giovedì 29 gennaio 2015

LE RAGIONI DI UN PREMIO



ECCOVI LE MOTIVAZIONI , TANTO RICHIESTE, DEL PREMIO ASSEGNATO A MONS.  GIUSEPPE RANDAZZO
PIù TARDI AGGIUNGEREMO ALCUNE OSSERVAZIONI PUBBLICATE IN ALCUNI BLOG                    

X Premio Forum delle Associazioni Palermo  2014
 
                    Motivazione della Giuria giudicatrice
                    Nella rosa  delle personalità di cittadini illustri che hanno contribuito con la loro opera alla crescita culturale  della nostra società , secondo le norme che regolano lo   statuto del premio, la giuria  ha scelto di soffermare l’attenzione sulla personalità  e l’operatività di coloro che si sono distinti per la salvaguardia dei Beni Culturali della  nostra  città e nel campo della loro valorizzazione  e fruizione arrecando anche benefici  economici e creando nuovi posti di lavoro per i  giovani che operano in tale ambito. La figura e la personalità di Monsignor Giuseppe Randazzo e la sua attività a favore del Patrimonio culturale dell’Archidiocesi di Palermo, connessa al Suo ruolo di responsabile dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici assegnatogli sin dal tempo del  governo del Cardinale Salvatore Pappalardo e continuato fino ad oggi , e come direttore del rinnovato Museo Diocesano , è stata  riguardata con particolare attenzione  da tutti i componenti della  giuria che ha ampiamente considerato, discusso e giudicato favorevolmente il Suo curriculum di  intellettuale e operatore culturale,che nell’ambito del suo  status di sacerdote ha saputo coniugare i valori religiosi con quelli della cultura laica e concorrenti in abito politico e sociale con le esigenze delle istituzioni da lui   dirette. Va infatti  ascritto  a suo merito l’ avere iniziato, da un lato l’ opera di riorganizzazione delle strutture culturali istituzionali dell'Arcidiocesi , e dall’altro di avere riaffermato il valore culturale del patrimonio  ecclesiastico- monumentale  della città .  Dopo tanti  anni bui, culminati nel furto  della tela di Caravaggio dall'oratorio di  San Lorenzo, questo patrimonio, lasciato all’incuria e al  degrado dovuto , dopo quello provocato dai bombardamenti bellici del ‘43,  all’ inarrestabile abbandono del Centro Storico e del suo  immenso patrimonio che  necessitava di essere invece riordinato, catalogato, valorizzato e reso fruibile nel  migliore dei modi, veniva finalmente riproposto all’attenzione della società  e della  cultura dalla sensibilità operativa di monsignor  Randazzo che, parallelamente all’azione di salvaguardia e tutela  invocata dalle  Associazioni culturali presenti in città e sensibili a tali  problemi non ancora riguardati con l’adeguata attenzioni dalle istituzioni   bbliche ,diede inizio  al razionale processo di riappropriazione , restauro e onservazione ancora in atto di monumenti e opere d’arte già restituite o da restituire alla fruizione pubblica e museale con quella particolare ed encomiabile attenzione a che le opere ,ove fosse  possibile,  potessero tornare alle chiese  o agli  originari luoghi di provenienza.  Si trattava della necessità morale oltre che politica di venire incontro al  risanamento della città e all’esigenza  dei cittadini che avevano a  cuore le sorti di Palermo e del suo riscatto dalla incultura e dalla mafia imperante. In quest'ultima direzione si evidenzia  il progetto “100 chiese aperte” attuato  con di Comune di Palermo che, per la prima volta, garantì per un certo periodo la piena fruizione e la  conoscenza di chiese e oratori a quel tempo ben poco posti  all’attenzione della cittadinanza e dei circuiti culturali se non per opera delle  allora  poche Associazioni culturali che operavano con molte difficoltà. Egualmente importante è stato il processo di sensibilizzazione da lui condotto nei  confronti dei  responsabili di molti di quei beni, in maniera da coinvolgerli  per   accedere ai contributi CEI o alla utilizzazione  di sponsor privati, finalizzati  all'installazione di adeguati sistemi anti intrusioni, indispensabili per limitare l'inarrestabile ondata di furti ed effrazioni. Allo stesso modo l'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici da lui diretto ha sistematizzato protocolli precisi per il disbrigo delle principali pratiche per   l 'accesso ad altri fondi  CEI con finalità culturali, come quelli per i musei, le biblioteche e gli archivi diocesani e degli ordini religiosi, nonché per l'esecuzione  dei restauri in ragione degli accordi con la Regione  e il Comune. Tra tutti questi beni recuperati , indubbiamente, spiccano le  chiese e  gli oratori che  contengono le opere di Giacomo Serpotta  divenute  ormai fattore di attrazione culturale e turistica per la città  poiché  finalmente sono visitabili e fruibili in maniera adeguata alla loro importanza non soltanto sul piano della cultura locale  ma perché rappresentativi della cultura italiana ed europea .  Tra le tante  iniziative culturali si citano il progetto di apertura minimale con indagini del sarcofago porfireo di Federico II, diretto personalmente, e le mostre  sul territorio e quelle , successive ai restauri delle grandi tele di Matthias Stom e del Crocifisso di Van Dyck, allestite  a Palazzo Alliata di Villafranca che, dal 2009,  è   stato riaperto  ai visitatori. Tali opere  sono state restaurate nel  Laboratorio del Museo diocesano  che , secondo le norme vigenti, si propone come fulcro dell'attività di restauro della Diocesi e  ospita, già da alcuni anni, tirocinanti e allievi restauratori in forza di una convenzione con il corso di Laurea in  Conservazione  e restauro dei Beni Culturali dell'Università. Dopo circa due decenni ,nel  2004, il Museo ha infatti riaperto i battenti con uN nuovo allestimento che lo qualifica tra i musei diocesani più importanti tanto  che nei 10 anni dalla sua riapertura, si è  segnalato per  la partecipazione a numerose mostre nazionali e internazionali cui il museo ha aderito con prestiti che hanno  consentito la conoscenza del territorio oltre i confini nazionali e per   l'incessante  impegno volto al recupero e al  restauro delle collezioni museali e degli  altri beni  della Diocesi, tramite fondi propri o operazioni di fundraising presso  sponsor.  Ciò ha fatto sì che si restaurassero ad oggi  ben più di 60 opere d'arte tra   pitture , sculture e preziosi  manufatti attinenti alle arti decorative, e ha consentito l’ istituzione della collana scientifica editoriale “ Museo diocesano di Palermo: studi e restauri",  diretta dal  vicedirettore Pierfrancesco  Palazzotto, che ha già prodotto  otto volumi  che illustrano le opere restaurate da Mauro Sebastianelli e dagli allievi. Considerate  pertanto la Sua lunga e diuturna opera di operatore e le sue benemerenze  culturali,  la Giuria all’unanimità , attribuisce la decima edizione 2014 del  “ Premio Forum delle Associazioni” di Palermo a Monsignor Giuseppe Randazzo illustre componente del Capitolo della Cappella Palatina , delegato  arcivescovile per  i Beni temporali e direttore del Museo Diocesano di Palermo.

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