mercoledì 16 dicembre 2015

PER NON ALLONTANARCI DALLA POESIA



Stiamo per chiudere l’anno o meglio il trimestre “poetico” con l’appuntamento che Laura La Sala ci dà per sabato 19 dicembre alle ore 18 nella sala della cultura al castello. Il Comune sponsorizza la serata dopo ben  tre eventi di poesia. Il nostro assessore alla discriminazione ancora non ci ha fatto sapere quali requisiti bisogna avere per essere inseriti nella “priority list” e poter ricevere l’invito. E’ una vecchia storia che sa più di becero razzismo che di poesia e cosi uno squallido gruppetto va in giro con l’invito “definendosi” prescelto per poi non andarci. Io sarei disposto a pagare una tangente per essere inserito in questo elenco che mi discrimina fortemente e che permette a i miei amici di bollarmi come sovversivo.
Quindi la Signora la Sala ci presenta delle raccolte di poesia battezzandole “Nun mi chiamari fimmina e la mia Isola” e non possiamo che apprezzare questo suo ennesimo lavoro. Anche se la stessa mi ha apostrofato come uno “che non apprezza il suo lavoro” , mi ritrovo nuovamente dentro un madornale giudizio errato. Intanto trovare “una fimmina” cosi caparbia e forte da diventare imprenditrice di se stessa, autodidatta con un suo stile preciso e tagliato è cosa rarissima. E questo è degno di apprezzamento. Poi cosa debbo dire sulla poesia quando abbiamo figure come Franco Virga o come Ciro Spataro che vivono di poesia. Nel mio piccolo io sono stufo di poesie siciliane che elogiano questa terra e i suoi abitanti in modo esagerato trasformando natura e bellezza   oltre il dovuto ma che poi non produce gente di qualità che sa solo conservare problematiche medievali e alleva droni  e parassiti.
Il giudizio critico sulla poesia della La Sala non posso emetterlo io . Io racconto sensazioni, spessissimo sbagliate. Sono un osservatore che anzicchè  “sparlare” ha il coraggio di scriverle cosa molto rara in un contesto di saccenti.
Ciò non toglie che la mia ricerca di “eccellenze locali”  suggerisce che non si arriva alla produzione della La Sala per caso. O meglio per dirla chiaramente “la classe non è acqua”.  Quindi spero che i marinesi siamo un po’ più interessati perché all’ultimo simposio sono andati tutti “al mare” o a raccogliere olive lasciando nel castello solo i poeti e i parenti e non sono riuscito a trovare nemmeno uno spettatore “non imparentato”. E questo non ci fa onore.

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