mercoledì 16 novembre 2011

NUOVA AGGRESSIONE A PINO TAORMINA

Preavviso . Per comprendere quanto sotto, bisogna andarsi a leggere gli articoli pub blicati da Marineoweblog ed i commenti allegati e la requisitoria indegna “ecco cosa accade nel giorno del Signore” .
“So che Franco Virga è una bomba a orologeria, e col tempo ho imparato ad accettare questo suo “tra virgolette” difetto, ma ogni uomo ha una sua storia dietro di se, con le sue sofferenze i suoi limiti e le sue contraddizioni... (3.06.11)”
Da un messaggio firmato inviato al Guglielmo.
NUOVA AGGRESSIONE A PINO TAORMINA
Domenica mi chiama un amico e mi segnala un fitto scambio di corrispondenza su Marineoweblog che in parte mi riguarda. Sono a Trezzano sul Naviglio con il mio Teatro dei Pupi “fallito” (definizione guastelliana di recente memoria) che in tre giorni verrà visitato da 3000 spettatori. Da 15 anni collaboro con questa associazione portando le tradizioni siciliane in giro per il mondo. Mi erano sfuggiti i commenti ai tre post che Pino Taormina aveva pubblicato ospitandoli generosamente . Lui non ha fatto “scuola di partito” alle botteghe oscure o a Mosca e non conosce questi meccanismi e soprattutto , non diffida di nessuno. Apriti cielo scatta la trappola apparentemente a spese di Franco Virga , che prima diffida il Taormina
franco virga scrive:
Leggo solo stamattina gli insulti gratuiti ed anonimi rivolti alla mia persona .
Sono naturalmente disponibile ad accogliere tutte le osservazioni critiche ragionate.
Ma Pino Taormina deve sapere che, da questo momento, lo considero corresponsabile per tutti gli insulti e/o calunnie che veicolerà con il suo blog.
Marineo 14.11.2011 ore 10,51 FRANCESCO VIRGA
Cioè prima gli manda un articolo , la gente reagisce e lui minaccia il Taormina…Poi lascia la sua difesa ad un ragazzetto(sic) ad un “bamboccione” che non vi consiglio di ospitare in casa vostra . Costui spalleggiato da un finto “ingenuo” da una spalla che fa l’incredulo e l’ingenuo, altro emigrante che piange da lontano ( perché non chiede la cassetta al suo partner assessore alla cultura invece di chiederla a Pino Taormina ? ) che si inserisce ad orologeria . Accuse , mi si consenta un po’ cretine che spaziano da cosa faceva a suo tempo Ponzio Pilato, insinuando fra risposte e complimenti pezzi di “merda” da lui abitualmente usati assieme a piriti sempre da lui aspirati e conservati in archivi della memoria . Poi tira in ballo la religiosità del Taormina mancato San Martino che unito in cellula col Sanicola sono la vergogna della nostra religione. Noi non abbiamo avuto la fortuna di frequentare i corsi di “fratellanza attiva nella merda” svoltisi questo agosto dove uscivano solo per carpire le confidenze per poi trasformarle in biscotti di cacca purissima. Abituato a termini e commenti di altri ma ben poco di suo , orfano persino di nonno incolpa Ciro Spataro di tutte le sue disgrazie. Gli entra persino in casa “per chiarirsi” e poi gli spara coltellate . Cerchi in casa sua ciò di cui è vittima e si sieda nel consiglio della gente pacifica, non usi il suo talento come merda da servire a tavola a chi gli mostra disponibilità. La sua collezione di piriti non ci fa ridere. Non si permetta mai più di offendere la nostra religiosità né di analizzarla, primo perché questo io lo permetto solo a tre persone al mondo: al mio Parroco, al mio Vescovo e al Papa. Rimanga nella sua “brannu celeste” là dove noi marinesi ci siamo andarti a cacare fornendogli materiale per le sue poesie. Lei , caro “bamboccio” non avendo fatto mai nulla di particolare nella vita non ha titoli se non quelli spettanti alla carta igienica, di poetico ha solo l’egoismo egocentrista ma le manca l’umiltà e la grande intelligenza di chi sbaglia ma è pronto a scusarsi. Si sieda sopra i suoi di escrementi ma non consento processi “sovietici” su Pino Taormina o sul sottoscritto con lo stile ti insulto ma mi dispiace.
A Franco Virga, da me ripescato e rivalorizzato, (qualcuno ha dimenticato le mie telefonate di rimprovero per aver definito Franco Virga nel modo indegnamente usato ) con articoli sul suo conto, io posso solo dire: non sia cattivo maestro perché se lei mi trova un altro che abbia scritto e difeso la sua persona meglio di me le offro quel caffè che lei non mi ha mai offerto. Al suo allievo preferito posso dire soltanto che mi vorrebbe far pagare “complimenti non fatti “ Ma vada a Brannu…
Ps se Lei,ragazzo di 40 anni, avesse voluto notizie private sulla mia famiglia poteva chiederle quando è stato ospite “gradito “ a casa mia. Tutti abbiamo scheletri nell’armadio , ed io più degli altri, ma per ogni scheletro ho pagato salatissimo e se Lei ne trovasse qualcuno altro sono pronto a pagare il suo prezzo. Se vuole venire a confessarsi io so di aver peccato , non cito “passi del vangelo” con le mani sporchi di merda come fa lei .
2 ps Ho già detto che sarò al fianco di Pino Taormina per difendere il suo onore di “operatore dell’informazione” in qualsiasi luogo. Se qualcuno desidera i dettagli della frase nel frontespizio ci rinunci o mi chiami al telefono.
Chi muore prima avvisi l’altro.

venerdì 11 novembre 2011

SECONDO SIMPOSIO...

“SECONDO” (sic) SIMPOSIO AL PREMIO DI POESIA
Il secondo simposio dei poeti marinesi, manifestazione inutile? Ne abbiamo discusso animatamente giungendo – more solito – a conclusioni opposte. Un’analisi delle cose fatte in casa più o meno apprezzate ma mai condivise. Abbiamo un premio di poesia prestigioso che se non trova una nuova formula non solo appassisce anzi muore. Ora è nato da una costola un non premio, un “simposio” che raccoglie soprattutto i “delusi, gli esclusi, gli osteggiati, i non apprezzati” dal premio maggiore. L’equazione è facile. Contando sul super ego dei “poeti” chiamarli a raccolta è molto facile. E’ come offrire la possibilità a delle ragazze di mettersi in vetrina… Chi rifiuterebbe? Quindi è facile per un antropologo dedurre quanto prima detto. Perché anche costui ha un ego altissimo, a tal punto da valutare che è meglio farsi da sé un simposio che collaborare con l’esistente. Ma di questo ne abbiamo già parlato. Ci sfugge di cosa verranno gratificati questi “grafomani” nostrani visto che (discorso del Di Sclafani dello scorso anno) qui non si danno premi con l’intendere danno-vendono. Ma un poeta che non riceve il lauro (già vanno in giro per l’Italia a cercarlo) cosa riceveranno?: un encomio firmato dall’assessore antropologo? Persino il Petrarca fece carte false per essere incoronato in Campidoglio! A noi sarebbe piaciuta una serata “verseggiata” libera e impertinente e non una fasulla “simposiata” stampata su carta riciclata di Marineo. Avere a disposizione una cinquantina di aspiranti incoronati è un bel record. Scorrendo i nomi scopriamo nomi insospettati che già l’altra volta ci avevano anticipato cassetti pieni di poesie. Sarà l’applausometro unico giudice inappellabile. E la cosa non è male. Non sarebbe male essere più chiari : chi organizza il Comune di Marineo , Piazza Marineo, il signor B. o chi altro ? Scusate dimenticavo , si avete ragione, ho capito è la stessa cosa ! A quando qualcosa di originale ?

NON CI SARà VIA GIOVANNI PERRONE...

Non ci sarà Via Giovanni Perrone …ma Via Baden Powel
…e cosi Giovanni Perrone da me proposto come ottimo e qualificato intestatario di una Piazza con Fontana o almeno un Baglio, si ritrova in tasca una via intestata a Baden Powel , già fondatore degli scaut. Dai Giovanni non è poco. Di questi tempi bisogna accontentarsi. Ma tu in che rapporti sei con il Consiglio Comunale ? Sai non tira buon vento fra chi vuole e chi decide. Ora mettiamo che la richiesta debba essere analizzata il giorno di Natale alle ore 9 del mattino. Stai attento che potresti finire su quella TV di Menzil El emir e ti ritroveresti come successe al Prof. Delisi con un mazzo di chiavi in mano che non aprono nessuna porta ma in compenso sono un’opera d’arte. E se sei fortunato potrai gioire della obiettività di presentatore e compagni. Si è vero qui sarebbe l’assessore all’urbanistica che mi dirai e tuttaltra pasta di quell’altro. Se lo dici tu a me sta bene…

A GIOVANNI PERRONE...

Alla fine degli anni ’50 un gruppo di ragazzi si oppose al conformismo dilagante ad una mentalità non sostenibile. Nacque un circolo “culturale”. Non quello degli adulti incalliti giocatori pomeridiani ma di giovani esuberanti. Nasce l’OMNIA. Giovanni Perrone, Ciro Guastella (potevo ignorarlo come usa oggi) , Nicola la Sala , Maurizio Bivona , due tre ragazze , Giosì Muratore, Totò Staropoli, Ribaudo (forse un parente !) poi un gruppo di giovanissimi (Camillo Triolo, Mimmo Patti) . Impossibile nominarli tutti. Ci buttammo sulla Montagnola , sulla cava Cosiac, su Celentano , Mina. Poi ci fu un momento di stasi , di pausa, di emigrazione. Poi più volte si rimise in funzione l’OMNIA. Dalla costola dell’Omnia usci un gruppetto già maturo , pronto per altre esperienze. Ma ogni esperienza ruota attorno ad un perno e questo perno fu Giovanni Perrone, che finendo l’Omnia aveva bisogno di camminare da solo e si butto sugli scaut
. Tu non puoi fare una cosa non “adatta “ all’ambiente. Solo Giovanni poteva riuscire in questa impresa titanica. Aveva forgiato le ossa nell’Omnia ed era quindi pronto per nuove esperienze. Superare ostacoli come invidia , diffidenza, ostruzionismo ci vuole un energia mille volte superiore alla media. In questo il Giovanni Perrone è riuscito. Quindi a questo punto non sarebbe male che gli si dedicasse una Piazza un Viale alberato, Piazzetta con fontana, cortile, Baglio, un busto alla Villa, una quadro nella sala consiglio degli scaut. Senza aspettare che lo si debba fare alla memoria.

giovedì 10 novembre 2011

GIOVANNI PERRONE RICORDA E RISPONDE

Carissimo Onofrio,
grazie per ilo tuo apprezzamento. Ti prego di non esaltarmi (potrei diventare un ... esaltato o un Narciso che muore stupidamente esaltando se stesso).Grazie per il ricordo di realtà (Omnia, Circolo Culturale ecc.) che ho avuto  la fortuna di frequentare e che mi hanno arricchito parecchio.Lasciamo stare statue, vie e piazze .... sai bene che non le ho mai cercate. Mi vien da ridere e tocco ... ferro pensando a cose simili!Ognuno ha i suoi limiti e le sue risorse. Chi è senza limiti provoca le esondazioni!Il mettere insieme i limiti di ogni persona crea baruffe e guerre ed  impoverisce la società. Valorizzare e fare fare interagire le risorse proprie ed altrui  è segno di intelligenza e sapienza.Quel poco che ho fatto l’ho realizzato insieme a tanti altri (ai quali va la mia sincera gratitudine, unitamente alle scuse per ciò che talora ho fatto male o con superficialità o disattenzione).
Inoltre, ho avuto la fortuna di incontrare una moglie che mi ha accompagnato e sostenuto:Senza lei, la condivisione con lei di valori e di esperienze, difficilmente avrei potuto continuare ad impegnarmi. Anche i miei figli mi sono stati vicini con il loro grande affetto ed hanno dovuto sopportare pazientemente le mie frequenti assenze per impegni associativi. Grazie alla mie personali esperienze associative (che ancor oggi, grazie a Dio, continuo a vivere) credo fermamente nel valore dell’associazionismo. Lo stesso Cicerone diceva: “Circulus et amici me fecerunt. Sono quel che sono grazie all’associazione e agli amici”. Di fronte ai mille non luoghi della quotidianità, l’associazione è un luogo significativo che permette di sperimentare la democrazia, la condivisione di valori ed azioni, la progettualità comune e, quindi, di crescere in cittadinanza attiva.
A proposito, ricordo con nostalgia e piacere, la vivacità del circolo Omnia (che tu hai animato e presieduto). Eravamo ragazzi e giovani dai 15 ai 20 anni, ragazzi normali ma ricchi di voglia di fare qualcosa di utile per la comunità.  Andavamo a caccia di reperti archeologici (interagendo con il direttore del Museo, il compianto e famoso prof. Vincenzo Tusa), stampavamo giornalini (ricordi “Lu grusiteru”?), organizzavamo dibattiti su problemi di attualità, denunziavamo situazioni deplorevoli (ricordi la denuncia per lo sventramento della Montagnola e la distruzione di tanti beni archeologici per il reperimento del materiale necessario alla diga Scanzano?).  Fu nostra l’idea (appoggiata dal prof. Tusa) di organizzare una mostra e una conferenza-dibattito sull’opportunità di realizzare un parco archeologico alla Montagnola, unitamente ad un museo. Avevamo stilato uno statuto per una gestione democratica del Circolo, sostenevamo le spese per le attività e per l’affitto della sede con le nostre poche lire che possedevamo (rinunciando  anche a comprare il gelato), dibattevamo, anche animosamente, per prendere decisioni .....  I “grandi” talora ci sfottevano invitandoci ad andare a giocare .... per non intralciare i loro progetti. Il Circolo, dopo un periodo di intensa vita si sciolse (ognuno prese la sua strada: chi emigrò, chi andò a lavorare ....) ma in ciascuno ha lasciato una traccia feconda, non solo nostalgici ricordi. Allora, è vero, c’erano minori distrazioni per i ragazzi e c’erano pochi soldi. Anche per partecipare alle attività scout parecchi ragazzi erano costretti (lo facevano con piacere) a raccogliere e vendere verdura, a fare i manovali, a risparmiare i pochi soldi che si racimolavano.  Oggi ci sono molte distrazioni che annacquano le passioni o le riducono a fatue ed estemporanee passioni che talora distruggono  il crescere della persona piuttosto che favorire intraprenditorilità, competenza e maturità. Oggi molti ragazzi e giovani sono disturbati dall’incertezza del futuro e dai mille ”grandi fratelli” di cui è piena la TV e la stessa quotidianità ... Tanti sono privati di un adeguato accompagnamento educativo che li orienti verso il futuro facendoli crescere in competenza, responsabilità ed autonomia.Certamente non siamo stati i soli. Marineo ha avuto (e ha) la fortuna di avere avuto gruppi giovanili vivaci ed impegnati, ma purtroppo non sempre coordinati tra loro. Ha avuto anche la fortuna di avere avuto (ed avere) parroci  che hanno incoraggiato in varia maniera la vita dei vari gruppi.Lo Scautismo non è il toccasana, è un movimento che viene da lontano e che si fonda sullo spirito di avventura, sul senso della comunità, su valori positivi, sulla maturazione della competenza, sulla progettualità di vita e sul protagonismo dei ragazzi. Perciò, lo hanno scelto tanti ragazzi. Purtroppo, oggi c’è carenza di educatori e non tutte le richieste riescono ad essere accolte. Con sempre viva amicizia
  Giovanni

martedì 8 novembre 2011

SCHERZANDO...SCHERZANDO...

GUARDA GUARDA...ANCHE ALLORA SI USAVANO GLI OCCHIALI SCURI...









CINQUANT’ANNI DI SCAUTISMO A MARINEO

Sono iniziate le manifestazioni per festeggiare il primo mezzo secolo di vita del Gruppo Scout di Marineo. Infatti, nell’aprile del 1962 un gruppo di giovani, incoraggiati dall’allora parroco monsignor Natale Raineri (persona lungimirante ed intraprendente) si diede da fare per dar vita allo scautismo.  In una società spesso autoreferente e con corta memoria, è opportuno “fare memoria”, per riscoprire le radici, per esprimere gratitudine a quanti hanno permesso di raggiungere questa tappa, per progettare un futuro migliore. Cinquant’anni fa suscitò curiosità ed anche qualche battuta ironica una trentina di ragazzi, in pantaloni corti e con un fazzoletto (arancione bordato di tricolore), che sfilavano nella processione di san Ciro: che cosa volevano questi “voi scausi” (boy scouts) che camminavano inquadrati come soldatini?  Non erano soldatini, invece. Ben presto, i giovanissimi capi che li dirigevano iniziarono a frequentare gli eventi di formazione promossi dall’Associazione Scautistica Italiana (ASCI, poi divenuta nel 1974 AGESCI, in seguito alla fusione con l’Associazione Guide Italiane) e divennero capaci di offrire ai giovani esploratori marinesi un percorso formativo basato sui valori tipici dello Scautismo. Entusiasmo, spirito di avventura, giovanile fervore caratterizzarono quei primi anni. Un primo campeggio, con fatiscenti tende canadesi acquistate a Lattarini, si svolse presso la chiesetta di Scanzano. Acquisto di camicie militari per l’uniforme, coperte trasformate in saccopelo, avventurose uscite nella natura, angoli di squadriglia caratterizzati da creatività (non c’erano soldi e bisognava arrangiarsi), spirito di inventiva, instancabile laboriosità, animosa presenza nei locali di via Dante (saggiamente messi a disposizione dal Parroco) diedero da subito l’opportunità a un centinaio di ragazzi marinesi (molti dei quali appartenenti a famiglie non facoltose) di trovare uno spazio educativo a loro misura ove esercitare autonomia e laboriosità, accompagnati da norme propositive quali sono quelli della Legge Scout. Carta vincente di quei primi anni fu la partecipazione agli incontri e agli eventi di formazione (a livello provinciale, regionale e nazionale) organizzati dall’Associazione, nonché l’interazione con gruppi scout di provata esperienza. Ciò permise ai giovani capi di maturare e di avere riconosciuto il loro qualificato e generoso impegno con prestigiosi incarichi anche a livello regionale e nazionale. L’accompagnamento del parroco Raineri, di padre La Spina e di padre Randazzo (quest’ultimo divenne assistente regionale dell’AGI e dell’ASCI) fu una significativa risorsa per l’affermarsi e la crescita del gruppo scout. Negli anni che seguirono al 1962 al Reparto Esploratori si affiancarono il Clan dei rovers e il Branco dei lupetti. Accanto al gruppo maschile dell’ASCI sorse il gruppo femminile dell’AGI (animato da Anna Randazzo, che poi rivestì anche un incarico regionale).  Alcuni momenti forti di questo cinquantennio, oltre agli annuali campi estivi ed invernali, possono considerarsi la partecipazione a diversi campi nazionali, ad alcuni campi mondiali (i Jamboree) in Norvegia e in Cile, la costituzione nel 1973 della base nazionale della Massariotta (seconda Base per il Settore Specializzazioni) che ogni anno ospita centinaia di ragazzi, la partecipazione dei capi agli eventi nazionali di formazione associativa, la partecipazione alla GMG.  Quel che ha contraddistinto il Gruppo scout è stato il quotidiano impegno educativo a favore dei ragazzi, la cura della progressione personale di ciascuno, il gratuito e generoso impegno di tanti capi che si sono succeduti nei vari anni, l’entusiasmo delle centinaia e centinaia di ragazzi che nello Scautismo hanno trovato un punto di riferimento per la loro crescita. Perciò il Gruppo scout è stato e continua ad essere una notevole risorsa per la comunità marinese.
Auguri, perciò, al gruppo scout, grazie a quanti vi hanno operato e vi operano,  grazie per quanto viene fatto e “buona strada!”
                                                                                                                      Giovanni Perrone

lunedì 7 novembre 2011

E’ IN DISTRIBUZIONE LO SPRECOBOLLETTINO


Carta patinata pesante, foto ad effetto, testo corpo 12 e 14 che triplica lo spazio portando le pagine a 50, foto di famiglia dappertutto come se gli amministratori fossero vallette. Ne bastavano 10  per dire quello che 50 pagine, hanno spiegato  in modo confuso, trattandosi di stampato da portare in giro, a Capannori in provincia di Lucca, in America per mostrare una Marineo moderna e all’avanguardia. Per il paese si sentivano solo le voci di chi diceva: “Ma è uscita La Rocca? Prendine un numero per la nonna”. Non è un prodotto fatto in casa con pochi soldi; con  la somma versata dal Comune e dagli sponsor principali, gli introiti della pubblicità si poteva fare meglio e impiegare questi  15.000 euro (presupposti) in tante altre cose.  L’ecodizionario era meglio fosse separato e in continuità per meglio consultarlo e appenderlo in cucina, assemblare meglio statistiche che accogliamo in fiducia. Infilarci le accattivanti nostre ragazze  fanno pensare più a una rivista che a un bollettino di politica ambientale. La bella trovata degli abiti da rifiuti riciclati ci ha portato a chiedere all’ecoparco, dove tengono i camerini? Non hanno mai visto, dicono, né una di quelle ragazze né stilisti  né camerini né forbici e gessi. Delle 3.000 copie messe in distribuzione non siamo riusciti a trovarne nemmeno una e siamo dovuti ricorrere alla cortesia di un’amica. Sono le solite cose fatte in “casa” presentate in modo oggi inaccettabile e che ti fanno malignare. Dalle foto di famiglia del primo cittadino, alla grafica (strana somiglianza fra La Rocca e l’ecobollettino ), confezionato in “seta” e stampato a Lercara Friddi,  il tutto spiegabile con il messaggio urbi et orbi lanciatoci da Loredana Sedita che poteva far consegnare a mano dagli operatori ecologici il bollettino o dai suoi occupatissimi volontari. Aspettiamo per il prossimo anno la sfilata dell’intimo ecosostenibile sperando che i fidanzati delle nostre figlie non facciano storie per il corredo che le mamme stanno allestendo con materiali riciclabili.  Vogliamo segnalare il capitolo Raccolta 10 più. Bisogna seguire attentamente tutti e dieci gli avvertimenti e dopo aver finito, se vi rimane tempo, potete recarvi al lavoro.

PS. Undicesimo punto.Se uno ti mostra una fotocopia del Guglielmo non fare gestacci , fai le tue critiche civilmente e se vuoi evitare le nostre abbi più rispetto per gli altri, comunica.