venerdì 25 dicembre 2015

SE FACESSIMO A MENO DELLA RELIGIONE ?

di Antonino Di Sclafani


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Su l'ultimo numero de "La Rocca" ho pubblicato l'articolo che segue. A quanto pare il suo contenuto ha già fatto discutere e siccome il confronto e la dialettica sono segno di maturità ho pensato di affidare alle colonne del Guglielmo questi pensieri.  Chi vuole potrà commentare, nel rispetto delle regole del Blog (no anonimato), così da aprire un dibattito e chissà, tra qualche settimana, organizzare  un evento. Buona lettura. Nino Ds.
(ilguglielmonews@gmail.com)


Il titolo di questo breve articolo è volutamente provocatorio. Più che ostentare certezze è mia intenzione seminare dubbi. Per cui preferirò lanciare interrogativi che possano suscitare nel lettore una riflessione seria e consapevole.
Siamo alle prese con un integralismo islamico che attraverso il terrorismo sta seminando morte e paura in tutta Europa. L'ISIS continua con profitto il progetto che fu di Al-Qaeda e prima ancora dei Talebani, di Hamas, dei Ceceni, dei mujaheddin e via discorrendo.  E' altresì innegabile che dall'altro fronte si colgono rigurgiti integralisti di matrice religiosa in quasi tutti gli attori del quadro geopolitico. Partiamo dagli israeliani impegnati in una guerra di difesa dal terrorismo palestinese dove la componente religiosa è assai invadente: questa è la Terra Promessa, Dio ce l'ha data e guai a chi la tocca. Come non leggere tra le righe delle cerimonie pubbliche di Putin un'intima connessione con la Chiesa Ortodossa dei cui valori egli si erge a paladino, nonostante l'ingombrante passato di capo del KGB sovietico e comunista? E ancora, di recente, i toni dei candidati repubblicani, Trump in primis, non stanno rispolverando un lessico da scontro di civiltà dove la parola Crociata torna ad essere riabilitata e, sommessamente, riprende a sussurrarsi "Dio lo vuole"? Tra l'altro gli Usa sono il terreno in cui tutti questi estremi convivono non certo pacificamente. Si veda l'ultima incursione mortale contro una clinica che pratica aborti; lì è accettabile come principio che i militanti dei movimenti pro-life sparino ai medici abortisti.
Dunque se quasi tutto il pianeta è disposto a scannarsi a vicenda in nome di un Dio, il proprio, per difendere la verità, la propria, dalla contaminazione dell'altro, delle sue idee e delle sue convinzioni, non è che forse stiamo sbagliando qualcosa? Eliminare la religione dalla nostra vita potrebbe essere una soluzione?
Possiamo altresì negare che esiste anche l'integralismo laicista che irride e demonizza chiunque trovi in una Fede una ragione di esistenza e di consolazione e che spesso è altrettanto irragionevole dell'ortodossia religiosa?
E poi, dietro a tutte queste guerre di religione, crociate e jihad, siamo certi che ci siano solo questioni spirituali e di metafisica consistenza? Convincere un ragazzo ad imbottirsi di esplosivo e farsi esplodere  con il fine di destabilizzare, creare panico e, chissà, far aumentare il prezzo del petrolio, non sarebbe certo possibile. Inculcargli nella mente che con quel gesto si guadagnerà il paradiso e sarà ricordato come un martire della guerra santa forse è fattibile.  Convincere l'opinione pubblica a stanziare in tempi di crisi miliardi di dollari o euro in armamenti potrebbe essere non accettabile, cavalcare l'onda dell'allarme sociale che il terrorismo genera tra la gente rende facile ciò che prima sembrava impossibile. Vuoi vedere che si tornerà a parlare di F-35?
Se esiste un Dio, Allah, Yahweh, Krisna, Bhudda etc, che ha creato il mondo e l'uomo che lo abita, deve necessariamente essere un'Entità di Amore, un difensore della vita, che condanna la violenza e che predica il rispetto, la pace e la fratellanza tra gli uomini. Tutte le versioni alternative che abbiamo di Lui sono frutto solo della nostra mala fede che ci spinge a indorare di sacralità la nostra cupidigia ed il nostro egoismo!
Nino Di Sclafani

3 commenti:

  1. Fare a meno della religione? Interessante provocazione che trova nelle stesse argomentazioni dell'estensore dell'articolo la propria negazione. Che ci piaccia o no l'uomo è religioso nella sua identità più profonda, non può fare a meno della "questione Dio "; e anche dove lo nega compie un atto di fede (chi pretende di dimostrare che Dio non esiste e' semplicemente un cialtrone). Così come non esiste società che non abbia i suoi riti religiosi: basta pensare al mausoleo della mummia di Lenin o al culto di Mao nella odierna Cina capital-comunista: togli Dio e metti su un piedistallo un uomo da adorare. Lo stesso valeva due mila anni fa nel mondo romano:erano tollerati tutti i riti e i culti, ma era intollerabile che si rifiutasse il culto al l'imperatore/Dio. Come ha argomentato splendidamente Renee Girard, scomparso di recente, il sacro e la violenza sono strettamente legati attraverso il meccanismo del capro espiatorio che alle dinamiche di relazione della società umana. Che pensare e che fare allora? Semplicemente seguire la strada opposta.
    Tornare a considerare le dimensione religiosa come un elemento essenziale della nostra vita individuale e collettiva e approfondirne la comprensione.
    A partire ovviamente dalla nostra identità cristiana. Non tutte le religioni sono uguali e non tutte predicano la pace. Alla radice e al culmine dell'insegnamento di Gesu' Cristo c'è l'amore per il nemico e c'è il cammino della croce che rende possibile quello che è umanamente impossibile. Alla radice dell'islam, insieme ad altro, trovi l'insegnamento della jihad, che è, anche, guerra contro gli infedeli. In effetti il Cristianesimo è stato nella storia un salto di qualità che non ha paragoni, e gli stessi studi di Girard aiutano a comprenderlo. La civiltà occidentale ha prodotto tesori di solidarietà, di industriosità e di arte, e tutto questo scaturisce dal cristianesimo. Questo significa che anche in nome di Cristo non sono stati compiuti nella storia crimini orrendi? No di certo. Ma questi crimini non trovano nella dottrina alcuna giustificazione e molto raramente non hanno trovato nel papato, nel corso dei secoli, la loro condanna. Quest'ultima affermazione potra' scandalizzare chi sia imbevuto dei luoghi comuni imparati sui libri di testo delle nostre scuole o sugli articoli di tanta parte della stampa. Pregiudizi dei quali peraltro l'estensore, non si dimostra immune, per esempio quando attribuisce "l'ultima incursione mortale contro una clinica che pratica aborti" a "fanatici " pro-life, quando invece, dopo una prima titolazione in tal senso, i giornali hanno dovuto riconoscere che si è trattato dell'azione di uno squilibrato. Gli eventi recenti di aggressione bellica del fondamentalismo islamico, pongono sicuramente gravi problemi politici e militari, ai quali dovranno dare risposta le autorità, senza soggiacere, a mio parere, a un pacifismo imbelle. Ne' potra' essere considerata contraria alla dottrina cristiana una guerra di difesa, come quelle che l'Europa ha dovuto affrontare numerose volte nel corso dei secoli. Questi eventi possono essere per noi, soprattutto, l'occasione per una riscoperta e una purificazione della nostra identità, cosi come l'insegnamento incessante dei papi della nostra epoca ( risalendo almeno fino a Pio IX) l'ha manifestata.
    A questo riguardo consiglio al nostro articolista in primis e a tutti i lettori il recente libro "Una storia della Chiesa", di Angela Pellicciari ed. Cantagalli, che ripercorre agilmente due millenni di storia aiutando il lettore a rivedere luoghi comuni negativi e soprattutto a riconoscere l'azione dello Spirito Santo nella guida della chiesa. (P.M. LETTERA FIRMATA

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  2. Devo confessare che non ho capito la provocazione dell’autore dell’articolo. Fa un’analisi molto precisa della situazione internazionale e di alcune cause del fanatismo religioso e poi ci propone una soluzione assurda. Che sbagliamo qual cosa è lampante ma forse se cercassimo a conoscere questo Dio-Amore e se ci sforzassimo di più a seguire le orme di Gesù Cristo saremmo più vicini alla verità e quindi alla soluzione.
    Non credo che l’autore dell’articolo si riferisca agli esperimenti marxisti dell’eliminazione della religione dalla vita dei popoli in nome di uno slogan del suo fondatore che diceva la “Religione è l’oppio del popolo”. Io ho vissuto l’ateismo militante di Stato insieme alla mia famiglia e i miei amici in prima persona. Posso assicurare che non è una soluzione né contro la nostra cupidigia né contro il nostro egoismo. Suppongo che anche l’autore ne ha già sentito o letto abbastanza per non fare questo errore. Cosa intende quindi con la sua proposta di “eliminare religione dalla nostra vita?” Gradirei una spiegazione più dettagliata.
    Io non potrei fare a meno della religione – non solo per la mia professione - e dopo aver studiato (certo non vissuto) le altre grandi religioni trovo che la religione cattolica non è “una versione alternativa” a quell’ ”Entità di Amore” di cui parla l’autore. Anzi mi aiuta ad avvicinarmi a Lui e il Magistero della Chiesa cattolica mi guida nelle mie scelte e nella mia vita. Sono io che ho dei limiti e non realizzo pienamente ciò che mi insegna. (R.R. lettera firmata)

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  3. Caro Nino, permettimi di darti del tu, anche se non ci conosciamo : mi viene più facile conversare e discutere con un amico, che farlo accademicamente ... Il tuo articolo, lucido e "imparziale", offre un panorama del mondo a 360 gradi, c'è dentro tutto!
    Io ho sempre istintivamente respinto certe letture della realtà basate sulla "dietrologia", perchè mi sembrano figlie della cultura del sospetto che, come un cancro sta avvelenando ogni nostro rapporto e ogni nostro giudizio. Credo di poter riassumere quanto tu hai detto in questo : i grandi poteri, per i loro grandi interessi, commerciali e non, si servono della religione per scatenare guerre e terrore . Niente religione, niente guerre ? Non credi che a queste terribili 'eminenze grigie' sarebbe facilissimo trovare altri motivi, altri pretesti per orientare le nostre scelte, per influire sul nostro sentire? Pensiamo semplicemente a Hitler: non si è servito della religione, ma dell' ideologia della supremazia razziale. E argomenti per dare un volto alle nostre paure, per scatenare la nostra aggressività contro un nemico facilmente identificabile, se ne possono trovare a iosa. Il fatto è che in guerra ci siamo, solo l'ingenua ipocrisia dei nostri governanti pensa che basti non nominarla, la parola 'guerra', per scongiurare un conflitto. In guerra ci siamo. Ed è verissimo che ogni religione, purtroppo anche la mia, io sono (o meglio vorrei essere davvero) cristiana cattolica, si è macchiata di crimini orrendi, odiando e perseguitando.
    È altrettanto vero che, come hai scritto tu, esiste un laicismo ad oltranza, che ha in odio ogni slancio metafisico e che è più confessionale e più integralista della religione stessa. A me piace più parlare di fede che di religione. Religione mi sa di regole, precetti, dogmi rigidi. Fede mi sa di cuore, di cambiamento di vita, di amore ad un Dio che "atterra e suscita, che affanna e che consola" per dirla col Manzoni. Perchè vedi, non si può spiegare tutto... la nostra vita nasce, scorre e finisce nel mistero ... anche di Dio sappiamo poco, non lo possediamo, non possediamo la Sua Verità, come purtroppo invece a volte le suddette 'eminenze grigie' vorrebbero farci credere... Sappiamo solo quello che ci ha detto di lui, Gesù. Sappiamo che ama, alla follia, al punto da spogliare sè stesso, e da nascere e morire, Lui Dio , che nemmeno l'Universo può contenere , per la Sua grandezza.Lui , l'Eterno, fuori dal tempo. Lui, lo Spirito che anima ogni cosa...No, non è senza la religione che si fermano le guerre, non è spogliando l’umanità del suo anelito all’ Infinito. Non è appiattendo tutto in un confuso, asettico senso religioso e umanitario che si superano le differenze. Non è , per noi europei , che il dimenticare le nostre origini cristiane ci renderà più’ simpatici’ ai musulmani.
    È invece l’essere così sicuramente radicati nel nostro credo , da non aver bisogno di guerre per affermarlo. Essere così convinti di quello che professiamo, da non aver paura di confrontarci con chi la pensa diversamente. È facendo guerra al nostro impaurito orgoglio, è fidandoci di Dio, è facendoci intridere dal Suo modo di amare. Non è senza la religione, ma facendo guerra alla religione del consumismo, del profitto , del piacere, della supremazia. Scusa il lungo sproloquio. Buon anno! (S.R.G. Lettera firmata)27.12.2015

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