martedì 9 agosto 2011

I SANGUINARI BECCADELLI BOLOGNA DI MARINEO


Quando quelli del Nord venivano al Sud

Luci ed ombre del casato dei Beccadelli di Bologna, signori di Marineo: spregiudicati uomini politici ma anche  capitani d’arma coraggiosi, pretori, arcivescovi, deputati del Regno e dediti al conforto religioso dei condannati a morte  nella Compagnia dei bianchi

Qualche anno fa una querelle apparsa su uno dei blog nostrani, a margine della festa del Marchesato di Marineo, era se la famiglia  Beccadelli–Bologna meritasse la celebrazione essendo stata la loro una storia di vessazioni, di mancanza di diritti e di sfruttamento, addirittura un marchesato “sanguinario’’. E’ storicamente confermato che i membri della famiglia Beccadelli–Bologna sono stati abili e spregiudicati uomini politici determinati a raggiungere le vette del potere. E come non approfittare, del resto, delle numerose opportunità di promozione sociale che Palermo quale capitale del Regno e sede di Viceré, oltre che di importanti tribunali, offriva a coloro che disponevano di mezzi finanziari e di rete di relazioni adeguate? I feudatari all’epoca potevano esercitare giurisdizione penale e civile sui vassalli e sul territorio di pertinenza. Avevano inoltre funzioni amministrative e fiscali con un dominio signorile pieno sul territorio e i suoi abitanti. E’ possibile che taluni avessero abusato di tanto potere.   Ripercorriamo brevemente alcuni momenti della storia di questo casato. Nel 1303 il nobile Vannino Beccadelli arrivò a Palermo con la sua famiglia perché costretto a mettersi in salvo lontano da Bologna, dove imperversavano le lotte tra guelfi e ghibellini, inserendosi abilmente nell’aristocrazia panormita e assumendo importanti funzioni diplomatiche e politiche. Nel 1549 Francesco Beccadelli acquistò dalla Regia Corte il territorio di Marineo con facoltà di popolarlo; costruì case e castello attraendo nuovi contadini, affittuari e piccoli impresari agricoli. Il marchese Vincenzo Beccadelli di Bologna, uno dei maggiori esponenti, era nato in data non nota nella prima metà del Cinquecento. Era succeduto nel marchesato di Marineo al padre Gilberto nel 1577. Come era consuetudine di quei tempi Vincenzo Beccadelli incaricò un illustre membro della famiglia, Baldassare di Bernardino di Bologna, di ricostruire la storia del casato a partire dalle origini, intendendo così affermare il ruolo di primo piano svolto nel governo della città di Palermo. Il marchese viene descritto in questa agiografia come “signore assai savio e prudente ne i governi, e per le sue rare qualità e virtù fu molto universalmente amato”.  Oggi è possibile consultare il manoscritto “Descrizione della casa e famiglia di Bologna”, che comprende anche la ricostruzione dell’albero genealogico, alla Biblioteca comunale di Palermo.Il marchese Vincenzo Beccatelli combattè nel 1571 nella battaglia di Lepanto tra le golette musulmane dell’Impero Ottomano e quella cristiana della Lega Santa che riuniva tra le forze navali anche otto galee spagnole e siciliane. L’anno successivo fu generale nella battaglia di Navarrino contro i Turchi. Fu nominato colonnello di quattro compagnie,  composte da elementi delle più illustri famiglie siciliane, da avventurieri di ogni genere e da volontari del popolo siciliano.  Aveva svolto diversi importanti incarichi: ambasciatore presso Filippo II nel 1584 e 1588, nel Consiglio di Guerra del Re, per due volte pretore di Palermo, quattro volte deputato e vicario del Regno contro i banditi nel 1604. Fu per ben tre volte governatore nella Compagnia dei Bianchi, fondata dal viceré Ferdinando Gonzaga, nata con lo scopo di dare conforto religioso ai condannati per una morte dignitosa, ruolo coperto anche da altri suoi antenati e si dice abbia salvato dalla forca un giovane marinese.  Fu strategoto di Messina, una sorta di governatore, ma per  le irregolarità commesse fu condannato a una grossa pena pecuniaria e alla ”inabilitazione” perpetua dagli uffici per le irregolarità commesse. Fu coinvolto nelle indagini svolte dal visitatore spagnolo Ochoa de Luyando - la strategia messa a punto dalla monarchia per il controllo politico, giudiziario e amministrativo dei vari territori. I 600 processi contro ufficiali e funzionari della Corona si conclusero con la condanna di  154 persone tra cui il nonno Francesco.  Al marchese toccò di affrontare il declino economico del casato e alla sua morte, nel 1615, gli successe il primogenito Francesco che morì nel 1634 senza eredi, come il fratello Giovanni.  Il  feudo e il titolo di marchese di Marineo passarono a Vincenzo Pilo Calvello che aveva sposato Giulia una delle quattro figlie femmine di Vincenzo Bologna. Così si estinse definitivamente la linea maschile dei Beccadelli di Bologna di  Marineo.

Mariolina Sardo

SOLO I MORTI SORRIDEVANO...

Era il 6 agosto del 1945. Avevo 3 anni. Credo che pochissimi quel giorno a Marineo sapessero del fatto. Un soldato americano a bordo di una fortezza volante lascia cadere la prima bomba atomica in Giappone. Il Giappone subito si arrende. Finisce quasi subito la II guerra mondiale. Questo americano in un colpo solo ha pareggiato i conti con tedeschi , russi, nazisti e non so chi altri. 80.000 morti subito e 60.000 per le radiazioni. Al primo colpo è come buttare una bomba sullo stadio di San Siro durante il derby gli altri per le radiazioni. Ora davanti fatti così chi disquisisce se il “povero” americano doveva o no obbedire, se l’America ha fatto bene e cose del genere non ha capito niente. Centosessantamila persone, con carta d’identità, con figli, con famiglia con affetti interessi e cultura spazzati via. Allora ti vengono in mente terremoti zumami, alluvioni, epidemie. La mia sicurezza di cattolico vacilla fortemente. Crolla anche la mia fede. Se quando vado a chiedere piccole cose, spicce , al dettaglio, un guarigione, la soluzione ad un problema sono talmente egoista da pensare che qualcuno dal cielo possa rispondermi “servito” penso subito a quella mattina del 6 agosto 1945 alle otto e un quarto quando oltre 150 .000 persone si erano appena alzati, facevano colazione, andavano o stavano lavorando, giocando ridendo, i bambini correvano per le strade, gli innamorati si salutavano lasciandosi per un prossimo appuntamento .
Solo i morti sorridevano perché si erano appena risparmiati questa atrocità. Che passi presto questo anniversario altrimenti corro il rischio di diventare ateo.

sabato 6 agosto 2011

PELLEGRINAGGIO A MANDRIOLE

Ed è subito 4 agosto. Trovandomi a Ravenna sento il dovere di recarmi a Mandriole. Come si sa è l’anniversario della morte di Anita Garibaldi. L’aia della fattoria (da noi sarebbe diventata “l’aia convegni” è strapiena. La proloco ha organizzato una cena aperta a tutti con 15 euro a persona. Si fa subito coda. Ottima qualità del cibo. Torniamo ai ns posti perché il concerto annunziato per le 19 si terrà alle 21 con buona pace di chi si è presentato puntuale.
Nessun programma nessuno sa darti informazioni. Intanto , come programma separato, prendono avvio le celebrazioni. Alzabandiera discorsi del sindaco del prefetto, picchetti dei cacciatori delle Alpi, visita alla camera di Anita. I più tengono il posto per il concerto. L’Amministrrazione forse infastidita che nessuno segue “le funzioni” da ordine all’addetto alle zanzare di aprire i magazzini. Miliardi di zanzare invadono l’aia. L’efficienza Romagnola è tale che a ciascuno di noi toccano 5 zanzare a testa e quelle uccise vengono immediatamente sostituite. Ci consoliamo con i cappelletti al sugo romagnolo. L’uomo in tricolore prende la parola iniziando una sfilza di autoelogi e presentazioni di emeriti collaboratori. Mancava di elogiare la compagna moglie e le figlie , anche loro hanno sostenuto la macchina organizzatrice. Questo sindaco è brillante, ha un buon linguaggio ma anche terrorizzato se ha saltato qualche nome. Il prefetto ha fatto un buon discorso, pesante quello del barbuto organizzatore delle cooperative, infine passa la parola “allo scrittore “. Nemmeno da noi si sentono interventi simili. Abbiamo un sacco di difetti, ma sono sicuro che da noi sarebbe stato fermato. Una sfilza di castronerie una dietro l’altra.” Vengo da una terra lontana dove si mangia sempre la carne ! “Non è una battuta : voleva dirci che viene da la Spezia !Poi passa alla sua biografia partendo dalla nonna che forse si chiamava anitina. Lavorava all’arsenale di La Spezia cioè una delle fabbriche d’armi più moderne e famose del mondo l’Oto Melara ! e giu cosi con una serie di dettagli vuoti e fatui interminabili che non interessavano nessuno. E finisce con un capolavoro : Volevo ringraziare il sindaco perché mi ha regalato una canottiera garibaldina anche se in verita io mi aspettavo le mutande di Anita. Il Prefetto sbalordisce il sindaco trasecola io ho uno scatto e grazie a mia moglie mi trattengo invettive e simili. Ad un pubblico così numeroso non si possono proporre 4 pezzi classici di 20 minuti ciascuno con l’aggiunta che la cortesia del pubblico con l’applauso finale viene ricambiata con un quinto pezzo … Gioia dei genitori, un “ vaffa …” del sindaco a cui stava sfuggendo di mano la cosa. Quando quattro ragazzini freschi di conservatorio sono cosi arroganti e imperfetti allora credo che qualsiasi genere di ortaggi sia consentito anche come uso improprio. Lascio le mie zanzare alla moglie e vado a rivisitare la camera di Anita. Tutto è stato restaurato alla cascina Guiccioli. Anche i badili, i sassi , le buche , capanni e capannoni. Dopo oltre dieci anni , forse è ancora Lui il custode, mi indica la stanza perché il tutto e irriconoscibile. Non è più la stanza di un fattore ma la bella camera con canape romantico di una matrona. Spero che gli architetti abbiano un anima ! L’altra volta alla parete c’era una foto della domenica del corriere, i muri erano del tempo e si vedevano le vecchie travi del soffitto.
Non so e non posso commentare oltre. Dico una preghiera ed esco.
Saltiamo lo spettacolo teatrale “sarai mia” e spero non fosse dedicato alla povera Anita…
Vado lemme lemme a Marina Romea dove domani ci sarà un'altra puntata.

venerdì 5 agosto 2011

EST EST EST

ciao ONOFRIO, ti mando la lettera ufficiale del CERVIM che ci comunica i risultati ottenuti dalla mia azienda al XIX CONCORSO INTERNAZIONALE. la mia azienda è stata la più premiata in assoluto, su 5 vini presentati ha ottenuto 4 medaglie, e l'ultimo vino è stato giudicato con un punteggio altissimo, ed anche quello è stato ritenuto meritevole di medaglia d'argento. per il tuo blog, se lo ritieni, puoi impostare l'articolo come desideri. grazie e ciao . franco calderone
Questo Franco Calderone incomincia a darmi fastidio. Non essendo riuscito a convincerci direttamente della qualità dei suoi vini e del suo lavoro, lo fa con i fatti !
Malgrado lo avessi avvisato che “qui non cresce niente” lui si ostina a mettere sul piatto o meglio nel calice risultati. Il nostro non capisce che il giorno che lui acquisterà la tenuta santibiondi e i suoi brunelli riceverà solo indifferenza. Forse non ha capito che quando “cercava” consensi in patria otteneva in cambio sputi a qualsiasi livello da quando ha deciso di “fottersene” ha iniziato la sua vera ascesa. Continui così . Ci porti ancora premi e buoni vini. Non dimentichi che oltre al popolo dei vini in bottiglie di plastica pronti per diventare modenesi e balsamici esiste una grande quantità di persone che stanno dalla sua parte. Se mi è concessa una richiesta. Ecco ritroviamoci una volta al mese “in cantina” degustando i suoi vini prima di portarli in giro a raccogliere premi e medaglie. Metti fuori della cantina un cartello “La persona educata non sputa ”. Questa frase la lessi cinquant’anni fa in un pub inglese o scozzese che fosse.
Ps. Quando sarebbe giunto davanti una cantina che recasse questa indicazione,est est est , là avrebbe trovato un ottimo vino. Questo era l’accordo e il vino era veramente eccellente.

mercoledì 3 agosto 2011

PERDONO DI ASSISI

Perdono di Assisi
(Indulgenza della Porziuncola)
Ci sono luoghi magici, cosidetti magici, che ,appunto, ti attraggono. Descriverli è fortemente riduttivo e ci vogliono capacità fuori dal comune. Prima di tutto li devi sentire dentro di te. Quando ti siedi davanti la Porziuncola di Assisi prima di tutto vieni travolto dall’atmosfera, poi i tuoi muscoli si rilassano mentre scorri affreschi e dipinti, poi credi che tutto questo sia stato creato per te ed infine “senti il bisogno di pregare”.
Eravamo un folto gruppo di marinesi in mezzo ad un mare di siciliani. Il presidente della provincia, Calderonello, viaggiava in un pulman da solo con l’autista e da marinese continuava a chiederci di salire a bordo per stare tutti assieme. Restammo allo sbando. Rigoglioso portava il nostro gonfalone che spiccava in mezzo a tutti gli altri. Il sindaco era preso da un delicato discorso con Scalfaro sullo storico schiaffo, non quello al papa ma quello ricevuto da Scalfaro… Era dappertutto e parlava con tutti, era sul palco delle autorità come se fosse l’organizzatore dell’evento. Orlando arrivò con oltre mezzora di ritardo e Pappalardo mimò il gesto dello schiaffo… A cena fummo a tavola con quelli di Piana degli Albanesi e quando arrivò Pappalardo spingemmo Padre Randazzo a portarlo al nostro tavolo. “Ah quelli di Marineo vi si sente dalla Porziuncola” disse il Cardinale, rifiutando l’invito non avvezzo alle abbuffate in onore dei poveri. Erano gli anni che Marineo era il padrone assoluto della Curia palermitana con tre pezzi da 90 in cima alla Curia : Padre Randazzo, Padre Pecoraro, Padre Arnone e Padre Rocco. Mancava poco e Marineo avrebbe avuto il suo bell’Ufficio Miracoli . Alla messa principale eravamo sparsi nella basilica non ancora terremotata. Non possiamo dire che in quel momento si potevano godere gli affreschi, ma il solo pensiero che gente come Giotto secoli fa aveva affrescato la Basilica per deliziare una nullità come me, anni ed anni dopo mi riempi di orgoglio e mi sentivo onorato. Una sola volta l’anno, il 2 agosto appunto, confessato e in stato di grazia si può ricevere il “perdono di Assisi” là nella Porziuncola. Sul punto di accomiatarsi, il pontefice chiese a Francesco – felice per la concessione ottenuta – dove andasse “senza un documento” che attestasse quanto ottenuto. “Santo Padre, - rispose il Santo - a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”. Francesco chiedeva “non anni, ma anime” “chiunque verrà a questa chiesa confessato e contrito, sia assolto da tutti i suoi peccati, da colpa e da pena, in cielo e in terra, dal dì del battesimo fino al dì e all’ora ch’entrerà nella detta chiesa”. Nonostante, quindi, l’opposizione della Curia, e quando mai !, il pontefice gli accordò quanto richiedeva (“Piace a Noi che tu l’abbia”). E questo la dice lunga su tutti i pezzi di carta, dalle lauree agli attestati ai patentati e qui mi fermo !
Per chi volesse una biografia “umana” di Francesco di Assisi si legga la vita di Salvatorelli, chi volesse la poesia si riveda il film di Zeffirelli con la canzone di Baglioni “Dolce sentire” .
Come tutti i santi “ingenui” Francesco subì il martirio dai suoi confratelli che lo trattarono da babbeo sclerotico togliendogli di mano la sua creatura e lui li fregò con la sua semplicità.
Non credo che Sant’ Antonio seguisse Francesco per caso. Scarsissime le notizie e i contatti con il suo contemporaneo Federico II. Quest’ultimo intento a creare un “nuovo stato” il nostro Francesco , sapeva parlare al cuore degli uomini , agli animali e alle piante .

martedì 2 agosto 2011

SAINT SIGOLENNE

SMEMORATI ?
Sono andato di mattina presto in Piazza Saint Sigolenne e mi sono seduto nella rotonda dell’ulivo e lì ho aspettato un bel po’ . Sono passati dal sindaco all’assessore al gemelllagio , dal Trentacosti all’assessore alla cultura con il suo inseparabile siamese entrambi dietro due occhiali neri ( sembra che siano in partenza per Ravenna per tentare di separarli come per le disgraziate gemelline…) , poi un paio di vigili di Agrigento (sembra che il loro comando sia stato trasferito proprio lì) e questo mi fa presupporre che erano in servizio per il gonfalone, poi un po’ affannato il parroco che chiedeva …che dobbiamo fare, mentre indossava i paramenti. Due della San Ciro comp. Dicono di aspettare ordini per l’evento su il collega del loro santo francese. Mi aspetto un discorso del sindaco in francese ma non sento la marsigliese…Vedendomi lì dalla mattina qualcuno mi si avvicina facendomi domande. Un postino motorizzato mi chiede “certamente se c’è l’evento è festivo” e lasciata la moto va a casa seguito da una decina di dipendenti comunali. Francaviglia dichiara “senza ordinanza scritta non mi muovo”. Saputa la cosa Antonino Discafani manda messaggi dalla Montagnola chiedendo notizie del defunto, la poetessa ha già scritto una poesia, mentre Ezio Spataro fa pervenire un suo Canto sul colore degli escrementi a Brannu. Sono rimasto per un bel po’ poi sono andato via. Cosi mi sono perso il discorso del sindaco, quello accalorato dell’Ass. al Gemellaggio che ha si ordinato gli occhiali neri ma intanto è aiutato da due occhiaie “matrimoniali da luna di miele”, il programma , originalissimo elaborato dall’associazione “Marineo cultura” prevedeva :la sfilata delle confraternite, i tammurinari , sfilata della banda municipale diretta dal Maestro francese Matteò Bivon per le vie del paese, luminarie nel corso principale. I fuochi si faranno a Bolognetta in onore dei Comuni associati.
Era il 24 luglio era il giorno della festa di Saint Sigolenne , francese e collega in santità del ns. santo.
“Santa Sigolena Religiosa
VII secolo
Martirologio Romano: Nel territorio di Albi in Aquitania, in Francia, santa Sigolena, religiosa. Santa Sigolena (in francese Sigolène o Sigoulène) è commemorata dal Martyrologium Romanum che la qualifica quale religiosa. In realtà pare che non fosse stata una comune monaca, bensì la fondatrice e prima badessa del monastero di Troclar, vicino a Lagrace, nella regione francese della Linguadoca.
Assai incerta è l’epoca in cui visse la santa, collocabile tra il V e l’VIII secolo, anche se gli storici propendono generalmente per il VII secolo. Poco si sa dunque su di lei dal punto di vista storico, mentre prolificano invece le leggende sul suo conto.
Ancor oggi Santa Sigolena è venerata nella cattedrale di Albi, ove sono conservate le sue reliquie, ed inoltre anche la località di Sainte Sigolène tramanda la memoria del suo nome. “

sabato 30 luglio 2011

BELFAGOR ARCIDIAVOLO

Di Ezio Spataro si può dire di tutto o quasi.
Caro sig. Sanicola,
le mando il manifesto del recital di poesie che terrò al castello di Marineo l'11 agosto alle ore 21.00 . Non le mando l'articolo come ho fatto per gli altri blog, dato che lei, se deciderà di scrivere qualcosa in merito, si affiderà solo alle sue parole e alla sua arte. Mi raccomando non si risparmi !! E niente sconti !! Ezio Spataro
Già Lui te lo permette. Quando ,credo lo stesso programma, lo presentò a casa “Virga” ricevetti una lettera dal tono moderato ma più che elogiare i meriti del poeta azzannava me. Il mio se pur modestissimo commento sottolineava alcune cose . Abituati a sentirci solo omaggiare e quando ciò non avviene ci autoomaggiamo, soffriamo perché nessuno mette mai in conto che in ogni caso il giudizio va affrontato prima o poi. Ora il nostro amico è arrivato al castello ! Per me rimane meglio casa “Virga” . L’unica cosa sbagliata era la coincidenza con il referendum . Al castello paghi il prezzo politico e arricchisci un altrui curriculum . Certamente avrei preferito un altro luogo o tornare a casa “Virga” perché vedere la gente fuori che non riesce ad entrare è il miglior successo. Ezio merita credito illimitato e mi auguro che la gente vada a sentirlo in silenzio rispettoso come facemmo a casa “Virga”. Si sorrideva non si schiamazzava, nessuno chiacchierava di altro perché sarebbe stato buttato fuori dai presenti che non sopportavano i cafoni. Spero che Ezio rallenti appena un po’ il ritmo di lettura-recitazione non la premessa ai pezzi previsti.
Vai Ezio facci fare bella figura !
Colgo l’occasione per un avviso: E’ tornato Ciro Guastella !
Non correva buon sangue ultimamente fra noi due. Ancora non so perché ma se il coglione fra i due sono io mi fa piacere. Perché quando uno ti dice : noi abbiamo incominciato 50 anni fa e non ci può essere nuvola che possa coprire questo percorso così prezioso. Ti ringrazio Ciro ma soprattutto ben tornato ! Con altri non ho avuto questa fortuna, i ricatti sentimentali sono inaccettabili. E qui il coglione non sono io !
Ps Ciro Guastella è uno che non ha bisogno di avere un mestiere. Sa creare la qualsiasi usando attrezzi difficili da trovare sul mercato. Vuoi una chitarra e lui diventa liutaio, ma finita la chitarra se la tiene per se. Se la guarda la ammira la bacia e poi esce a farsi una passeggiata. Nessuno sa niente della chitarra ma lui è dentro di se orgoglioso e la passeggiata gli serve come un passaggio sul palcoscenico della vita. Che sia una Chitarra o qualsiasi altra cosa è lo stesso perchè lui usa attrezzi speciali :la sua sola intelligenza.