRUENDO LA  CATTEDRALE DI REIMS, E  A PADOVA SI E INIZIATA LA COSTRUZIONE DELLA BASILICA DI SANT ANTONIO A CUI LAVORANO I TUOI ARCHITETTI ARABO-NORMANNI. AD ASSISI CHIARA  FONDA L'ORDINE DELLE CLARISSE, A LONDRA A CAUSA DEI CONTINUI INCENDI E' OBLIGATORIO L'USO DELLE TEGOLE AL POSTO DEI TETTI DI PAGLIA E LEGNO. MA TUTTO QUESTO E' NIENTE IN CONFRONTO A QUELLO CHE AVVIENE SOTTO IL TUO REGNO. BEN TREDICI CASTELLI IN AVANZATO STATO DI COSTRUZIONE. PRESTO POTRAI ANDARE A CACCIA DA MARINEO A CASTEL DEL MONTE A MENFI A  BARLETTA.  L'ASTRONOMIA RIPRENDE  VIGORE CON L'ARRIVO DI  SCOTO, STIAMO TRADUCENDO ARISTOTELE DALL'ARABO, ABBIAMO PROGETTI PER ALTRE SEI UNIVERSITA' MENTRE LE NOSTRE NAVI GODONO APPRODI SICURI IN OGNI PORTO.....NE PERICLE NE AUGUSTO HANNO FATTO TANTO…

Scoppia l’amore
DA FEDERICO II A JASMIN SIN ABBAD DELLA CASA DI IBN ABBAD EMIRO DEGLI EMIRI. COME MI AVEVI CHIESTO TI HO MANDATO 300 DEI MIEI MIGLIORI CAVALIERI. LI HO MANDATI DI NOTTE AFFINCHE' TU LI FACESSI ENTRARE IN JATO ED ENTELLA E DOPO AVER SOPRAFFATTO I TUOI CAPITANI TU POTESSI ARRENDERTI E PORRE FINE COSI A QUESTA LUNGA GUERRA. TU INVERO LI HAI ATTESI E FATTI ENTRARE E QUANDO LA MATTINA IL MIO CORTEO IMPERIALE SI E' PRESENTATO DAVANTI LE MURA DI JATO PER PRENDERNE POSSESSO ABBIAMO VISTO LE TESTE DEI MIEI 300 CAVALIERI PENZOLARE DALLE MURA DELLA CITTA' E  NON LE INSEGNE IMPERIALI MA BENSI  QUELLE CON LA MEZZALUNA . CHE DONNA MERAVIGLIOSA DEVI ESSERE ! COME DESIDEREI AVERE UN FIGLIO DA TE, UN FIGLIO CHE POSSEGGA LE TUE E LE MIE VIRTU' !QUESTA GUERRA MI PORTA VIA DA IMPEGNI PIU' GRANDI ! ECCO ORA IO LASCERO' AI MIEI GENERALI IL COMPITO DI CONTINUARLA ! IL TEMPO SARA' IL NOSTRO ALLEATO E UN GIORNO ENTELLA COSI' COME IATO PLATANI  E MARINEO CADRANNO. MA SPERO CHE ACCETTERAI DI INCONTRARMI E DIMENTICHI DELLA GUERRA DEDICARCI ALL'AMORE. ECCO ALLONTANA I TUOI SOLDATI ED IO ALLONTANERO' I MIEI. POI TI RAGGIUNGERO' AI BAGNI DI CEFALA' E LI' TI CANTERO' LE MIE PIU' BELLE CANZONI........

Tutto dunque è perduto ?
A FEDERICO II DELLA CASA DI ALTAVILLA, AMIR E SIGNORE DI SICILIA ECCO ORA ASCOLTAMI ....IO TI HO FATTO MOLTI PIU' DANNI DI QUANTI TU NE HAI FATTO A ME. TU CHE HAI UN REGNO CHE ANCHE MARCIANDO PER GIORNI E GIORNI NON SI RAGIUNGEREBBE LA FINE, MENTRE A ME E' RIMASTA SOLO LA TERRA DA ENTELLA A JATO SINO A MARINEO ,TERRA CHE E' SEMPRE STATA DEI MIEI PADRI. ANNI ED ANNI DI GUERRA NON HANNO  PIEGATO IL NOSTRO VALORE E FINCHE' MIO PADRE ED IO SIAMO VISSUTI TU NON SEI MAI RIUSCITO A METTERE PIEDE IN ENTELLA. CIò NON DI MENO COSA SONO IO DA POTER  VINCERE UN RE SI POTENTE. ECCO AFFRETTATI FEDERICO E PORTATI A MARINEO. LA TROVERAI GLI ULTIMI MUSULMANI DI SICILIA.
ESSI PORTERANNO IL MIO CORPO FIN SU LA ROCCA DA DOVE SI VEDE IL MARE E LA MIA PALERMO. LA ESSI MI DEPORRANNO. POI UNO PER UNO MI PASSERANNO  DAVANTI E SARANNO DISPENSATI DAL GIURAMENTO DI FEDELTA'  PRESTATO AI MIEI AVI. POI PASSERANNO UNO PER UNO DAVANTI A TE PER PRESTARE UN NUOVO GIURAMENTO. COLORO CHE NON PRESTERANNO GIURAMENTO TORNERANNO AD ENTELLA E CHE ALLAH CANTI ANCORA PER LORO LA GUERRA SANTA ! TU FEDERICO ACCETTERAI IL LORO GIURAMENTO E COME HAI PROMESSO LI PORTERAI A LUCERA E LI EDIFICHERAI UNO STATO PER LORO E TI SARANNO FEDELISSIMI. SARANNO LA TUA SICUREZZA COME MURO DI ROCCIA IMPENETRABILE. JASMIN SIN ABBAD SIGNORA DI ENTELLA JATO PLATANI E MARINEO.
Jasmin aveva preso il veleno.


Durante le sere di estate , quando la luna è a tre quarti, a forma di mezzaluna, se andate alla montagnola e allungate lo sguardo seguendo l’orgoglioso Eleuterio che da quel giorno smise di scorrere, oltre i mulini di Risalaimi, dopo aver passato Misilmeri,  Portella di Mare, Acqua dei Corsari è facile sentire Colapesce cantare “…maestà sugnu cà, …maestà sugnu cà…” 

LA MAGNA CURIA

martedì 12 luglio 2011

FEDERICO II E/A MARINEO

L’ultima resistenza dei musulmani di Sicilia fu portata a Federico da una ragazza figlia del famigerato Ibn Abbad detto Mirabetto il terribile, emiro degli emiri. Ce lo dice un documento trovato nel 1950 . Eccovi , seppur romanzato, il racconto .

Dopo la battaglia di Palermo davanti a Federico II vincitore 
Cerimoniere
INCHINATI POPOLO DI PALERMO .OGGI SEI STATO VISITATO DALLA GIUSTIZIA! FEDERICO, RUGGERO COSTANTINO, DI ENRICO HOENSTAUFEN DI SVEVIA E DI COSTANZA ALTAVILLA. FIGLIO PREDILETTO DI PAPA INNOCENZO III, PUER  APULIE …..STUPOR MUNDI, AMIR, PAPENKAISER IMPERATORE…ECCO FEDERICO ABBIAMO  CATTURATO IBN ABBAD DETTO TAIR IL RIBELLE. IL FAMIGERATO MIRABETTO. CON LUI ABBIAMO PRESO I SUOI FIGLI E DUE SUOI ALLEATI. UGO FER DI MARSIGLIA, RINNEGATO, MERCANTE DI BAMBINI E GIUGLIELMO PORCO GENOVESE ,ARMATORE SENZA SCRUPOLI. SONO LORO CHE  HANNO   VENDUTO COME SCHIAVI  I BAMBINI IMBARCATI A GENOVA SULLE LORO NAVI. LA BATTAGLIA E' VINTA MA MOLTI MUSULMANI , FORSE TROPPI, SONO RIUSCITI A FUGGIRE SUI MONTI.

Federico  
RICORDO ANCORA QUEL FIUME DI VESTI BIANCHE CHE SCENDEVANO SOPRA I BARCONI DEL RENO CANTANDO INNI AL SIGNORE. FANCIULLI E FANCIULLE CHE PER CASO INCROCIAI ANDANDO AD AQUISGRANA PER LA BEATIFICAZIONE DI CARLO MAGNO .IO LI VIDI PER I CAMPI DI ALSAZIA E LI GUARDAI NEGLI OCCHI E SENTII IL DESIDERIO DI IMBARCARMI CON LORO  PER ANDARE IN TERRA SANTA A LIBERARE IL SEPOLCRO DI CRISTO !
GRIDANDO
IO LA VADI LA CROCIATA DEI FANCIULLI! VESTITI DI BIANCO, SENZ'ARMI! CANTAVANO..... CANTAVANO..... CANTAVANO......TI VENIVANO DIETRO, UGO FER, FIDUCIOSI CHE LI AVRESTI PORTATI SINO A GERUSALEMME! QUANTI SOGNI E SPERANZE SALIRONO SULLE TUE NAVI GIGLIELMO PORCO ? POI HO PIANTO INCREDULO PENSANDO A QUEI VOLTI INNOCENTI CHE NESSUNO RIUSCI A TRATTENERE E CHE VOI AVETE VENDUTO AL MERCATO DI TUNISI E DI CAIRO A EMIRI E SULTANI.  HO PIANTO SENTENDO LE LORO GRIDA DI ANGOSCIA....

Jasmin figlia di Ibn Abbad catturata assieme al padre  
SE TU AMMINISTRI GIUSTIZIA, SE TU FAI LEGGI CHE GOVERNANO GLI UOMINI,SE TU SAI COSA E' ONORE E RICONOSCENZA RISPARMIA QUEST'UOMO. EGLI E' IBN ABBAD EMIRO DEGLI EMIRI. TU SAI QUANTO FU POTENTE  LA CASA DEGLI ABBAD .SUO NONNO E SUO PADRE DIFESERO QUESTA TERRA. SE TU SEGUI, PER GIORNI E GIORNI, LA SPIAGGIA DEL MARE, E QUANDO INFINE RITROVERAI GLI STESSI TUOI PASSI  LI' DA DOVE ERI PARTITO, ECCO TUTTA LA TERRA CHE STA DENTRO QUESTO CERCHIO FU NOSTRA DAI TEMPI DELLA GRANDE CONQUISTA. ALLAH ,SIA BENEDETTO IL SUO NOME, CI  HA ASSEGNATO QUESTA TERRA E NOI CON LA SPADA  L'ABBIAMO FATTA NOSTRA ! QUI SONO NATI I NOSTRI PADRI ! TU NON PUOI CHIAMARCI RIBELLI  PERCHE' NOI ABBIAMO SERVITO TUA MADRE, SUO PADRE I TUOI NONNI ! DA LORO SIAMO STATI ONORATI. CON RUGGERO E GUGLIELMO ALTAVILA ABBIAMO PARLATO LA NOSTRA LINGUA : L'ARABO, COSI' COME OGGI FACCIAMO CON TE !  CON LORO ABBIAMO CACCIATO FRA PARCO E MARINEO MA SE QUESTO NON BASTASSE PAGA IL PREZZO DELLA VITA......                       
IO SONO JASMIN SIN ABBAD...IO TI SALVAI ANCORA RAGAZZO....RAMMENTI FEDERICO? ORA RENDIMI LA VITA DI MIO PADRE....
CHE MIO PADRE POSSA CON I SUOI BENI E I SUOI FIGLI TORNARE A TUNISI DA DOVE PARTIRONO I NOSTRI AVI. IO RIMARRò QUI FRA I MIEI MONTI A GARANZIA DI QUESTO PATTO. E QUANDO MIO PADRE SARA' GIUNTO A TUNISI ANCH'IO PARTIRO' PORTANDO CON ME LA CASA DEGLI ABBAD DEFINITIVAMENTE......MA SE MIO PADRE NON DOVESSE GIUNGERE A TUNISI ALLORA SENTIRAI CHE DA JATO AD ENTELLA DA MARINEO A PLATANI, SENTIRAI DAI  MIEI  MONTI RISUONARE LA SPADA DI ALLAH.....PAGA IL PREZZO DELLA VITA FEDERICO ......

FEDERICO SI AVVICINA AD ABBAD ED EMETTE SENTANZA


Cerimoniere
CHE IBN ABBAD VENGA IMBARCATO AL PIU' PRESTO ASSIEME AI SUOI FIGLI E AI SUOI AVERI.......CHE SI DIA LASCIAPASSARE A JASMIN DELLA CASA DEGLI ABBAD DI RITIRARSI SULLE MONTAGNE.......  SIN OLTRE MARINEO BUSAMBRA ED ENTELLA......E CHE  SIA IL RISCATTO DEL PADRE......CHE QUESTA SERA OGNI MADRE SICILIANA QUANDO METTERA' A LETTO I SUOI FIGLI INTONI UN CANTO DI REGUIEM CHE ACCOMPAGNI PER TUTTA LA NOTTE UGO FER E GUGLIELMO PORCO MENTRE VENGONO PORTATI ALLA MARINA DOVE VERRANNO PRIMA IMPICCATI E POI SQUARTATI. CHE QUESTO CANTO TENGA SVEGLIO PER SEMPRE IL RICORDO DELLA CROCIATA DEI BAMBINI...


Federico non mantenne il patto . Ibn Abbad verrà mazzerato e i suoi averi incamerati.

PRIMA PARTE  - CONTINUA DOMANI

Marineo al tempo dio Federico II

lunedì 11 luglio 2011

NESSUNO è PROFETA IN PATRIA

Il Calderone nella sua cantina , riservata a pochi

La Marineo che ci piace, di cui siamo orgogliosi
MEDAGLIA D’ARGENTO AL “DONCARMÈ ROSSO” ED AL “MILLEMETRI MERLOT” DELL’AZIENDA BUCECI,
DI FRANCO CALDERONE,
ALL’8° CONCORSO INTERNAZIONALE VINIDA AGRICOLTURA BIOLOGICA,
8 LUGLIO 2011
Sono due rossi, uno il “Doncarmè”, un vino non nuovo alle vittorie nei concorsi enologici mondiali, ottenuto da un blend di uve cabernet sauvignon e pinot nero, e barricato al 100% in barriques di rovere Allier per 2 anni, l’altro invece, un Merlot in purezza, barricato anche questo per 2 anni, in rovere Allier. È stata la prima uscita ufficiale di un nuovo vino della linea “Millemetri”, la linea dei monovitigni, che include, oltre al famosissimo pinot nero, anche un cabernet sauvignon, uno chardonnay, ed appunto, il merlot. L’idea di ampliare la linea “Millemetri” è sorta, dopo avere provato per diversi anni a confezionare dei prodotti di alta gamma e di grandissima qualità. Tutti gli uvaggi utilizzati si trovano all’altitudine di mille metri s.l.m., perciò le notevoli escursioni termiche fanno si che i vini ottenuti siano fragranti, corposi e di ottima acidità. E la dimostrazione del raggiungimento degli eccellenti standard qualitativi viene confermata dalla medaglia d’argento ottenuta alla prima uscita ufficiale, in un concorso al quale partecipano vini provenienti da tutto il mondo.
Sin qui il c.s. della cantina Buceci.
Franco Calderone è vittima di se stesso, oggi lo possiamo dire: gran maestro vinaio, ma lui dimentica che nessuno è profeta in patria. Non si aspetti riconoscimenti in casa, qui tutti siamo vittime della mediocrità. Puoi raccogliere e collezionare medaglie a centinaia ( a che numero sei arrivato Franco ?) , puoi avere riconoscimenti prestigiosi ovunque , ma a casa tua nel tuo paese non aspettarti riconoscimenti. Ma è meglio così . Tu fai parte di quel ristretto gruppo che riceve le medaglie non le va a cercare dai mediocri .