venerdì 1 luglio 2011

UN SOGNO TRA LE PARETI DELL'IMMOBILE

Albatri
QUELLO CHE NON HO MAI DETTO
     All’inizio del libro abbiamo l’impressione che Erica è Sofia, colei che scrive il diario. Hanno in comune la “diversità”, tutte e due sono nate con un grosso problema di movimento, non possono camminare. A un certo punto però Sofia sembra più fortunata di Erica. Le succede un miracolo e non solo riesce a camminare ma alla fine diventa una famosa ballerina. Certo ha faticato ad ottenere il successo ma Qualcuno l’ha aiutato in modo eccezionale.
     Ad Erica non è accaduto. Leggevo il libro di un fiato e mi dicevo che cosa è successo a Sofia per rivederla sulla carrozzina. E invece ho incontrato nel corso a Marineo Erica. Una ragazza ancora più coraggiosa di Sofia con un cuore aperto e desideroso di amicizia. Nel libro ci sono rari esempi di amicizia, persone alle quali Sofia “dice tutto”. Erica è talmente amica del lettore che gli racconta tutto: il suo sogno, ciò che non ha mai detto.
     C’è un personaggio particolare: la madre di Sofia. L’autrice ne tesse prima le lodi ma poi descrive con molto realismo incomprensione fra le due donne quando Sofia intraprende la strada della sua passione, la danza. La scrittrice torna per terra, non vola più, la madre sa che il sogno può far male alla sua “bambina”. Alla fine apprezza la sua vittoria, è vero, ma non convince. Se avessi l’occasione di conoscere in po’ meglio Erica vorrei dirle che anche lei ha un grosso talento, non ha bisogno delle scarpette da ballerina ma di una penna oppure di una tastiera del computer. Ci tiene con fiato sospeso, sa raccontare bene e soprattutto non si vergogna di scrivere ciò che sente. In questo ci apre gli orizzonti nuovi, l’esempio di inseguire l’infinito.
     Per una coincidenza il libro di Erica Li Castri è uscito in una casa editrice che si chiama Albatros. Un grande poeta francese, Baudelaire, ha dedicato a questo uccello la sua famosa poesia paragonando l’uomo al volatile che è elegante e grande quando vola in cielo e goffo quando cammina per terra. In questo senso tutti noi siamo “diversi” da ciò che dovevamo essere e qualche volta ci riesce a incoraggiarci a vicenda a prendere il volo. Come l’ha fatto Enrica. Grazie, aspettiamo la prossima occasione.    
 Ruzena Ruzickova

Erica Li Castri  - Un sogno tra le pareti dell’immobile. Albatros Roma Euro 13.90
È nata a Palermo nel 1994 e vive a Marineo.Frequenta il liceo classico.Sin dalla nascita soffre  di displasia distrofica che la costringe alla sedia a rotelle. Ma dalla sua vita, dalla passione per la scrittura e in particola modo per la poesia emerge la sua voglia di guardare al futuro con ottimismo. Questa è la sua prima pubblicazione.

SANTI PRIMI MARTIRI DELLA SANTA CHIESA DI ROMA


Santi Primi martiri della santa Chiesa di Roma
L'odierna celebrazione introdotta dal nuovo calendario romano universale si riferisce ai protomartiri della Chiesa di Roma, vittime della persecuzione di Nerone in seguito all'incendio di Roma, avvenuto il 19 luglio del 64. Perché Nerone perseguitò i cristiani? Ce lo dice Cornelio Tacito nel XV libro degli Annales: "Siccome circolavano voci che l'incendio di Roma fosse stato doloso, Nerone presentò come colpevoli, punendoli con pene ricercatissime, coloro che, odiati per le loro abominazioni, erano chiamati dal volgo cristiani".
Ai tempi di Nerone, a Roma, accanto alla comunità ebraica, viveva quella esigua e pacifica dei cristiani. Su questi, poco conosciuti, circolavano voci calunniose. Nerone scaricò su di loro, condannandoli ad efferati supplizi, le accuse a lui rivolte. Del resto le idee professate dai cristiani erano di aperta sfida agli dei pagani gelosi e vendicativi... "I pagani - ricorderà più tardi Tertulliano - attribuiscono ai cristiani ogni pubblica calamità, ogni flagello. Se le acque del Tevere escono dagli argini e invadono la città, se al contrario il Nilo non rigonfia e non inonda i campi, se vi è siccità, carestia, peste, terremoto, è tutta colpa dei cristiani, che disprezzano gli dei, e da tutte le parti si grida: i cristiani ai leoni!".
Nerone ebbe la responsabilità di aver dato il via all'assurda ostilità del popolo romano, peraltro molto tollerante in materia religiosa, nei confronti dei cristiani: la ferocia con la quale colpì i presunti incendiari non trova neppure la giustificazione del supremo interesse dell'impero. Episodi orrendi come quello delle fiaccole umane, cosparse di pece e fatte ardere nei giardini del colle Oppio, o come quello di donne e bambini vestiti con pelle di animali e lasciati in balia delle bestie feroci nel circo, furono tali da destare un senso di pietà e di orrore nello stesso popolo romano. "Allora - scrive ancora Tacito - si manifestò un sentimento di pietà, pur trattandosi di gente meritevole dei più esemplari castighi, perché si vedeva che erano eliminati non per il bene pubblico, ma per soddisfare la crudeltà di un individuo", Nerone. La persecuzione non si arrestò a quella fatale estate del 64, ma si prolungò fino al 67.
Tra i martiri più illustri vi furono il principe degli apostoli, crocifisso nel circo neroniano, dove sorge la basilica di S. Pietro, e l'apostolo dei gentili, S. Paolo, decapitato alle Acque Salvie e sepolto lungo la via Ostiense. Dopo la festività congiunta dei due apostoli, il nuovo calendario vuole appunto celebrare la memoria dei numerosi martiri che non poterono avere un posto peculiare nella liturgia.




Non possiamo permetterci nessun commento. Anche se qualche critico o storico che sia ha cercato di riabilitare Nerone rimane il fatto. Senza quell’estate del ’64 o sarebbe meglio chiamarla primavera , ci sarebbe mancata una paternità cosi forte. Questi “testimoni” sono e saranno sempre una barriera contro l’ateismo. Ci si nasconde dietro l’ateismo per professare idee , dare giudizi, avere opinioni. E’ tipico dell’ateo il nascondersi il negarsi il non avere nessuna responsabilità. E’ come i matrimoni di oggi. Disconoscersi ma amarsi. Utopie di numeri e non esseri umani. Non libertà ma licenze . Li vediamo ovunque sbandati e senza origine, appaiono e spariscono dalla scena , vuoti e drammatici. Ti elencano vizi e peccati altrui come se “questi altrui” non lo sapessero o li negassero. Non sanno spiegarsi perché sono al mondo . Non so se Nerone fosse ateo ma chi eseguiva i suoi ordini si. Accomunerei a questi testimoni le vittime delle stragi, di mafia, delle guerre, a tutti coloro che “pagano e hanno pagato” con il martirio. 


SANT'ARONNE

SANT’ARONNE, il fratello di Mosé

Mosè certamente approfittava del suo fratello balbuziente. Lo mandava avanti e indietro e sembra che anche lui fosse balbuziente. Ma Dio quadra sempre le situazioni e così ad Aronne toccava sempre mettere la faccia. Era l’interlocutore favorito del Faraone, usava il bastone magistralmente. Dio appunto lo fece capo e fece con lui un’alleanza perenne. Aronne fu sacerdote “per sempre” come Melkisedech. Anche se quest’ultimo ci appare più pio e mite, Dio scelse Aronne e da lui discese il sacerdozio e quindi i preti. Ci sono figure di preti che si stenta a credere al percorso fatto. Figure che oggi sono elencate nel calendario in almeno dieci al giorno fra santi e beati. A noi recentemente ne è toccato uno che non è nè santo nè beato, ma, finalmente, uno che sa parlare e anche scrivere. Ha anche entusiasmo e creatività. Insomma mentre lui porta “messi” al Signore, qualche bue esce dalla stalla.
Vi riferisco questo episodio.
All’uscita dei Vespri mi imbatto sui Realmonte. Li vedo un po’abbattuti e mi confidano: Ieri siamo passato nella piazza dove un certo Si-sà o Sa-sà intratteneva i marinesi. La piazza era piena zeppa. Ieri all’adorazione eravamo in 2. Bene, rispondo, vuol dire che gli organizzatori hanno azzeccato programma. Realmonte 1 mi riprende. E’ questo il risultato della nostra evangelizzazione? E questo l’esempio? Sono questi i risultati? In cosa abbiamo sbagliato, dove abbiamo fallito? Realmonte non scherza su questi argomenti. Ed io non sono all’altezza di dare risposte. Analizza alcuni fattori anche Realmonte 2 (la moglie) e aggiunge dettagli. Viene spontaneo a questo punto analizzare anche cosa succede in casa d’altri. Mi spingo oltre con qualche lusinga sul lavoro fatto, sulla qualità delle persone e cosi via. Questa battaglia somiglia a quella, su scala nazionale. dell’audience. Sul cantante, sul cabarettista, sulle luminarie e i tamburi. Sul sacro e profano. E’ una lenta agonia, non vedo la luce in fondo al tunnel. Ora qualcuno pensa che il nostro don debba fare miracoli. Io dico: primo ne ha la capacità e secondo se vuole entrare in quel calendario non può farne a meno.

PS  Oggi è anche la solennità del Sacro Cuore di Gesù. Festività voluta e creata dai francesi  a cui hanno dedicato migliaia di chiese e scuole. Anche da noi abbondano. Ma soprattutto le immaginette appese nelle case. L’iconografia non è delle migliori (sembra un trapianto di cuore ben riuscito), ma è la cosa più cara alle suore in genere.

CICIRI

CICIRI
Per aver toccato,un francese, le tette alla fidanzata,moglie, alla figlia o alla sorella, non certo alla suocera, un nostro antenato tirato, come soleva fare, fuori il coltello diede l’avvio ad una rivoluzione, che fu la madre di quella più recente detta francese.
Da allora abbiamo imparato, tranne rari casi, che non vale la pena scatenare rivoluzioni per una tetta seppur prorompente e accattivante. Ci lasciamo fare di tutto. Pensate alle assicurazioni. Ci vorrebbe che il nostro comune prendesse accordi con i nostri amici gemellati francesi per farci mandare una decina di quelle macchine meccaniche inventate da un certo Guilleton , dette ghigliottine, metterle nelle piazze e farle funzionare a ritmo serrato. Di boia qui ne troviamo a dozzine e via …. Le assicurazioni hanno superato il limite ragionevole delle cose. Sono un insulto, altro che toccatine di tette. Fanno quello che vogliono. Aumentano ad ogni cambio di stagione, ti ricattano con il bonus-malus , ti insultano trattandoti come un incapace. “Voi del sud avete inquinato, truccato il tutto con i vostri dottori che fanno perizie compiacenti, i periti manovrati, gli incidenti falsi”. Ora ne paghiamo le conseguenze. Torna la teoria tutti paghiamo per tutti. Ma io sono io ! Non siamo più capaci di fare le rivoluzioni. Ci stavamo salvando da Tim e famiglia e scopriamo che se vuoi telefonare devi sempre passare da loro. Vi ricordate le cabine telefoniche distrutte ? Ci hanno detto per anni: siete vandali ! Ora scopriamo che era la gente disperata dalla “dittatura”. Ora stanno riprendendo. Quello che ti dice la “stagista” vendendoti il contratto non è mai completo e definitivo. Fraintendi sempre tu ! E come acquistare una enciclopedia per strada. Ritirare un telefonino perché indegno e rimetterlo in commercio va mandato nella piazza 1 dove è installata la ghigliottina 1. Il direttore delle poste, non il locale ma il generale assieme al regionale alla piazza Castello dove trovasi la ghigliottina 2, Tutti gli assicuratori alla ghigliottina 3 che si trova nello spiazzo del gorgaccio. E cosi via. Non siamo più capaci a fare le rivoluzioni. Luce ,gas ed ora acqua: ne devi fare, Franco, di referendum…
Adesso c’è la democrazia i referendum e palliativi del genere.
Diamo la cittadinanza onoraria all’ing. Guilleton che si trasferisca alla ficuzza per poter servire un bacino di utenza più vasto possibile. Quelli di Bolognetta li serviamo noi. Quelli di Misilmeri è dal secolo scorso che non rivoluzionano più, noi negli anni recenti ci abbiamo provato lasciando sul terremo una 30 di morti fra bambini,donne e simili.
Ricominciamo nuovamente da Ciciri…

martedì 28 giugno 2011

SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI


Santi Pietro e Paolo Apostoli
m. 67 d.C.


Il 29 di giugno la Chiesa commemora la solennità liturgica degli Apostoli:

PIETRO
Pietro, scelto da Cristo a fondamento dell'edificio ecclesiale, clavigero del regno dei cieli (Mt 16,13-19), pastore del gregge santo (Gv 21,15-17), confermatore dei fratelli (Lc 22,32), è nella sua persona e nei suoi successori il segno visibile dell'unità e della comunione nella fede e nella carità. Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l'anno 67, la loro testimonianza al Maestro.

PAOLO
Paolo, cooptato nel collegio apostolico dal Cristo stesso sulla via di Damasco, strumento eletto per portare il suo nome davanti ai popoli, è il più grande missionario di tutti tempi, l'avvocato dei pagani, l'apostolo delle genti, colui che insieme a Pietro far risuonare il messaggio evangelico nel mondo mediterraneo. Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l'anno 67, la loro testimonianza al Maestro

Chi avesse letto il percorso degli archeologhi cristiani alla ricerca delle ossa di Pietro non pùo non aver subito un emozione fortissima. “Queste sono le ossa di Pietro “ era scritto nella cassetta trovata proprio sotto l’altare in vaticano dove si ritiene avesse subito il martirio. Basta andare alle paoline e con pochi spiccioli uno può rivivere una sensazione che nessun film americano potrà mai darti. Divenuto primo fra i pari non tutti furono d'accordo e questo è purtroppo il più grosso ostacolo fra noi e i fratelli ortodossi ancora oggi.

Di  Paolo se non fosse per la sua sterminata sapienza diffiderei sempre. Basta ricordare i primi cristiani quando allarmati e scettici dissero : Alt questo è quel Saulo… e Pietro con parole e lettere a dire che cambiare , grazie a Dio si può.
Una volta mi misi ad inseguire i luoghi paolini fuori della terra santa. Dalla colonna di Cipro dove Paolo e Barnaba furono legati, a Filippi nella cella di Paolo , in Grecia dove pronunziò il bellissimo discorso “al Dio ignoto” sull’aeropago” a decine di piccoli luoghi sino a San Paolo fuori le mura nella maestosa basilica, dove gli arabi intorno al mille sparsero per terra le sue ossa profanando la sua tomba e Roma stessa.
Spero un giorno anch’io di essere fulminato sulla via di Damasco e ricredermi totalmente su San Paolo.
A Marineo  ricordiamo San Pietro con il rito delle chiavi.
Ma questa è un'altra storia e dovete farvela raccontare da Franco Vitale.  

LA CHIESA DEL SILENZIO

Beati 25 Martiri Greco-Cattolici Ucraini

Mykola Konrad
Sacerdote, Strusiv, Ucraina, 16 maggio 1876 – Stradch, Ucraina, 26 giugno 1941
Mykola Konrad nacque il 16 maggio 1876 nel villaggio ucraino di Strusiv, nella regione di Ternopil. Compì i suoi studi teologici e filosofici a Roma. Nel 1899 ricevette l’ordinazione presbiterale, quale sacerdote diocesano dell’Arcieparchia di Lviv degli Ucraini, e conseguì il dottorato. Iniziò allora ad insegnare nelle scuole superiori di Berezhany e Terebovlia, finchè nel 1930 il metropolita André Sheptytsky non lo invitò ad insegnare all’Accademia teologica di Lviv. In seguito il vescovo affidò alle sue cure pastorali la parrocchia del villaggio di Stradch.

Volodymyr Pryjma
laico,padre,di famiglia ,Stradch, Ucraina, 17 luglio 1906 - Stradch, Ucraina, 26 giugno 1941
Unico laico tra i nuovi beati martiri ucraini, Volodymyr Pryjma nacque il 17 luglio 1906 nel villaggio di Stradch, nella regione ucraina di Yavoriv. Padre di famiglia, dopo aver ottenuto un diploma in una scuola di canto patrocinata dal metropolita Sheptytsky, divenne cantore e poi direttore del coro della parrocchia di Stradch, ove era appunto parroco Mykola Konrad.
Il 26 giugno 1941 i due si recarono in visita ad un parrocchiano gravemente malato, che aveva richiesto gli ultimi racramenti. Erano ormai di ritorno quando, di passaggio nel vicino bosco di Birok, furono torturati senza pietà e messi a morte da alcuni agenti del NKVD.
Mykola Konrad e Volodymyr Pryjma fu rono beatificati da Giovanni Paolo II il 27 giugno 2001, insieme con altre 23 vittime del regime sovietico di nazionalità ucraina.

Papa Giovanni Paolo II durante il suo lungo pontificato haricordato ai cattolici di tutto il mondo come la fede cristiana siasempre stata alimenta nel corso dei secoli dal sangue dei martiri,che come diceva Sant’Agostino si è sempre rivelato“seme di nuovi cristiani”. Questa realtà haraggiunto nel corso del XX secolo una dimensione veramenteuniversale, in quanto in ogni angolo del pianeta almeno qualchecristiano è stato ucciso in odio al suo credere in GesùCristo. In Russia con la rivoluzione bolscevica cadde il vecchio imperozarista e nacque l’Unione Sovietica governata da un regimecomunista. In un clima di profonda ostilità verso la religioneuna schiera innumerevole di cristiani fu chiamata a testimoniare sinoall’effusione del sangue la fede cristiana. Per quanto riguardala Chiesa Ortodossa Russa, maggioritaria nel paese, a partire del2000 sono state celebrate le canonizzazioni di oltre un migliaio dimartiri di quel periodo, capeggiati dall’ultimo zar Nicola II edalla sua famiglia. Giovanni Paolo II volle onorare la passionedell’ortodossia russa includendo la granduchessa SantaElisabetta Fedorovna nel grande mosaico della cappella vaticanaRedemptoris Mater.
Anche da parte catolica non sono comunque mancati i martiri in talefrangente storico ed il Sommo Pontefice suddetto, durante la suavisita apostolica in Ucraina, nazione nata dalla dissoluzionedell’Unione Sovietica, volle beatificare in data 27 giugno 2001una schiera di 25 martiri della Chiesa greco-cattolica ucraina, lacosiddetta “Chiesa del silenzio”, eroici testimoni dellafedeltà a Dio in un’epoca di persecuzione per la fede daparte del comunismo. La denominazione ufficiale del gruppo inoccasione del rito di beatificazione fu “Mykolay Charneckyj e 24compagni” e era composto di 8 Vescovi, 6 sacerdoti diocesani, 7sacerdoti religiosi, 3 suore ed un solo laico. Il nuovo MartyrologiumRomanum commemora ciascuno di essi in date diverse, nei rispettivianniversari della loro morte. Tra di essi non mancano anche dei preticoniugati e padri di famiglia, come da tradizione nelle ChieseOrientali, anche cattoliche. Il primo di essi in ordine di decesso,Leonid Fedorov, era in realtà di nazionalità russa enon ucraina, ma la sua causa di beatificazione, iniziata per prima,fu poi aggregata a questo gruppo in quanto a quel tempo anchel’odierna Russia dipendeva dal metropolita con sede a Lvivnell’odierna Ucraina.
Sempre nella medesima occasione Giovanni Paolo II beatificòanche il vescovo Teodoro Romza ed il sacerdote Omeljan Kovc,anch’essi martiri greco-cattolici, senza però includerlinell’elenco del gruppo suddetto.
La Chiesa Cattolica ha inoltre iniziato altre cause relative amartiri del regime comunista nell’ex Unione Sovietica: il gruppoucraino “Pietro Mekelyta e 47 compagni”, del quale fannoparte anche il sacerdote Anatolii Hurhula e sua moglie Irina Durbak,ed i russi “Eduard Profitlich e 15 compagni”.
Ecco l’elenco dei 25 martiri greco-cattolici ucraini beatificatida Giovanni Paolo II nel 2001:

Mykolay Charneckyj, Vescovo, 2 aprile
Hryhorij Khomysyn, Vescovo, 28 dicembre
Josafat Kocylovskyj, Vescovo, 17 novembre
Symeon Lukac, Vescovo, 22 agosto
Vasyl Velyckovskyj, Vescovo, 30 giugno
Ivan Slezyuk, Vescovo, 2 dicembre
Mykyta Budka, Vescovo, 28 settembre
Hryhorij Lakota, Vescovo, 5 novembre
Leonid Fedorov, Sacerdote, 7 marzo
Mykola Konrad, Sacerdote, 26 giugno
Andrij Iscak, Sacerdote, 26 giugno
Roman Lysko, Sacerdote, 14 ottobre
Mykola Cehelskyj, Sacerdote, 25 maggio
Petro Verhun, Sacerdote, 7 febbraio
Oleksa Zaryckyj, Sacerdote, 30 ottobre
Klymentij Septyckyj, Sacerdote, 1 maggio
Severijan Baranyk, Sacerdote, 28 giugno
Jakym Senkivskyj, Sacerdote, 28 giugno
Zynovij Kovalyk, Sacerdote, 30 giugno
Vitalij Volodymyr Bajrak, Sacerdote, 16 maggio
Ivan Ziatyk, Sacerdote, 17 maggio
Tarsykia (Olha) Mackiv, Suora, 18 luglio
Olympia (Olha) Bidà, Suora, 28 gennaio
Laurentia (Leukadia) Harasymiv, Suora, 26 agosto
Volodymyr Pryjma, Laico, 26 giugno